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19:34 sabato 12 settembre 2026
Da gennaio la Svezia dà un “sussidio di rimpatrio” alle persone immigrate per andarsene via dal Paese, ma finora non lo ha richiesto praticamente nessuno Il programma è partito a inizio 2026. Finora ci hanno aderito soltanto 171 persone in tutta la Svezia. I cittadini stranieri sono più di due milioni, un quinto della popolazione totale.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Secondo uno dei capi della sicurezza di Anthropic, «c’è il 10 per centro di probabilità che l’AI ci uccida tutti entro questo decennio» L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
Da oggi è disponibile in streaming La Superviviente, un incredibile documentario sulla donna che si inventò di essere una sopravvissuta all’11 settembre Diretto da Kike Maíllo, racconta la storia Alicia Esteve, che per sei anni finse di essere la sopravvissuta Tania Head. Finse tanto bene da diventare la presidente dell'Associazione dei sopravvissuti del World Trade Center.
Queste parole pronunciate nel 1979 da Emma Bonino sull’ipocrisia degli antiabortisti non sono mai state così attuali e così vere «Sono contro l'aborto, dicono. Però contro l'aborto clandestino nessuno faceva assolutamente niente», disse, in una storica puntata di Acquario di Maurizio Costanzo, andata in onda nel 1979 e disponibile su RaiPlay.
Che siano un record o meno poco importa, i 25 minuti di applausi per NAZA sono il momento più importante di questa Mostra del Cinema È l'unico documentario in concorso, il titolo è un acronimo militare israeliano che indica i civili che si prevede moriranno in un attacco e lo hanno realizzato due dei registi di No Other Land.
I Muse hanno dovuto cambiare nome utente su Instagram perché Muse ora è il nome del nuovo assistente AI di Meta La band è stata costretta ad abbandonare @Muse e accontentarsi di @Musetheband, perché l'AI, evidentemente, conta più della band.
Un’inchiesta di Haaretz sul 7 ottobre 2023 è valsa al giornale una querela di Benjamin Netanyahu in persona Il giornale sostiene che Netanyahu non prese alcuna iniziativa nonostante fosse stato avvertito di un imminente attentato di Hamas pochi giorni prima del 7 ottobre.

È morta la vera inventrice dei programmi di scrittura

Una delle figure più importanti della storia della tecnologia, nei primi anni Settanta raggiunse la fama come imprenditrice di successo.

di Studio
13 Dicembre 2018

A dare la notizia è stato il New York Times: Evelyn Berezin, la donna che ha creato e venduto quello che molti riconoscono come il primo word processor della storia, è morta l’8 dicembre all’età di 93 anni. Il suo nome potrebbe non suonare molto familiare, eppure ogni volta che digitiamo un documento, prenotiamo il posto su un aereo o realizziamo una transazione bancaria online, stiamo utilizzando la tecnologia ideata e sperimentata da Berezin più di 50 anni fa.

Nata nel Bronx nel 1925 da due immigrati di origine russa, Berezin si diplomò a 15 anni e proseguì con i corsi del Brooklyn Polytechnic Institute grazie a un programma universitario che aprì le porte di un corso dedicato al calcolo anche alle studentesse. Dopo essersi laureata in fisica alla New York University nel 1945 iniziò a interessarsi a un settore ancora in germe, quello che avrebbe portato alla realizzazione dei primi personal computer. La sua invenzione più importante è il Data Secretary, il primo esempio di elaboratore di testi computerizzato della storia, prodotto da un’azienda che fondò personalmente nel 1969: inizialmente costituita da 9 impiegati, nel giro di pochi anni la Redactron arrivò a dare lavoro a circa 500 persone. Nel 1976, l’anno in cui la vendette  alla Burroughs Corporation a causa di alcuni problemi finanziari, Berezin venne nominata tra i migliori leader degli Stati Uniti dalla rivista BusinessWeek.

Un manifesto pubblicitario della Redactron che si rivolge alle segretarie

Come il manifesto pubblicitario spiegava accuratamente, lo scopo del Data Secretary era quello di velocizzare e facilitare il lavoro delle segretarie. Il dispositivo creato da Berezin era in grado di registrare e conservare quello che l’utente digitava, permettendo che fosse modificato o stampato. La macchina era alta più di un metro e i primi modelli non presentavano nemmeno uno schermo.Tastiera e stampante ierano di marca IBM. In pochi anni la Redactron produsse più di 10.000 Data Secretary (al prezzo di 8000 dollari l’uno) per gli studi legali e gli uffici di New York. Un successo che trovò il primo e definitivo ostacolo nel 1976, quando IBM iniziò a intasare il mercato con le sue alternative, che oltrepassavano e risolvevano alcuni limiti del prototipo di Berenzin grazie all’uso dei chip semiconduttori.

Il Data Secretary non fu l’unica invenzione geniale di Berezin:   nel 1962, lavorando come impiegata presso l’azienda Teleregister, realizzò uno dei primi sistemi di prenotazione aerea computerizzati. Il programma, che abbinava i clienti ai posti disponibili, venne testato dalla United Airlines nel 1962: un innovazione che, Secondo il Computer History Museum, funzionò per 11 anni senza presentare alcun guasto al sistema centrale.

Nel 1972 il New York Times le dedico un profilo dal titolo Doing It Herself che vale la pena di rileggere (grazie alla TimesMachine del Nyt si può risalire all’articolo originale). Nella bella intervista di Leonard Sloane, Berenzin riflette sulla carenza di colleghe  nel settore dell’alta tecnologia: «Ci sono poche donne che decidono di dedicarsi alla tecnologia, forse perché ne hanno paura, eppure credo troverebbero meno resistenza nell’ottenere un lavoro qui che in molti altri campi. Sono in questo settore da quasi 20 anni e ho sempre pensato di poter fare un lavoro migliore del 99% delle persone che ho visto lavorare con me».

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