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19:29 mercoledì 8 aprile 2026
Asghar Farhadi ha scritto una lettera in cui chiede a tutto il mondo del cinema di protestare contro Stati Uniti e Israele per quello che stanno facendo in Iran «Al di là di qualsiasi convinzione o posizione, uniamoci per fermare queste azioni disumane, illegali e distruttive», ha scritto il regista.
La partecipazione di Kanye West al Wireless Festival di Londra ha causato un disastro commerciale e una crisi politica Gli sponsor hanno abbandonato il festival, il governo ha negato il visto a Ye, il festival è stato cancellato. Tutto in 48 ore.
Dopo la tregua con l’Iran si è tornati a parlare della “teoria del TACO”, cioè del fatto che Trump Always Chickens Out, Trump si tira sempre indietro Il termine, coniato dal Financial Times, si applica ad almeno dieci occasioni in cui Trump ha fatto grandi minacce per poi battere in veloce ritirata.
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.

Quanta classe media c’è in Italia, in confronto agli altri Paesi

27 Aprile 2017

La contrazione della classe media rappresenta uno dei temi politici principali di questi anni: secondo alcuni analisti aiuta a spiegare il successo dei leader populisti che, come Donald Trump, fanno leva sull’insicurezza economica del ceto medio. Altri hanno fatto notare che esiste una “retorica della classe media”, per cui alcuni politici, anche liberal, come Obama, si sono spesso appellati al ceto medio. Uno dei problemi, però, quando si parla di classe media, è capire di quale fascia della popolazione stiamo parlando, esattamente. Infatti esiste una tendenza a sovra-stimare la dimensione della classe media: per esempio, un’inchiesta di Bloomberg intitolata “Everybody think they’re middle class” aveva rivelato che molti americani tendono a considerarsi membri della classe media, anche quando non lo sono.

Quante sono, allora, le persone appartenenti alla classe media? Qualche giorno fa il centro di ricerche Pew ha pubblicato alcuni dati interessanti che riguardano alcuni dei principali Paesi occidentali. In Italia, risulta nella classe media il 67 per cento delle persone, poco meno rispetto agli anni Novanta, quando erano il 69. In America la classe media rappresenta oggi meno del 60 per cento della popolazione. Nei Paesi nordici, come Danimarca e Norvegia, raggiunge l’80, mentre in Germania, Francia e Regno Unito è intorno al 70.

classe media dati

Lo studio mette nella categoria della classe media le famiglie il cui reddito disponibile si colloca tra i due terzi e il doppio del valore medio del reddito disponibile delle famiglie. In Italia, il valore medio del reddito disponibile delle famiglie è stato calcolato a 32 mila dollari annui, cioè poco più di 29 mila euro. Da notare che la percentuale di abitanti che si collocano nella classe media è diminuito in molti Paesi, inclusi Italia, Germania e Usa, ma non in altri: in Francia e Olanda, per esempio, è aumentato. Tuttavia, gli ultimi dati utilizzati risalgono al 2010, cioè a un anno prima della recessione che ha colpito molti Paesi europei.

Posto che la maggioranza degli abitanti dei Paesi ricchi si colloca, effettivamente, nella classe media, resta da chiedersi perché in tanti si considerino classe media anche se non lo sono. Indagando su questo fenomeno, l’Atlantic aveva rintracciato ragioni mediatiche e psicologiche: visto che siamo abituati ad associare la parola “povero” a persone che vivono in uno stato di grave indigenza, una persona che ha una casa e un lavoro, anche se i suoi guadagni sono inferiori a quelli considerati di fascia media, tende a pensare di fare parte della classe media, anche se è, statisticamente, povero; anche alcuni ricchi si definiscono erroneamente “classe media”, perché associano la parola “ricco” a persone molto più benestanti di loro, come le celebrities che hanno ampio risalto sui media.

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