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17:33 sabato 18 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Il congegno che permette alle piante di parlare

04 Luglio 2016

Vivent è una società svizzera che si definisce «pioniere dello sfruttamento dei biosegnali». Il suo fondatore Nigel Wallbridge è stato tra coloro che hanno messo a punto PhytlSigns, un dispositivo piuttosto semplice: composto di due elettrodi, il prodotto registra le variazioni di carica elettrica delle foglie e del terriccio delle comuni piante da appartamento, generando una gamma di suoni su un altoparlante in dotazione.

Su New Scientist è uscita una breve recensione di PhytlSigns, scritta da un autore che l’ha provato sullo spatifillo che tiene nel suo soggiorno. «Più il volume del pianto è alto, più il cambiamento di voltaggio è stato rapido», si scrive nell’articolo. Gli scienziati che si dedicano allo studio della comunicazione vegetale non sono ancora del tutto concordi sul valutare questi segnali. Edward Farmer, un biologo dell’Università di Losanna, ha però tentato di capire se queste variazioni di carica sono davvero da attribuire alle piante: guardando ai valori elettrici di piante sottoposte a tagli e lesioni, Farmer ha scoperto che PhytlSigns «registrava molto bene» questi cambiamenti.

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Il problema, semmai, è distinguere il rumore di fondo dell’ambiente da ciò che proviene direttamente dagli organismi viventi che accudiamo nei nostri appartamenti. Gerhard Obermeyer, biofisico all’Università di Salisburgo, ha obiettato che «senza un algoritmo utile o strumenti di filtraggio appropriati, le informazioni rimangono nascoste nel frastuono». Quanto al giornalista di New Scientist, dice di aver apprezzato la “compagnia” dei vagiti improvvisi della sua pianta, ma di aver scelto, alla fine, di scollegarla da PhytlSigns. Con una motivazione piuttosto eloquente: «È come avere un bambino dalla voce disturbante in soggiorno».

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