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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Degli scienziati sono riusciti a far crescere delle piante nel terriccio lunare

13 Maggio 2022

Durante l’ultima missione Apollo, tra i materiali riportati sulla Terra c’erano alcune manciate di “terriccio lunare”. Quel terriccio è stato poi usato in diverse ricerche ed esperimenti, uno dei quali in questi giorni ha dato risultati mai ottenuti in precedenza: per la prima volta, infatti, un gruppo di scienziati è riuscito a far germogliare dei semi piantati nel terriccio lunare. Lo studio è stato pubblicato ieri sulla rivista Communications Biology e potrebbe essere l’inizio di un vero e proprio programma finalizzato alla crescita di piante per fornire cibo e ossigeno agli esseri umani sulla luna.

«In passato le piante ci hanno aiutato a chiarire che il suolo lunare non contiene patogeni o altre componenti sconosciute potenzialmente pericolose per la vita terrestre. Ma finora gli esemplari erano stati soltanto “spolverati” con il regolith lunare, non cresciuti in esso», ha detto Anna-Lisa Paul, ricercatrice e professoressa all’Institute of Food and Agricultural Sciences dell’Università della Florida. Paul e il co-autore dello studio Rob Ferl, anche lui docente presso lo stesso istituto dell’Università della Florida, hanno portato la ricerca nella fase successiva. «Nel futuro, per le missioni spaziali più lunghe, potremmo usare la luna come base o come piattaforma di lancio», ha detto Ferl, che prosegue poi ponendo alcune domande alle quali la sua ricerca ha soltanto cominciato a rispondere: «Cosa succede quando si crescono delle piante nel suolo lunare, una cosa del tutto all’estranea all’esperienza evolutiva dei vegetali terrestri? Cosa potrebbe succedere a queste piante se venissero messe in una serra lunare? Potranno mai esserci degli agricoltori sulla luna?».

È un esperimento che Paul e Ferl hanno inseguito per tantissimo tempo. La prima richiesta di terriccio lunare a fini sperimentali la fecero quindici anni fa, e solo diciotto mesi fa sono finalmente riusciti a ottenere la quantità necessaria per condurre la loro ricerca. Dopo aver ricevuto il terriccio, i due hanno scelto semi di Arabidopsis thaliana, detta anche arabetta (una pianta molto comune in Europa, Asia e Africa, completamente mappata dal punto di vista genetico e quindi adatta a questo tipo di esperimento), da provare a far crescere. Nonostante l’esperimento sia stato un successo, l’arabetta cresciuta nel terriccio lunare ha mostrato significative differenze rispetto a quella cresciuta nella “base” terrestre: le piante erano più piccole, con radici sottosviluppate, diverse macchioline nere sulle foglie, un sintomo piuttosto comune di stress che gli scienziati hanno imputato alla difficoltà di svolgere il normale processo evolutivo in un terreno “alieno”.

Nonostante queste difficoltà, i risultati dell’esperimento restano motivo di entusiasmo per il team di ricercatori. Stephen Elardo, un altro dei co-autori dello studio, ha detto che «è incredibile pensare che delle piante riescano a crescere in un ambiente così difficile. Certo sono stressate, ma non muoiono». Un entusiasmo condiviso anche da Ferl, secondo il quale «quando gli esseri umani, intesi come civiltà, migrano, si portano dietro la loro agricoltura. L’idea di poter usare del terriccio lunare in una serra sulla luna è il sogno di ogni moderno esploratore».

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