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07:49 sabato 25 aprile 2026
La Slovenia non solo boicotterà l’Eurovision ma al suo posto trasmetterà una rassegna di film palestinesi «Trasmetteremo la rassegna cinematografica Voices of Palestine, una serie di film di finzione e documentaristici palestinesi», ha detto il direttore della tv pubblica slovena.
Su YouTube è stato pubblicato Giorni di gloria, il primo film italiano a raccontare la Resistenza Lo girarono nel '45 Luchino Visconti, Mario Serandrei, Giuseppe De Santis e Marcello Pagliero, con l'intenzione di lasciarci «la testimonianza definitiva della lotta partigiana».
Sta per uscire il nuovo album di Thomas Bangalter dei Daft Punk ed è di nuovo la colonna sonora di un balletto Si intitola Mirage: Ballet For 16 Dancers e uscirà il 5 giugno. Nell'attesa, se ne può ascoltare già un pezzettino su YouTube.
La costumista del Diavolo veste Prada 2 ha detto che i brand di moda si sono fatti la guerra pur di comparire nel film con i loro vestiti e accessori Molly Rogers ha detto che per la prima volta nella sua carriera si è trovata ad affrontare un eccesso di scelta che l'ha costretta a scartare molti capi nonostante fossero perfetti.
Uno dei soldati che hanno partecipato alla cattura di Maduro ha vinto 400 mila dollari su Polymarket scommettendo sulla cattura di Maduro Il sergente maggiore Gannon Ken Van Dyke ha piazzato ben 13 scommesse sulla cattura di Maduro. Ovviamente le ha vinte tutte.
Il Presidente della Regione Toscana Eugenio Giani ha assunto nel suo staff il creatore di È quasi magia Giany, un profilo Instagram di meme su di lui Enrico Milano, 22 mila follower su Instagram guadagnati prendendo in giro Giani, è la prova che i meme ormai sono un mestiere vero e proprio. O, quantomeno, aiutano a trovarne uno.
Secondo una ricerca, l’unico risultato che l’AI otterrà sicuramente e immediatamente è aumentare il numero di miliardari nel mondo Le proiezioni indicano che entro il 2031 i miliardari passeranno dagli attuali 3 mila a 4 mila. Tutto grazie agli investimenti in AI.
I produttori di Project Hail Mary stanno facendo di tutto per candidare all’Oscar come Miglior attore non protagonista James Ortiz, che però non è un attore ma il burattinaio che nel film muove l’alieno Rocky E a quanto pare potrebbero riuscirci, perché quella di Ortiz – che a Rocky presta anche la voce – è considerabile come una vera e propria prova attoriale.

Pirati allo specchio

La storia di Game Dev Tycoon, il videogame che è riuscito a mettere chi scarica illegalmente dal web di fronte alla propria coscienza.

02 Maggio 2013

La caldissima estate del 1999 sfornò due pezzi da novanta della storia di Internet: nel giro di due mesi nacquero MSN Messenger – il software di messaggistica digitale di generazioni di teenager –e Napster, che se siete stati in qualche modo appassionati di musica in quel periodo sapete cos’abbia significato.

Con quest’ultimo cambiò per sempre un rapporto destinato a diventare tormentato e isterico: quello fra i prodotti protetti da copyright e il nascente comparto della pirateria online, formato da truppe perlopiù giovani e desiderose di ottenere tutte la musica che volevano senza pagare nulla. E l’applicazione sviluppata da Shawn Fanning – allora diciottenne che aveva abbandonato il college – permetteva proprio questo, da capostipite della fortunata serie dei programmi peer-to-peer.

Dalle canzoni degli Hanson e dei Metallica condivise dagli utenti di Napster (che fecero arrabbiare e non poco Lars Ulrich, se ricordate) sono passati quattordici anni, ma la foia del download non si è attenuata. Anzi. Anche se i server di Napster hanno chiuso nel giro di pochi anni, l’utenza si è rivolta ad altri mezzi: all’inizio diverse rivisitazioni del peer-to-peer (Kazaa, Morpheus, Limewire, eMule, tra le altre), per poi approdare ai torrent.

Nel frattempo, RIAA e MPAA (le lobby americane dei diritti d’autore di musica e cinema) si sono prese a braccetto e hanno iniziato una lotta senza quartiere prima agli inventori dei network in questione e poi – con un modus operandi inquietantemente paragonabile al motto brigatista “colpirne uno per educarne cento” – ad alcuni downloader, puniti esemplarmente con multe fino a 150,000 dollari per ogni violazione di copyright. Una volta un avvocato della RIAA, Matt Oppenheimer, disse ad un imputato: «Credo tu non voglia pagare un’altra visita a un dentista come me».

Ma la caccia ai pirati è stata tutto sommato vana. Secondo uno studio della Rockwool Foundation – un’associazione di ricerca danese – del febbraio 2011 solo 3 persone su 10 consideravano la pirateria una pratica socialmente inaccettabile. Esattamente come nel 1997. In Italia, dove l’offensiva pro-copyright è stata recentemente affidata a una celebre clip ansiogena con musica di sottofondo poi rivelatasi paradossalmente piratata a sua volta (Ruberesti mai una canzone per farci uno spot contro la pirateria? Ecco, chiedeteglielo voi), i bucanieri della Rete nei primi sei mesi del 2012 hanno raggiunto la terza piazza della speciale classifica mondiale dei download illegali.

Detto questo, la pirateria danneggia gli autori e gli artisti, è un fatto. E, se per comprenderlo non bastasse il ricorso alla logica più stringente, in nostro soccorso arrivano due fratelli, Patrick e Daniel Klug, titolari della Greenheart Games. Il 28 aprile la loro azienda ha messo in vendita un gioco multipiattaforma, Game Dev Tycoon, dove l’utente è catapultato negli anni ’80, nel mezzo del boom dell’industria videoludica, e deve sviluppare il gioco perfetto gestendo le strategie di una start-up del settore. Il prezzo del gioco (quello reale), tutto fuorché inaccessibile, è di 8 dollari – circa 6 euro.

«Capo, pare che per quanto molti player giocano al nostro nuovo videogame, lo rubano scaricando una versione crackata invece di acquistarlo legalmente. Se i giocatori non comprano i videogiochi che gli piacciono, prima o poi andremo in bancarotta».

Oltre alla versione ufficiale, però, i due fratelli hanno caricato su un popolare sito di torrent una crack (ovvero una versione modificata e illegale) del gioco. Nemmeno a dirlo, nel giro di poche ore i fondatori di Greenheart Games hanno registrato centinaia di connessioni da ogni parte del mondo. Questa versione pirata del videogame, però, era stata machiavellicamente concepita per presentare una differenza rispetto all’originale: dopo una certa quantità di ore di gioco, nella crack i download illegali dei prodotti dell’imprenditore-giocatore costringono giocoforza la start-up alla bancarotta. Appare inevitabilmente il seguente messaggio: «Capo, pare che per quanti player giochino al nostro nuovo videogame, molti lo rubano scaricando una versione crackata invece di acquistarlo legalmente. Se i giocatori non comprano i videogiochi che gli piacciono, prima o poi andremo in bancarotta».

Sul sito della Greenheart Games, Patrick e Daniel Klug motivano così questa sorta di rivisitazione del contrappasso dantesco in chiave videoludica: «Inizialmente avevamo pensato di dirgli che la loro copia del gioco è illegale, ma invece non abbiamo voluto sprecare l’opportunità unica di tenergli uno specchio di fronte e mostrargli ciò che la pirateria può fare agli sviluppatori».

Gli sfortunati non-acquirenti di Game Dev Tycoon (il 93% dei suoi possessori totali a ventiquattr’ore dalla sua pubblicazione), incontrato l’inconveniente, hanno postato le loro lamentele su forum e community online. Una di queste ultime è particolarmente interessante; nel chiedere aiuto ad altri giocatori, un utente si chiede disperato: «C’è qualche modo per evitare tutto ciò? Voglio dire, posso fare delle ricerche sui DRM (i sistemi tecnologici che proteggono i diritti d’autore in ambito digitale, nda) o qualcosa del genere?».

Con uno stratagemma ingegnoso la Greenheart Games – start-up indipendente e a capitale minimo, propaggine di due giovani ragazzi con la passione per il game developing – è riuscita a creare in punta di piedi una metafisica dell’etica e del mercato dai tratti inediti. Nel suo “Sogno (ma forse no)” del 1929, Luigi Pirandello scriveva che «nulla atterrisce più di uno specchio una coscienza non tranquilla»: se così fosse davvero, i fratelli Klug in questi giorni devono aver spaventato molte persone.

Immagine: una schermata di Game Dev Tycoon.

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