Eventi come il Fashion Trust Arabia 2025 che si è appena tenuto a Doha e dove è stata premiata Miuccia Prada ci fanno capire che il sistema è pronto a essere totalmente ricablato.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda
Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
Secondo la Procura di Prato, che ha ottenuto il provvedimento dal Tribunale per le Misure di Prevenzione di Firenze, la società ha «colposamente agevolato l’attività di sfruttamento lavorativo». Nelle parole del procuratore Luca Tescaroli, il sistema produttivo utilizzato, era volto a «massimizzare profitto, consentendo ampi margini di guadagno, quantificati in circa il 300 per cento rispetto ai costi di produzione».
Una condizione di sfruttamento ravvisata dalla Procura sin dal 2022, quando l’azienda (fondata nel 1993 a Nola, in provincia di Napoli, con una rete di negozi estesa su tutto il territorio italiano) avrebbe esternalizzato una “parte significativa” della sua produzione, a due aziende di Prato che si sono avvicendate all’interno dello stesso stabilimento – Infinity Design di Tang Xiyan e Chic Girl s.r.l. – gestite dagli stessi imprenditori, indagati per intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro. Secondo quanto riportato agli inquirenti da due lavoratori in nero all’interno delle aziende “la paga giornaliera era pari a 35 euro a fronte di un impegno lavorativo pari a 12 ore di lavoro/ 7giorni su 7, intervallato da 2 pause di pochi minuti ciascuna restituendo così una paga oraria ben inferiore a 4 euro”.
Se è la prima volta che un provvedimento del genere viene emesso in Toscana, la metodologia sembra la stessa ravvisata nei casi degli ultimi due anni, con provvedimenti similari che hanno colpito Giorgio Armani Operations, o Manufactures Dior (in entrambi i casi l’amministrazione è stata poi revocata, a seguito della collaborazione con l’amministratore giudiziario e l’adozione di provvedimenti volti ad evitare il ripetersi di situazioni similari). Garantendo la massima collaborazione con le indagini, in una nota condivisa con la stampa, Piazza Italia spa ha affermato che «La società dichiara il proprio impegno nel contrasto a qualsiasi forma di sfruttamento del lavoro, fenomeni che la società non tollera e che sono radicalmente incompatibili con i propri valori e principi».