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14:21 venerdì 18 settembre 2026
Una ricerca dice che gli investimenti in energie rinnovabili sono arrivati al punto di svolta positivo: producono effetti molto migliori del previsto a un costo molto inferiore delle aspettative Ma i problemi rimangono, perché ancora oggi per ogni euro investito per proteggere la natura se ne spendono 30 per distruggerla, si legge nella stessa ricerca.
Una raver ha lanciato una petizione per vietare i pantaloni di Hello Kitty ai rave «I rave non sono pigiama party. I pantaloni del pigiama servono per dormire», ha scritto Samantha Scott su Change.org, in una petizione che finora non ha riscosso grande successo.
L’UE vuole che il Canada diventi un “membro associato” dell’Unione, ma nemmeno l’Unione sa cosa vuol dire diventare un membro associato dell’UE Ursula von der Leyen ha avanzato la proposta, il Canada si è detto interessato, resta solo da capire che cosa comporti questa proposta.
La prima ricerca sul disastro in Nepal ha confermato quello che tutti sospettavano: la crisi climatica c’entra eccome in quello che è successo Lo ha realizzato la climatologa Friederike Otto dell'Imperial College di Londra: per lei, i nepalesi stanno pagando una crisi provocata dalle emissioni di combustibili fossili.
Una città in Belgio ha affidato la cura dei suoi prati a un gregge di pecore e le pecore sono state così brave a curare i prati che ora il Comune assumerà altre pecore per curare i prati Si chiamano Lactose, Rayban, Pils, Domino, Katimini, Maria, Juliette e Puyu. E il Comune di Ixelles non può più fare a meno di loro nella cura del verde pubblico.
Stati Uniti e Israele hanno concluso una delle più grosse compravendite di una delle più grosse bombe di tutti i tempi Bombe che pesano tutte almeno una tonnellata, pensate per distruggere edifici interi e che quando esplodono lasciano crateri profondi 15 metri.
Prima di vincere la Coppa Volpi a Venezia, Mathilde Arcel è dovuta tornare a Copenaghen per presentarsi al centro per l’impiego perché è iscritta alle liste di collocamento e prende il sussidio di disoccupazione È successo subito dopo la prima di Woman Unknown, il film di May el-Toukhy che le è valso il premio per la Migliore interpretazione femminile.
Macklemore ha donato tutti i soldi guadagnati nel tour di Ed Sheeran a organizzazioni umanitarie che aiutano i palestinesi Un milione di dollari a sei diverse organizzazioni umanitarie. «Una vita palestinese non vale meno di qualsiasi altra vita sulla Terra», ha detto.

Parole giuste, parole sbagliate: il dibattito infinito

Il podcast tratto dal talk di Studio in Triennale con Irene Graziosi, Lia Celi, Teresa Ciabatti e Guido Vitiello.

di Studio
02 Gennaio 2022

Avere idee diverse arricchisce o impedisce il dibattito? È per rispondere a questa domanda che abbiamo organizzato Versus, l’edizione numero dieci di Studio in Triennale dedicata proprio al confronto tra idee e opinioni distanti. Lo scorso 28 novembre abbiamo provato a toccare tutte le discussioni ancora aperte all’interno del dibattito contemporaneo: dalla trasformazione dei consumi culturali (in futuro andremo ancora al cinema o le piattaforme streaming domineranno il mondo?) al processo di gentrificazione in corso in moltissime città, passando per i cambiamenti nel mondo della moda e del calcio. Tra gli “scontri” d’opinione che abbiamo deciso di approfondire, c’è anche quello sul presente e sul futuro del dibattito pubblico: cancel culture e politicamente corretto, nuove sensibilità e novità linguistiche, tutto ciò che sta cambiando non solo i temi di cui discutiamo ma anche il modo in cui ne discutiamo.

Cominciato negli Stati Uniti, “il dibattito sul dibattito” è stato innestato con successo anche in Italia, dove la discussione ha attecchito subito e bene ed è cresciuta forte e rigogliosa di polemica in polemica. Abbiamo passato mesi a discutere dei pregi e difetti del Ddl Zan, per esempio: da una parte chi ritiene il progresso della società stia anche nell’(auto)imposizione di certi limiti, dall’altra chi considera non ci siano intenzioni buone abbastanza per giustificare una limitazione della libertà di espressione. C’è chi pensa infatti che “aggiustare” le parole in modo da garantire a tutti un “safe space” all’interno del dibattito sia una forma di giustizia sociale. E c’è chi, invece, è convinto che la peggiore delle ingiustizie sociali sia l’espulsione dallo stesso dibattito di chi non si adegua al nuovo codice: il vero pericolo è essere “cancellati”, sostengono questi ultimi. Ma la cancel culture non esiste affatto, rispondono gli altri. Ovviamente, il dibattito sul Ddl era solo una parte del tutto. Finito lo scontro politico sulla legge (che alla fine non è stata approvata), la questione delle trasformazioni della lingua è rimasta: di tutto questo è diventato simbolo lo schwa, una novità fonetica con la quale alcuni vorrebbero “rinnovare” l’italiano a fini di inclusività. Novità che altri, invece, ritengono inutile se non proprio caricaturale.

Di tutto questo abbiamo discusso con Irene Graziosi, autrice di Venti, con la scrittrice e giornalista Lia Celi, con Teresa Ciabatti (che nel 2021 ha pubblicato il suo nuovo libro, Sembrava bellezza) e con Guido Vitiello, firma del Foglio. A moderare il dibattito Arnaldo Greco [qui potete ascoltare il talk sulla moda, sulla gentrificazione nelle città e quello sul cinema e le serie tv].

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