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00:28 venerdì 3 luglio 2026
Una ricerca scientifica ha dimostrato che «nessun bambino sotto i due anni dovrebbe trascorrere regolarmente del tempo davanti allo schermo» È il dato, abbastanza inequivocabile, che emerge da una raccolta di 120 studi sulla questione in cui sono stati coinvolti 424 mila bambini.
Dopo averci lavorato per vent’anni, un gruppo di donne di Londra è riuscito a creare il primo complesso residenziale per sole donne Si chiama New Ground, è uno spazio autogestito dalle 26 residenti, in cui gli uomini sono i benvenuti, a patto che a una certa ora tolgano il disturbo.
La Grecia sarà il primo Paese al mondo a usare satelliti e AI per prevenire gli incendi Il sistema sarà online entro la fine del 2026 e permetterà alle squadre di soccorso di scoprire e spegnere un incendio prima che diventi incontenibile.
Il Giappone ha deciso che il modo migliore per combattere l’overtourism è far pagare ai turisti il doppio per tutto Dal castello di Himeji ai bus di Kyoto, passando per onsen, musei e tasse di soggiorno, il Paese sta sperimentando ovunque un sistema di doppia tariffazione.
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.

Quello che vedrete per sempre dietro il logo dei Mondiali di calcio

06 Maggio 2014

Vedo-non vedo. O meglio, dopo che vedo qualcosa non posso fare a meno di vederla nuovamente. La scienza cognitiva si interroga da decenni su come il cervello umano possa o meno individuare all’interno di una stessa immagine una o più figure e su come, dopo averle identificate, non possa evitare di rivederle. Alexis Madrigal di The Atlantic ha ripreso un tweet che si inserisce in questo dibattito per parlare del logo dei prossimi Mondiali di calcio in Brasile.

A prima vista, nel logo campeggia solo una coppa dai colori giallo e verde. A suggerire un’altra interpretazione è stata, su Twitter, la copywriter Holly Brockwell: «CANNOT UNSEE: the Brazil 2014 logo has been criticised for ‘looking like a facepalm’» (tr. «Non si può non vedere: il logo dei Mondiali 2014 è stato criticato per la somiglianza con il gesto di una persona che si mette la mano sul volto»).

Il tweet di Holly Brockwell è stato ritwittato 2.400 mila volte.  Ciò che sostiene lo psicologo Tom Toppino, intervistato da Madrigal, è che «se uno stimolo visuale viene interpretato in un certo modo, non potrà essere interpretato diversamente ogni volta che lo si incontrerà». In altre parole, le oltre duemila persone che hanno letto e condiviso il tweet da adesso in poi non potranno fare a meno di vedere un “facepalm” nel logo dei prossimi Mondiali.

Negli ultimi anni la scienza è arrivata a una conclusione importante, che spiegherebbe il funzionamento di questo processo: le informazioni visive che assorbiamo arrivano alla coscienza già modificate dal nostro cervello. Quello che vediamo non è solo ciò che si trova di fronte a noi, ma anche ciò che il nostro cervello ci dice di vedere. E se ce lo dice una volta, non ce lo scorderemo mai più.

(via)

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