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23:05 giovedì 3 settembre 2026
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.
Per contrastare la denatalità, il governo di Singapore darà ai genitori 50 mila euro a figlio Si comincia con 10 mila dollari di Singapore alla nascita, poi ne arrivano 2 mila ogni anno dal primo compleanno fino ai sedici, poi altri sussidi: in totale quasi 70 mila dollari di Singapore per bambino, distribuiti fino ai diciassette anni.
Nel 2028 arriverà finalmente il sequel di Priscilla, regina del deserto Lo ha detto Guy Pearce, uno dei protagonisti. E le scene con il compianto Terence Stamp sono già state girate tutte.
Il nuovo report dell’Onu sulla crisi climatica dice sostanzialmente due cose: sta andando tutto molto male e andrà tutto sempre peggio Non solo non riusciremo a tenere l'aumento della temperatura sotto gli 1,5 gradi di media, ma entro la fine del secolo rischiamo che l'aumento tocchi i 3 gradi.
La nuova campagna di Valentino si chiama Interferenze ed è scattata in un ex centrale elettrica romana convertita in museo La campagna è stata scattata da Glen Luchford nella Centrale Montemartini di Roma, ex centrale elettrica convertita in museo nel 1997.

Per diventare troll serve un po’ di empatia

05 Luglio 2017

Si tende a pensare che l’empatia sia una cosa buona, qualcosa che rende le persone migliori. A quanto pare però l’empatia è anche quello che permette ai troll di fare i troll. Più precisamente, si tratta di «empatia cognitiva», cioè la capacità di comprendere le emozioni altrui senza necessariamente soffrirne. Questa, almeno, è la conclusione cui sono giunte due psicologhe australiane, dopo avere studiato i tratti della personalità di circa 400 persone che utilizzano i social media. Le due ricercatrici, insomma, hanno dimostrato che alla base di alcuni comportamenti definiti asociali si trova un’elevata intelligenza emotiva, ovvero quella parte dell’intelligenza umana che si occupa della gestione e consapevolezza delle emozioni: l’empatia, cioè la comprensione delle emozioni altrui, è un elemento chiave dell’intelligenza emotiva.

Natalie Sesta ed Evita March, entrambe psicologhe della Federation University, un ateneo basato nello Stato di Victoria, nell’Australia meridionale, hanno sottoposto a un questionario 415 uomini e donne, registrando i tratti della personalità e la propensione a trollare la gente. Ovviamente “trollare la gente” non è una definizione scientifica, tanto più che probabilmente in pochi risponderebbero “sì, io sono un troll”; però il questionario includeva domande pensate per individuare una tendenza, più o meno conscia, ad assumere comportamenti da troll. Una di queste era: “Per quanto alcune persone pensino che i miei post e commenti siano offensivi, io li trovo divertenti”. La loro ricerca, intitolata “Constructing the cyber-troll: Psychopathy, sadism, and empathy” è stata pubblicata qualche mese fa, e ripresa, molto più recentemente, da un articolo divulgativo su Quartz.

satana

Alcune delle cose che Sesta e March hanno scoperto erano facilmente prevedibili: gli uomini sono più propensi a trollare rispetto alle donne; alcuni dei principali fattori che permettono di predire un comportamento da troll sono tratti psicologici negativi come sadismo e psicopatia. Quello che forse era meno ovvio, però, è che esiste «un’associazione tra empatia cognitiva e il trolling». Infatti i troll impiegano «una strategia empatica di previsione e riconoscimento delle sofferenze emotive delle loro vittime, riuscendo però a evitare l’esperienza negativa associata a queste emozioni». Tradotto in parole povere, significa che i troll possiedono una sorta di empatia “a metà”, hanno cioè un’ottima capacità di comprendere le emozioni altrui, ma che non li spinge a condividere le sofferenze del prossimo: è proprio questa combinazione che consente loro di trovare le parole che più possano infastidire e di farlo, senza però sentirsi minimamente in colpa.

Nelle immagini: Circa 1550, i tormenti dell’Inferno in un’incisione di  W Stukeley (Hulton Archive/Getty Images); Circa 1750, incisione di Satana che contempla un serpente, dal AA Journal (Hulton Archive/Getty Images)
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