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15:01 martedì 6 ottobre 2026
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.
In appena tre giorni Naza ha incassato quanto Avengers: Endgame, Resident Evil e Brad Pitt Più di tre milioni di euro in un fine settimana, la stessa cifra che gli altri film hanno incassato in una o due settimane di programmazione.
Bernie Sanders che “apre” il concerto degli Strokes a New York è certamente uno dei crossover più strani e divertenti di sempre È successo venerdì 2 ottobre, a Flushing Meadows. Sanders si era pure proposto per cantare un paio di canzoni, ma poi ci ha ripensato.

La strana storia delle copie illegali del Lamento di Portnoy in Australia

02 Febbraio 2022

«Fu il caso che cambiò per sempre le leggi australiane sulla censura perché non si trattava di un libro pulp qualsiasi: questo era un romanzo scritto da un famoso autore americano che aveva vinto dei premi», queste le parole con cui Des Cowley, responsabile della State Library Victoria, spiega al Guardian la lunga e incredibile storia che ha portato una copia “illegale” del Lamento di Portnoy di Philip Roth a essere esposta oggi al World of the Book, una mostra dedicata «alla storia del book design, della produzione e dell’illustrazione dal Medioevo a oggi».

Tra tutti i piccoli e grandi tesori letterari esposti nelle sale della State Library Victoria, ce n’è uno che non può non colpire l’osservatore: una copia “casereccia”, fogli stampati e rilegati alla bell’e meglio, di Lamento di Portnoy di “Phillip” Roth. Quel refuso nel nome dello scrittore è il segno nel quale si può leggere tutta l’importanza di questo peculiarissimo reperto di storia letteraria: quella esposta al World of the Book, infatti, è una delle tre copie rimaste del Lamento di Portnoy stampato “clandestinamente” negli anni in cui il libro in Australia non si poteva leggere a causa di una decisione del governo dell’epoca. Il libro, infatti, fu etichettato “osceno” dal governo di John Gorton, che ne impedì la vendita nel Paese. Nel 1970 Penguin cercò di aggirare la censura stampando circa 75mila copie del libro direttamente in Australia, tentativo presto abbandonato per vie delle cause legali che ne seguirono. Ci volle più di un anno perché la censura ai danni di Lamento di Portnoy venisse rimossa, una decisione che segnò la fine della censura di libri in Australia.

Ma nel 1970, quando la censura c’era ancora, a Melbourne un gruppo di persone decise che loro i libro lo volevano leggere comunque e che, soprattutto, volevano farlo leggere agli altri. Una delle copie stampate da quelle persone è arrivata fino al World of the Book, compiendo un viaggio incredibile: la prima proprietaria di questa copia illegale fu Mietta O’ Donnel, nota ristoratrice di Melbourne. A un certo punto Mietta, spaventata dai guai che avrebbe passato se l’autorità l’avessero trovata in possesso di un libro vietato (all’epoca, tra l’altro, lavorava come assistente di un deputato), cedette la copia a un uomo di nome Andrew Richards, che l’ha conservata per anni e anni, fino a quando non ha deciso di consegnarla alla biblioteca nella quale è conservata ed esposta oggi. “Conservata” forse è una parola grossa: Richards ha detto di averla semplicemente messa da parte e di averla ritrovata per caso durante le pulizie di primavera.

Per molto tempo si è pensato che quella di O’ Donnel e Richards fosse l’unica copia “illegale” rimasta. Negli anni in realtà ne vennero fuori altre due: una attualmente è conservata anch’essa presso la State Library Victoria e un’altra nella National Library of Australia.

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