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L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “catturare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.
Il cofondatore di Wikipedia è stato bannato da Wikipedia perché ha provato a cambiare le regole di Wikipedia senza seguire le regole di Wikipedia Larry Sanger ha proposto una riforma di tutto il sistema dell'enciclopedia online, ma a quanto pare lo ha fatto nella maniera sbagliata.
L’album “perduto” dei Deftones, Eros, è stato pubblicato online dopo 18 anni E i fan si sono divisi, tra chi ha accolto la notizia con entusiasmo e chi si è indignato ricordando la storia tragica che portò alla cancellazione di quel disco.
A Londra hanno dovuto cancellare un evento sul caldo estremo a causa del caldo estremo Un evento in cui il tema era trovare il modo di sopravvivere al caldo estremo senza stravolgere la propria vita quotidiana.
In Tasmania stanno installando un monolite artificiale che sarà la “scatola nera” della fine del mondo e dell’estinzione dell’umanità Funzionerà esattamente come la scatola nera di un aereo, registrando l’apocalisse giorno dopo giorno.

La persona dell’anno del Financial Times è George Soros

19 Dicembre 2018

La persona dell’anno secondo il Financial Times è il finanziere George Soros. La testata sottolinea come, sebbene i candidati al “titolo” vengano valutati per i risultati conseguiti, stavolta siano stati altrettanto importati i valori democratici e liberali abbracciati dal magnate di origine ungherese. Soros sostiene i media, le democrazie e i diritti umani dagli anni ’70. Da tempo è al centro di innumerevoli teorie complottiste, eppure negli ultimi anni gli attacchi nei suoi confronti hanno ottenuto maggior risalto nel dibattito pubblico: basti pensare alle accuse di Donald Trump sui non meglio precisati finanziamenti alla carovana di migranti dell’America Latina; oppure alla campagna del premier dell’Ungheria Viktor Orbán, che ritiene Soros l’ideatore di una cospirazione per invadere di migranti l’Europa; nel Regno Unito, poi, l’88enne uomo d’affari è denigrato per la contrarietà alla Brexit, culminata nei fondi all’associazione che promuove un secondo referendum.

Spesso criticato per le contraddizioni all’apparenza inconciliabili (da un lato la fortuna guadagnata nelle speculazioni di borsa, dall’altro la filantropia), secondo il giornale inglese l’operato di Soros è stato influenzato soprattutto dall’esperienza della persecuzione razziale nell’Ungheria del secondo conflitto mondiale: fu infatti costretto alla semi-clandestinità per evitare la deportazione. Quando poi il Paese finì sotto il controllo sovietico, fuggì a Londra, dove studiando alla London School of Economics sposò le idee sulla prosperità delle democrazie del professore-filosofo Karl Popper.

Arrivato a Wall Street negli anni ’50, creò il fondo d’investimento Quantum, affermandosi come uno dei più abili speculatori finanziari. È nota in particolare l’operazione del 1992 con cui costrinse la Bank of England a svalutare la sterlina, ricavandone centinaia di milioni di dollari. L’impegno nella filantropia, iniziato nel 1984 con la fondazione della Open Society, si intensificò dopo la caduta del muro di Berlino, quando il tycoon statunitense sostenne varie cause, dal pagamento degli stipendi agli scienziati dell’ex-Urss al finanziamento delle biblioteche europee. Alla soglia dei novant’anni, Soros continua ad appoggiare le iniziative che lo convincono maggiormente, come il contrasto alla legge israeliana che sancisce il diritto all’autodeterminazione per i soli cittadini ebrei, il finanziamento del Partito Democratico statunitense o, ancora, l’implementazione di alcune strutture cruciali per l’Unione Europea: di recente ha infatti donato alla Open Society 18 miliardi del suo patrimonio personale.

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