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È uscito il primo trailer di Digger, il nuovo film di Iñárritu, ed è davvero difficile credere che quello sia Tom Cruise L'attore interpreta un anziano miliardario egocentrico e scurrile la cui compagnia petrolifera provoca "accidentalmente" un'eco-catastrofe.
Le proteste contro i data center si stanno facendo sempre più diffuse, radicali e partecipate in tutto il mondo Le prime proteste si sono registrate negli Stati Uniti. Poi sono arrivati movimenti anche in Inghilterra e Olanda. E adesso si inizia a protestare anche in Italia.
Fa talmente caldo che a Firenze le cere anatomiche del Museo di Storia Naturale hanno rischiato di sciogliersi Un guasto all'impianto di aria condizionata ha messo a rischio quasi duemila modelli anatomici, alcuni dei quali hanno 250 anni.
A Bali i turisti consumano così tanta acqua che adesso il Paese deve affrontare una gravissima crisi idrica Un turista consuma indirettamente e direttamente tra i 2 mila e i 4 mila litri di acqua al giorno, un balinese se la deve cavare con 50.
Nonostante le innumerevoli critiche e stroncature, Michael è diventato il primo biopic nella storia del cinema a incassare un miliardo al botteghino mondiale 371,8 milioni di dollari negli Stati Uniti e in Canada, 629,8 milioni nel resto del mondo: mai nessun biopic ha incassato così tanto.
In un lago in Arizona sono morti tutti i pesci, tutti assieme, tutti nello stesso momento, tutti per lo stesso motivo È successo al lago San Carlos, un bacino d'acqua artificiale, il più grande dello Stato. Ovviamente, c'entra l'inquinamento.
Sempre più coppie che divorziano usano l’AI per farsi dire come rispondere al partner, il che peggiora solo le cose Il problema è che se racconti a ChatGPT che il tuo partner fa questo e quest'altro, ChatGPT ti darà ragione e non perché tu abbia ragione, ma perché è costruito per farlo.
Christopher Nolan ha detto che non gli importa delle polemiche attorno all’Odissea perché sono irrilevanti Davanti alla foga con cui alcuni spettatori si stanno accanendo sul film, Nolan ha semplicemente risposto che fa tutto «parte del gioco».

È morta la vera inventrice dei programmi di scrittura

Una delle figure più importanti della storia della tecnologia, nei primi anni Settanta raggiunse la fama come imprenditrice di successo.

di Studio
13 Dicembre 2018

A dare la notizia è stato il New York Times: Evelyn Berezin, la donna che ha creato e venduto quello che molti riconoscono come il primo word processor della storia, è morta l’8 dicembre all’età di 93 anni. Il suo nome potrebbe non suonare molto familiare, eppure ogni volta che digitiamo un documento, prenotiamo il posto su un aereo o realizziamo una transazione bancaria online, stiamo utilizzando la tecnologia ideata e sperimentata da Berezin più di 50 anni fa.

Nata nel Bronx nel 1925 da due immigrati di origine russa, Berezin si diplomò a 15 anni e proseguì con i corsi del Brooklyn Polytechnic Institute grazie a un programma universitario che aprì le porte di un corso dedicato al calcolo anche alle studentesse. Dopo essersi laureata in fisica alla New York University nel 1945 iniziò a interessarsi a un settore ancora in germe, quello che avrebbe portato alla realizzazione dei primi personal computer. La sua invenzione più importante è il Data Secretary, il primo esempio di elaboratore di testi computerizzato della storia, prodotto da un’azienda che fondò personalmente nel 1969: inizialmente costituita da 9 impiegati, nel giro di pochi anni la Redactron arrivò a dare lavoro a circa 500 persone. Nel 1976, l’anno in cui la vendette  alla Burroughs Corporation a causa di alcuni problemi finanziari, Berezin venne nominata tra i migliori leader degli Stati Uniti dalla rivista BusinessWeek.

Un manifesto pubblicitario della Redactron che si rivolge alle segretarie

Come il manifesto pubblicitario spiegava accuratamente, lo scopo del Data Secretary era quello di velocizzare e facilitare il lavoro delle segretarie. Il dispositivo creato da Berezin era in grado di registrare e conservare quello che l’utente digitava, permettendo che fosse modificato o stampato. La macchina era alta più di un metro e i primi modelli non presentavano nemmeno uno schermo.Tastiera e stampante ierano di marca IBM. In pochi anni la Redactron produsse più di 10.000 Data Secretary (al prezzo di 8000 dollari l’uno) per gli studi legali e gli uffici di New York. Un successo che trovò il primo e definitivo ostacolo nel 1976, quando IBM iniziò a intasare il mercato con le sue alternative, che oltrepassavano e risolvevano alcuni limiti del prototipo di Berenzin grazie all’uso dei chip semiconduttori.

Il Data Secretary non fu l’unica invenzione geniale di Berezin:   nel 1962, lavorando come impiegata presso l’azienda Teleregister, realizzò uno dei primi sistemi di prenotazione aerea computerizzati. Il programma, che abbinava i clienti ai posti disponibili, venne testato dalla United Airlines nel 1962: un innovazione che, Secondo il Computer History Museum, funzionò per 11 anni senza presentare alcun guasto al sistema centrale.

Nel 1972 il New York Times le dedico un profilo dal titolo Doing It Herself che vale la pena di rileggere (grazie alla TimesMachine del Nyt si può risalire all’articolo originale). Nella bella intervista di Leonard Sloane, Berenzin riflette sulla carenza di colleghe  nel settore dell’alta tecnologia: «Ci sono poche donne che decidono di dedicarsi alla tecnologia, forse perché ne hanno paura, eppure credo troverebbero meno resistenza nell’ottenere un lavoro qui che in molti altri campi. Sono in questo settore da quasi 20 anni e ho sempre pensato di poter fare un lavoro migliore del 99% delle persone che ho visto lavorare con me».

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