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21:19 martedì 24 marzo 2026
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Il nuovo spot di Chanel è praticamente un film: è diretto da Michel Gondry, interpretato da Margot Robbie e “remake” di un famosissimo video di Kylie Minogue Il video in questione è quello di "Come Into My World", che nel 2001 fu diretto proprio da Gondry.
Un anno fa Grimes aveva detto che si sarebbe iscritta a LinkedIn e ora l’ha fatto davvero usando il suo vero nome, Claire Boucher Nello stesso posto pubblicato su X un anno fa aveva detto che avrebbe pubblicato tutta la sua nuova musica su LinkedIn.
Zuckerberg sta addestrando una AI a fare il Ceo di Meta perché secondo lui tutti i dipendenti Meta dovrebbe avere un assistente AI che sappia fare il lavoro al posto loro In molti hanno sottolineato una differenza sostanziale tra Zuckerberg e i dipendenti di Meta, però: lui non può essere licenziato e rimpiazzato dall'AI.
Il nuovo film di Sean Baker è già uscito e si può vedere gratuitamente online Si intitola Sandiwara, è un cortometraggio ambientato a Penang, in Malesia, le protagoniste sono la premio Oscar Michelle Yeoh e la cucina malese.
Il nuovo progetto di Hayao Miyazaki sono dei diorami che riproducono alla perfezione scene di film dello Studio Ghibli Il regista sta lavorando a 31 "scatole magiche", basate su altrettante sue illustrazioni, che verranno esposte a luglio al Ghibli Park, in Giappone.
A causa dei depositi di petrolio colpiti dalle bombe, a Teheran c’è anche un gravissimo problema di inquinamento dell’aria Molti cittadini di Teheran hanno raccontato di star soffrendo da giorni di mal di testa, irritazione a occhi e pelle e difficoltà respiratorie.
Tajani al seggio che vota Sì è diventato l’involontario e perfetto meme che celebra la vittoria del No La foto del Ministro degli Esteri che esercita il diritto di voto è diventata, suo malgrado, il simbolo di tutto ciò che è andato storto nella campagna per il Sì, tra citazioni sbagliate e foto imbarazzate.

Nella nuova edizione Adelphi, Lamento di Portnoy di Philip Roth si chiamerà soltanto Portnoy

Dal 20 maggio, Roth entra a far parte del catalogo Adelphi con un nuovo titolo e una nuova traduzione, curata da Matteo Codignola.

10 Aprile 2025

Dal 20 maggio Philip Roth entra a far parte del catalogo Adelphi con la traduzione di Portnoy’s Complain di Matteo Codignola. Pubblicato per la prima volta negli Usa il 12 gennaio 1969, Portnoy’s Complain è il quarto libro dello scrittore americano e sicuramente il più “scandaloso”: «Philip Roth da dove ha veramente cominciato: una seduta di psicoanalisi trasformata in un’anarchica, impenitente, fragorosa standup – e uno dei libri più divertenti che siano mai stati scritti», si legge nel bollettino delle novità Adelphi per il mese di maggio (la data d’uscita della nuova edizione è fissata per il 20 maggio, appunto).

E ancora: «La vertigine comincia subito, quando chi legge pensa di affrontare il resoconto senza censure di una seduta analitica – cosa che, molto più di quanto si pensi, è vera – e si ritrova in mano un tipo diverso, e almeno altrettanto scabroso, di materiale, quello della standup più irrefrenabile mai messa sulla pagina: da cui si esce barcollando, e senza essere certi di volerne veramente uscire. Dopo molti anni, e infinite repliche, lo spettacolo aveva però bisogno di un nuovo allestimento, che qui presentiamo invitandovi alla prima. Ma suggerendovi di affrettarvi: i posti stanno per finire. Prima di assumere la sua forma attuale, il materiale di Portnoy è stato varie altre cose – fra cui il commento parlato alle diapositive con zone erogene di varie celebrità, che avrebbero dovuto essere inserite all’interno di un celeberrimo e allora sacrilego musical, Oh, Calcutta! Solo dopo lunghi ripensamenti il monologo ha finito per diventare, nel 1969 il quarto libro di Roth. Quello della sua consacrazione (o sconsacrazione): e anche quello da cui, inevitabilmente, Adelphi comincia la pubblicazione di tutte le sue opere».

E se avete letto soltanto Portnoy, non è un errore: la casa editrice ora presieduta da Teresa Cremisi ha deciso infatti di compiere una piccola rivoluzione: sostituire il titolo Lamento di Portnoy (usato in tutte le precedenti edizioni, compresa l’ultima Einaudi) con una sola parola, Portnoy.

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