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23:05 giovedì 2 aprile 2026
Durante la sua visita di Stato in Giappone, Macron ha ricevuto in regalo un disegno di Porco rosso autografato da Hayao Miyazaki (e ha fatto anche la Kamehameha di Goku assieme a Sanae Takaichi) Miyazaki, oltre alla sua firma, sul disegno ha lasciato anche un breve ma chiaro messaggio: «Insieme difendiamo la pace».
La nuova opera di Maurizio Cattelan è un numero telefonico da chiamare per confessargli i vostri peggiori peccati Chi chiamerà e confesserà avrà una corsia preferenziale per acquistare una versione in miniatura della sua opera "The Ninth Hour", quella che ritrae Papa Giovanni Paolo II colpito da un meteorite.
Molte persone hanno scoperto le backrooms vedendo il trailer del film The Backrooms e non ci hanno capito niente Prodotto da A24, il film è diretto dal 20enne Kane Parsons, che ha fatto diventare le backrooms un mito internettiano grazie a dei corti pubblicati su YouTube quando di anni ne aveva appena 16.
L’Iran sta usando le criptovalute per aggirare le sanzioni e continuare a finanziare le milizie in tutto il Medio Oriente La preferita dalle Guardie Rivoluzionarie, e dalla banca centrale dell’Iran, sembrerebbe essere Bitcoin perché meno volatile delle altre.
Nel 2025 per la prima volta su internet sono stati pubblicati più testi scritti dall’AI che dagli esseri umani Centomila bilioni di parole scritti dalle macchine: l'ennesima splendida notizia per gli esseri umani che hanno ancora la velleità di guadagnarsi da vivere con la scrittura.
Il mondo sta scoprendo Stefano Rapone grazie a un’intervista ai doppiatori di Super Mario Galaxy in cui quello che doppia Luigi gli dice che il suo Luigi preferito della storia è Luigi Mangione La puntata speciale di Tintoria con il cast del film è diventata viralissima, grazie alle domande di Rapone che hanno lasciato interdetto e divertito il cast.
Ci sono diversi indizi che fanno pensare che gli Strokes stiano per far uscire nuova musica Criptici messaggi pubblicati su Instagram e su un nuovo sito hanno mandato in visibilio i fan. C'è chi scommette già su un singolo in uscita domani.
Un bambino di sette anni ha disegnato la mascotte che gli astronauti di Artemis II stanno portando con loro verso la Luna Si chiama Rise (la mascotte, non il bambino) ed è stata selezionata in un concorso a cui hanno partecipato 2600 bambini da 50 Paesi del mondo.

Il remake arabo di Perfetti Sconosciuti ha fatto arrabbiare un sacco di gente in Medio Oriente

26 Gennaio 2022

Quando si è trattato di decidere il primo film originale per il mercato arabo, a Netflix hanno pensato che la storia giusta da proporre al vastissimo pubblico del Medioriente era una che noi italiani conosciamo bene: quella di Perfetti Sconosciuti, il film del 2016 diretto da Paolo Genovese di cui tutti parlammo per giorni all’epoca dell’uscita nelle sale. Tutto si può dire ai dirigenti di Netflix, tranne che siano degli ingenui o degli sprovveduti. Quindi, probabilmente avevano previsto cosa sarebbe successo con il remake arabo di Perfetti sconosciuti: come riporta Variety, un sacco di gente, soprattutto in Egitto ma in realtà un po’ in tutto il Medioriente, si è incazzata perché nel film viene raccontato un personaggio omosessuale e si infrangono alcuni tabù riguardanti la vita di coppia, la stabilità delle famiglie, l’infedeltà coniugale.

Da quando il film è comparso sulla piattaforma streaming, la parte di Twitter geolocalizzata in Medioriente non ha fatto altro che parlare di questo. Come detto, particolarmente attivi sono stati gli utenti egiziani, di una parte e dell’altra: ci sono quelli che si sono sentiti offesi da un’opera che a loro dire promuove l’omosessualità e l’immoralità, arrivando addirittura a inoltrare denunce formali alle autorità del Paese; ci sono anche quelli, però, che hanno usato i social media per esprimere tutto il loro apprezzamento per il film. Netflix, alla fine, è stata costretta a rispondere: in un dichiarazione concessa a Variety, l’azienda ha fatto sapere che «Perfetti sconosciuti è un’opera di finizione che racconta temi universali senza esprimere alcun giudizio morale, ma invitando gli spettatori al dialogo aperto, al dibattito. Il film affronta questioni delicate con sensibilità e umorismo, guidato da un cast arabo e talentuoso, concentrato unicamente sul raggiungimento dell’eccellenza creativa».

Il film, girato e ambientato in Libano (a Beirut, per la precisione, cosa che ha permesso ai produttori di aggirare la censura egiziana), raccoglie effettivamente alcuni dei protagonisti del cinema mediorientale contemporaneo: al regista esordiente Wissam Smayra è stata data l’opportunità di lavorare con la libanese Nadine Labaki, l’egiziana Mona Zaki e l’attore giordano Eyad Nassar, tutti popolarissimi nei loro Paesi natii. Il film è arrivato su Netflix lo scorso 20 gennaio, disponibile in 190 Paesi.

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