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07:14 sabato 11 luglio 2026
Alberto Angela che intervista Christopher Nolan e Matt Damon è la trovata promozionale che l’Odissea si merita e di cui ha bisogno L'intervista andrà in onda il 12 luglio, in prima serata su Rai 1, nella premiere della nuova stagione di Noos.
A Madrid c’è un gruppo di “sabotatori antituristificazione” che sta sabotando centinaia di appartamenti affittati dai turisti Se la prendono con le key box e con i lettori NFC, per impedire ai turisti di entrare nelle case. Hanno colpito 153 appartamenti in 7 quartieri.
Al concerto dei Foo Fighters a Milano, Dave Grohl ha fatto salire sul palco gli esponenti dei centri sociali italiani in cui suonava negli anni ’90 Ha anche parlato in italiano dicendo tutte le parole che sapeva ("grazie", "bacio", "tutti pazzi") e ha ricordato l'accoglienza e la generosità dei centri sociali ormai chiusi.
Dopo averle classificate come un “problema climatico”, l’Unione Europea ha cambiato idea sulle mucche e adesso le considera “infrastrutture critiche” A quanto pare, adesso l'Ue ha deciso che le mucche «garantiscono autonomia strategica e prevengono l'abbandono dei territori».
Dopo vent’anni potremo finalmente vedere il documentario su Marie Antoinette di Sofia Coppola girato da sua madre Eleanor Coppola Si intitola Making Marie Antoinette, lo distribuirà Mubi ed è un ultimo omaggio che la figlia fa alla madre, morta nel 2024.
C’è una playlist in cui ogni canzone è dedicata al Presidente di un Paese del G7 e l’ha fatta Emmanuel Macron Tra dossier sull’Ucraina, tensioni in Medio Oriente, dazi, nucleare iraniano e intelligenza artificiale, Emmanuel Macron ha pensato di aggiungere una canzone per ciascun leader in un catalogo musicale del potere globale.
La libreria indipendente di Han Kang a Seoul ha chiuso a causa della gentrificazione del quartiere Il proprietario dell'immobile in cui si trovava la libreria ha deciso di venderlo e nemmeno una Premio Nobel è riuscita a convincerlo a ripensarci.
Oltre a John Cale, Martin Scorsese e Marc Jacobs, nel nuovo album di Charli XCX c’è anche David Cronenberg L'attesissimo nuovo album dal titolo Music, Fashion, Film uscirà il 24 luglio.

David Foster Wallace predisse l’ansia da selfie

09 Aprile 2014

Nel suo capolavoro del 1996, Infinite Jest, il compianto David Foster Wallace non si limita a produrre forse uno dei più celebrati romanzi postmoderni, ma – come ha sottolineato la sezione culturale di The Wire – anticipa uno dei fenomeni più capillarmente diffusi di questi ultimi mesi: il selfie, al secolo autoscatto, un genere diventato rapidamente uno stilema della pop culture.

Nel suo libro Foster Wallace immagina, nel famoso contesto di un futuro distopico che contorna la sua opera, l’avvento e il declino di una tecnologia, la «videofonia», che nella descrizione dello scrittore americano somiglia a un precursore di FaceTime di Apple. In una digressione sul fittizio fallimento della videofonia, Foster Wallace individua tre ragioni che hanno segnato la fine del medium: «(1) lo stress emozionale, (2) la vanità fisica, (3) un certo bizzarro tipo di logica autodistruttiva nella microeconomia della tecnologia di consumo».

In altre parole, l’intellettuale immaginava, nel 1996, un mondo in cui le persone sono costantemente messe davanti alla loro immagine riflessa, con tutti i suoi limiti e le sue imperfezioni. Nelle stesse pagine, Foster Wallace scrive: «Il vero colpo di grazia alla videofonia è stato l’aspetto delle facce delle persone che appariva sullo schermo durante le chiamate. Non quelle dell’interlocutore, le loro, quando le vedevano in video».

Non stupisce, quindi, che nell’ultimo periodo siano spuntate diverse app che promettono un ritocco veloce dei nostri autoscatti. Una in particolare, SkinneePix, promette ai suoi utenti di poter «sembrare 2, 5, 7 chili più magri» nei loro selfie. Anche in Infinite Jest le aziende si premuravano di far fronte a questo problema: «La soluzione proposta a ciò che i consulenti dell’industria delle comunicazioni chiamarono Video-Physiognmoic Dsyphoria (o VPD) fu, ovviamente, l’avvento dell’High-Definition Masking». Si trattava, essenzialmente, di un dispositivo capace di correggere imperfezioni e mostrare le migliori espressioni del suo utilizzatore.
 
(via)

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