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Durante un raid a Minneapolis gli agenti dell’Ice hanno ucciso una donna che stava scappando e il sindaco ha detto che è meglio per loro se ora «si tolgono dalle palle» «Sparite. Non vi vogliamo qui», ha detto Jacob Frey dopo l'omicidio della 37enne Renee Nicole Macklin Good.
I manifestanti iraniani hanno inventato un nuovo coro per augurare la morte all’Ayatollah Khamenei Un coro abbastanza esplicito, anche: si parla dell'anno nuovo, di sangue e di cosa si meriterebbe il capo della Repubblica islamica.
La tuta indossata da Maduro mentre veniva sequestrato dagli americani è diventata uno dei capi più desiderati del momento Lo certificano i meme, ma anche Google Trend, che nel weekend ha riscontrato un’impennata di ricerche collegate al completo di Nike Tech.
Un collettivo di registi indipendenti ha fatto un film su Mark Fisher che verrà presentato anche a Milano S'intitola We Are Making a Film About Mark Fisher, mescola documentario, performance e finzione per provare a spiegare chi è stato Mark Fisher.
Il carcere di New York in cui è rinchiuso Maduro è lo stesso in cui si trovano tutti i detenuti più famosi del mondo Il Metropolitan Detention Center di Brooklyn è noto per aver accolto politici, boss e celebrità, ma anche per il pessimo stato in cui versa.
Stephen Miller, il più fidato e potente consigliere di Trump, ha detto che gli Usa possono prendersi la Groenlandia con la forza «Il mondo è governato dalla forza, dal potere e dalla capacità di imporli», ha spiegato Miller, minacciando per l'ennesima volta la Groenlandia.
Mickey Rourke è indietro con l’affitto della sua villa di Los Angeles e la sua agente ha lanciato una colletta per evitare che venga sfrattato A quanto pare, l'attore deve al suo padrone di casa ben 59 mila dollari di affitti arretrati. Per sua fortuna, la raccolta fondi sta andando bene.
Uscirà una nuovo giocattolo simile al Tamagotchi ma “potenziato” dall’intelligenza artificiale Si chiama Sweekar, può diventare immortale (più o meno), ricordare la voce del padrone e anche rievocare momenti vissuti insieme.

Por qué? Por qué?

29 Aprile 2011

Se si interroga un qualsiasi dizionario della lingua italiana circa l’etimologia del termine “sbroccare” si rivela al domandante una verità da sgomento: le brocche non c’entrano nulla. Sbroccare significa semmai ripulire una pianta dai brocchi, ovvero dai rami inutili. Da cui, forse, “inalberarsi”; che di sbroccare – nel senso in cui lo si intende in questo contributo – è sinonimo. Peccato per le brocche e per chi, come il sottoscritto, immaginava che con sbroccare si intendesse la classica goccia che fa tracimare il vaso.

Peccato anche perché l’immagine di un liquido che esonda dal contenitore che d’abitudine lo contiene è senz’altro la più efficace per descrivere l’accaduto di mercoledì sera – luogo la sala stampa del Bernabeu – laddove appunto Mourinho ha sbroccato. Si dirà: “capirai, fosse la prima volta”. E invece è proprio la prima volta. Una “prima” giunta, pessimo umorista il destino, con un giorno d’anticipo sull’anniversario di Barcelona – Inter: apoteosi del mourinhismo bello, sborone e vincente. Una “prima”, ho detto: ecco il perché.

Che si trattasse di schermaglie con Wenger o Benitez quando allenava al Chelsea, o dei detti e dei contraddetti elargiti con generosità e incompreso intento pedagogico alla pedante plebaglia della pedata italiana (che infatti ricorda solo “Seru Tituli” e ha dimenticato tutto il resto); Mourinho, se non aveva sempre ragione, in tutte quelle circostanze non aveva mai avuto nemmeno torto. Faceva bene a pungere la bigotteria del nostro palato intellettuale con le sue esternazioni para-tattiche, sempre sul crinale tra calcio e maieutica; non aveva torto a dare del borioso a Wenger – che del resto è un francese. Fino a mercoledì sera. Lì José Mourinho ha perso di vista José Mourinho, il provocatore pedagogo, il  figlio di buona donna portoghese, e si è messo addosso un José Mourinho “spatinato” e rosichino.

José Mourinho, come entità, può contenere molte cose, molte contraddizioni interne, molta arroganza, molta intelligenza, molta antipatia, molte “manette”, molti aforismi non tutti del tutto riusciti, molte variopinte “press conference” (al punto che “Mourinho press conference” è uno dei principali suggerimenti che dà automaticamente Google se si cerca il nome del mister da Setubal). Può contenerle perché è un genio in quello che fa e finora i fatti gli hanno sempre dato ragione. Jose Mourinho può contenere e finora aveva contenuto tutto quello che José Mourinho ha fatto ed è stato fino a mercoledì sera. José Mourinho non può contenere una “press conference” come quella di mercoledì sera, perché chiunque abbia visto Real Madrid – Barcelona 0 – 2 sa con certezza assoluta chi non ha giocato all’altezza delle aspettative (in primis di Mourinho stesso). Con certezza assoluta chi doveva vincere (cioè Messi). Chi avrebbe vinto comunque: espulsioni o meno, Unicef o meno. Il fatto è che lo sapeva anche Josè Mourinho. E quindi ha sbroccato.

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