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04:36 martedì 1 settembre 2026
Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.

Chi decide di censurare le più celebri pubblicità della moda?

12 Luglio 2016

La settimana scorsa l’Advertising Standards Authority, l’organismo britannico che regola il settore pubblicitario del Regno Unito, ha stabilito che una campagna di Miu Miu, in cui la giovane attrice Mia Goth era stata fotografata da Steven Meisel, era «irresponsabile e soggetto di una grave offesa» e andava dunque rimossa dai magazine in cui appariva. Non è che l’ultimo atto della storia dei confronti tra l’ente e i brand di moda oggetto delle sue sentenze. D’altronde basta che a presentare un reclamo siano alcune persone, o anche soltanto una: nel caso descritto sopra, un lettore di Vogue aveva visto negli scatti di Meisel «una ragazzina vestita da adulta in una posa sessualmente allusiva».

Censura pubblicità moda Tom Ford

Alcuni nomi del fashion appaiono nei verdetti dell’Asa – che esamina più di trentamila casi l’anno – da decenni: è il caso di Tom Ford, il celebre designer autore del rilancio di Gucci: nel 2007 un’ad di un profumo per uomo del suo marchio ritraeva una modella nuda e fotografata frontalmente con la sola confezione di profumo a coprirle i genitali; allora la campagna venne promossa dall’organo britannico, venendo giudicata «difficilmente causa di offesa grave o diffusa». Ford si era difeso dicendo che gli scatti, firmati da Terry Richardson, erano abbastanza stilizzati da essere intuitivamente considerati artistici. La stessa ragione ha avuto la meglio in un caso più recente, ad aprile, quando lo stesso marchio si è cautelato contro la possibile rimozione di manifesti e inserzioni in cui Cara Delevigne appariva senza vestiti: «né la posa né l’espressione facciale erano in alcun modo sessualmente allusivi», ha infine stabilito la Authority.

Censura pubblicità moda Benetton

In un settore, come quello della moda, in cui per lungo tempo la provocazione è stata la via più breve per risaltare e dare uno stile e una riconoscibilità a un brand (si pensi agli esempi più classici delle campagne di Sisley e Benetton negli anni Novanta), il ruolo dell’Asa è centrale. Eppure, spesso alla giuria (composta integralmente da membri «di mezza età», nota Dazed) è stato chiesto un intervento su questioni ai limiti del paradossale: un telespettatore de L’Era glaciale 2 si è lamentato della messa in onda di uno spot di Chanel in cui si vedevano le spalle di Keira Knightley, e in un altro caso qualcuno ha obiettato che un corto di Yves Saint Laurent in cui una modella correva per la città per riavere il profumo sottrattole dall’amante era una tortuosa metafora di un incontro con un pusher (secondo l’Asa, ufficialmente, non lo era).

Censura pubblicità moda Miu Miu

Ciò che è eloquente, sottolinea Dazed nell’articolo in cui passa in rassegna i casi di censura più celebri del Regno Unito, è che la sorte dell’ad Miu Miu è tra le meno frequenti: «Per i brand è più facile avere pubblicità censurate in quanto ingannevoli (vedere ad esempio la campagna delle borse «fatte a mano» di Louis Vuitton o le ciglia finte di Natalie Portman per Dior) o eccessivamente sessuali, più che offensive».

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