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12:34 sabato 13 giugno 2026
La tomba di Immanuel Kant a Kaliningrad è diventata sorprendentemente una delle attrazioni turistiche più frequentate, fotografate e recensite su Tripadvisor C'è chi è rimasto molto soddisfatto della visita. Chi accusa Kant di essere un bluff e la sua tomba di essere noiosa. Ma in media, su Tripadvisor il filosofo se la cava bene: punteggio medio 4,3.
I Gen Z hanno inventato una nuova forma di protesta sui social: pubblicare le deprimenti, esasperanti, scandalose conversazioni con i loro capi Messaggi per stipendi non pagati, contratti non rispettati, in cui si cambiano orari all'improvviso e non si rispetta la malattia. Ne sono stati pubblicati centinaia.
L’agenzia meteorologica giapponese è la prima al mondo a dire che il Super El Niño è ufficialmente arrivato E adesso ci si aspetta che altre agenzie, stabilito il primo precedente, facciano lo stesso. Anche perché gli indizi iniziano a essere tanti.
La FIFA aveva imposto il divieto di portarsi la propria bottiglietta d’acqua alle partite del Mondiale ma dopo le proteste dei tifosi e l’intervento di Mamdani è stata costretta a ripensarci Il sindaco di New York si è schierato con i tifosi dicendo che «nessuno dovrebbe rischiare la disidratazione perché i prezzi sono troppo alti».
La nuova impresa di Peter Thiel è una start up AI che aiuta i ricchi a querelare i giornalisti Si chiama Objection.ai e per una cifra che va da un minimo di 2 mila a un massimo di 15 mila dollari permette di smentire un articolo e denunciare un giornalista.
Ari Aster ha scritto un prequel di Hereditary ma non trova mai il momento giusto per girarlo La sceneggiatura è finita, si tratta "solo" di far partire la produzione. Ma a quanto pare, proprio non trova il tempo.
Thomas Bangalter dei Daft Punk ha pubblicato online un set in cui suona tutte le sue canzoni preferite Lo ha fatto per The Lot Radio, radio di Brooklyn, che ha messo tutto il set online, gratuitamente. Bangalter aveva annunciato nulla, si è semplicemente messo in postazione e ha iniziato a suonare.
Nonostante le aziende ci stiano investendo miliardi, non c’è ancora nessuna prova scientifica che l’AI sia più efficiente e conveniente del lavoro umano Nonostante investimenti che sfiorano già i mille miliardi di dollari, nessuna ricerca scientifica ha ancora dimostrato che le macchine costano meno degli uomini.

Parole giuste, parole sbagliate: il dibattito infinito

Il podcast tratto dal talk di Studio in Triennale con Irene Graziosi, Lia Celi, Teresa Ciabatti e Guido Vitiello.

di Studio
02 Gennaio 2022

Avere idee diverse arricchisce o impedisce il dibattito? È per rispondere a questa domanda che abbiamo organizzato Versus, l’edizione numero dieci di Studio in Triennale dedicata proprio al confronto tra idee e opinioni distanti. Lo scorso 28 novembre abbiamo provato a toccare tutte le discussioni ancora aperte all’interno del dibattito contemporaneo: dalla trasformazione dei consumi culturali (in futuro andremo ancora al cinema o le piattaforme streaming domineranno il mondo?) al processo di gentrificazione in corso in moltissime città, passando per i cambiamenti nel mondo della moda e del calcio. Tra gli “scontri” d’opinione che abbiamo deciso di approfondire, c’è anche quello sul presente e sul futuro del dibattito pubblico: cancel culture e politicamente corretto, nuove sensibilità e novità linguistiche, tutto ciò che sta cambiando non solo i temi di cui discutiamo ma anche il modo in cui ne discutiamo.

Cominciato negli Stati Uniti, “il dibattito sul dibattito” è stato innestato con successo anche in Italia, dove la discussione ha attecchito subito e bene ed è cresciuta forte e rigogliosa di polemica in polemica. Abbiamo passato mesi a discutere dei pregi e difetti del Ddl Zan, per esempio: da una parte chi ritiene il progresso della società stia anche nell’(auto)imposizione di certi limiti, dall’altra chi considera non ci siano intenzioni buone abbastanza per giustificare una limitazione della libertà di espressione. C’è chi pensa infatti che “aggiustare” le parole in modo da garantire a tutti un “safe space” all’interno del dibattito sia una forma di giustizia sociale. E c’è chi, invece, è convinto che la peggiore delle ingiustizie sociali sia l’espulsione dallo stesso dibattito di chi non si adegua al nuovo codice: il vero pericolo è essere “cancellati”, sostengono questi ultimi. Ma la cancel culture non esiste affatto, rispondono gli altri. Ovviamente, il dibattito sul Ddl era solo una parte del tutto. Finito lo scontro politico sulla legge (che alla fine non è stata approvata), la questione delle trasformazioni della lingua è rimasta: di tutto questo è diventato simbolo lo schwa, una novità fonetica con la quale alcuni vorrebbero “rinnovare” l’italiano a fini di inclusività. Novità che altri, invece, ritengono inutile se non proprio caricaturale.

Di tutto questo abbiamo discusso con Irene Graziosi, autrice di Venti, con la scrittrice e giornalista Lia Celi, con Teresa Ciabatti (che nel 2021 ha pubblicato il suo nuovo libro, Sembrava bellezza) e con Guido Vitiello, firma del Foglio. A moderare il dibattito Arnaldo Greco [qui potete ascoltare il talk sulla moda, sulla gentrificazione nelle città e quello sul cinema e le serie tv].

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