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C’è una casetta che è rimasta miracolosamente intatta nell’inondazione in Nepal e nessuno sta riuscendo a spiegare come sia stato possibile L'hanno ribattezzata "casa miracolosa" e le hanno dato un pin tutto suo su Google Maps, dove ora è classificata come "a prova di alluvione".
A 80 anni Paul Schrader ha provato l’ayahuasca e gli è piaciuta così tanto che ha deciso di farci un film Dopo otto trip consecutivi (otto!) e un mese in Costa Rica, Schrader ha capito che dall'esperienza era necessario trarre un film.
Anne Carson ha scritto un bellissimo saggio per dire che ama follemente Rosalía È così innamorata che ne perdona anche i difetti: ad esempio non sembra del tutto convinta dei testi delle sue canzoni, ma, ci tiene a specificare, lei «non è certo la giudice migliore».
La strana, stranissima storia che ha portato un collettivo antifascista italiano nella lista delle organizzazioni terroristiche degli Stati Uniti L'A/I Collective, che fornisce servizi internet anonimi, da adesso è considerata un'organizzazione terroristica di sinistra, accusata di sostenere la cosiddetta "rete antifa".
Una delle cose più belle scritte da Gloria Steinem è un capitolo del suo memoir in cui racconta che divenne femminista grazie a sua madre, che femminista non aveva mai potuto essere Un testo che si può leggere gratuitamente sul sito del Guardian, uno dei tantissimi lasciti della giornalista, scrittrice e attivista.
Se un adolescente vi dovesse dare del “poliestere”, sappiate che vi sta insultando pesantemente Polyester è il nuovo improperio preferito dei ragazzini: si usa per le persone che conducono una vita "finta" e superficiale. Ma anche per chi fa video brutti.
Tom Hardy ha pubblicato un album rap e la cosa sorprendente è che non è per niente male Si intitola Czarface Meets Frankie Pulitzer: quindici tracce con Inspectah Deck dei Wu-Tang Clan e 7L & Esoteric, più Busta Rhymes, Method Man ed El-P.
Putin ha deciso che da ora in poi le aziende che non sanno difendersi dagli attacchi dei droni ucraini verranno nazionalizzate E sarà lui (ovviamente) a decidere chi gestirà l'azienda, e come, dopo l'avvenuta nazionalizzazione.

Cosa c’entrano le biciclette con la gentrificazione

06 Ottobre 2016

Una delle indicazioni più affidabili della gentrification di un quartiere è l’arrivo di un numero considerevole di biciclette. Da London Fields ad Hackney, fino a Brooklyn e al quartiere di Mission a San Francisco, i giovani artisti e “creativi” che cambiano l’aspetto di quartieri ex industriali (e spesso molto poveri) portano con sé il loro mezzo di locomozione prediletto, con o senza lo scatto fisso. Il Guardian, allora, si è chiesto se questo segnale può avere anche dignità accademica; insomma, è vero che più trentenni in bici significa gentrificazione in atto?

John Stehlin, un geografo dell’Università della California che si è occupato estensivamente delle politiche relative al cycling della città di San Francisco, ha detto al quotidiano inglese che la questione è complessa: «L’uso della bicicletta contribuisce a cambiamenti urbani più profondi, gentrification inclusa, ma non causa la gentrificazione. Una pista ciclabile di norma viene inserita su una strada già attraversata da cambiamenti», ha dichiarato lo studioso.

New York Gets Hit With Another Snowstorm And Coldest Temperatures Of The Season

Il grande boom delle bici nei quartieri in via di riqualificazione, a volerli chiamare così, ha due spiegazioni: da una parte queste zone sono spesso vicine al centro, e si sono sviluppate «nell’epoca degli spostamenti lenti», nota il Guardian (pensate al decimo arrondissement di Parigi, dove muoversi in automobile è molto difficile); dall’altra, permette il riconoscimento di quello status sociale che il teorico dell’urbanistica Richard Florida chiama “classe creativa”: «Andare al lavoro in bicicletta è associato in senso positivo alle professioni della classe creativa e in senso negativo con le occupazioni della working class», per usare parole scritte dallo stesso Florida.

Per quest’ultimo motivo, alcune comunità si oppongono alla creazione di piste ciclabili come se in ballo ci fosse il destino stesso del quartiere: a Portland, in Oregon, nel 2011 la proposta di inserire una via percorribile dalle bici in una storica zona afroamericana ha portato a una rivolta dei residenti del quartiere, e lo stesso è successo a Washington, zona downtown, nel 2013. Il fatto è che i progetti di costruzione di pista ciclabile molto spesso non sono doni disinteressati alla comunità locale ma adeguamenti degli urbanisti alle richieste degli imprenditori edili. Samuel Stein, ricercatore di urbanistica alla New York University, ha commentato che «le piste ciclabili spesso vengono introdotte in aree in fase di gentrificazione. Le persone che producono attivamente la gentrificatin – i proprietari e gli immobiliaristi – lo vogliono per rendere un quartiere più desiderabile e incrementare i prezzi delle loro proprietà».

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