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11:30 sabato 28 marzo 2026
Il libro fotografico del reunion tour degli Oasis conterrà più di mille foto inedite Si intitola Oasis Live ‘25 Opus, uscirà a maggio e verrà venduto in diverse versioni, la più "ricca" delle quali costerà quasi 1500 euro.
LuisaViaRoma, una delle storiche mete dello shopping italiano, è in grave crisi L'azienda ha chiesto al Tribunale 60 giorni di tempo per presentare un piano di risanamento e ripagare i debiti. Nel frattempo i dipendenti hanno scioperato e i sindacati parlano di «scelte manageriali non adeguate».
A Seoul c’è un club del libro in cui si leggono i libri mentre si ascolta la techno «Ritmi ripetitivi e suoni minimali aiutano a immergersi più a fondo nella lettura», dicono gli organizzatori di questo curioso club del libro.
Sui profili social della Casa Bianca sono apparsi degli inquietanti post di cui nessuno sta capendo né il senso né lo scopo Foto sgranatissime, video incomprensibili, una musica che se ascoltata al contrario riproduce il messaggio «exciting announcement tomorrow».
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.

Perché Renzi ha fatto bene a incontrare Berlusconi

"La base non capisce" è il ritornello di quelli che a sinistra pensano che Renzi abbia resuscitato il Cavaliere (che poi sono gli stessi che non sono riusciti a batterlo alle elezioni). Una formula senza futuro.

20 Gennaio 2014

Roma – Si può pensare quello che si crede dell’incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Si può pensare che sia stato un momento storico, in cui finalmente la sinistra manettara ha messo nel cassetto le manette e ha dimostrato in modo plastico che cambiare il paese senza coinvolgere Silvio Berlusconi è semplicemente impossibile. Si può pensare che sia stato invece un momento terribile, in cui la sinistra disgraziatamente ha perso l’occasione di spingere Berlusconi ancora più lontano dal centro della politica. Si può pensare che quello di Renzi sia stato un capolavoro, e che l’accelerazione sulla riforma elettorale sia un merito del segretario del Pd. E si può pensare anche che l’accelerazione del segretario sia stata invece dettata più dalla voglia di avere una legge elettorale in tempi rapidi per andare a votare a maggio piuttosto che dalla volontà di creare il più ampio consenso possibile attorno alla legge elettorale.

Qui, per quello che conta, si pensa che Matteo Renzi abbia fatto bene a portare Silvio Berlusconi nella sede del Pd e a utilizzare lo spauracchio dell’accordo con il Caimano per costringere Alfano ad accettare l’accelerazione sulla riforma. E a chi dice che Renzi sia stato responsabile della resurrezione di Berlusconi bisognerebbe ricordare che per non far risorgere Berlusconi sarebbe bastato vincere le ultime elezioni, per non regalargli tutti quei parlamentari che si ritrova oggi tra Camera e Senato (e il caso vuole che a criticare Renzi, su questo punto, siano le stesse persone che hanno dato un contributo importante alle ultime elezioni alla resurrezione dei Caimano).

E quindi, certo, ci sono molti modi diversi di commentare e valutare l’incontro di ieri, il Renzusconi. Ed è anche vero che il percorso della legge elettorale è lungo, e che Renzi farebbe bene a ricordare che in questa legislatura chi ha sfidato i gruppi parlamentari del Pd non ha mai avuto grande fortuna (oltre ai 101, noti, andrebbe ricordato che anche quando Bersani propose ai gruppi parlamentari Franco Marini presidente della Repubblica aveva ricevuto un mandato pieno dalla direzione, salvo poi ritrovarsi schiantato in un Parlamento dove la linea “No a Marini”, sostenuta da Renzi, aveva trovato consenso, e dunque il segretario del Pd non potrebbe stupirsi più di tanto se i gruppi parlamentari dovessero giocargli uno scherzo un po’ così).

Tutto questo è vero. Ma se c’è un tratto importante da osservare nell’incontro di ieri riguarda il tentativo, da parte di Renzi, di costruire un nuovo rapporto tra il leader di un partito e la famigerata “base”. Fino a oggi la sinistra si è spesso mossa immaginando cosa avrebbe pensato la propria base del suo operato, e molte scelte e soprattutto non scelte sono state fatte in nome di un principio che tutti avrete sentito dire almeno una volta nella vita: non possiamo fare questo, la base non ce lo perdonerebbe mai. A voler essere sinceri è probabile che gli Stefano Fassina e gli Alfredo D’Attorre abbiano ragione quando sostengono che un tradizionale militante del Pd abbia osservato l’incontro tra Renzi e Berlusconi con lo sguardo perplesso di chi crede che l’incontro sia stato, per tutte le ragioni che abbiamo accennato sopra, una vergogna, un errore madornale.

Renzi questo lo sa, conosce la base del suo partito, che non necessariamente coincide con le persone che hanno partecipato alle primarie, ma ha adottato un principio diverso: non è il partito che deve seguire la base, deve essere il partito ad educare la base e a farle accettare le cose che il partito ritiene giusto fare. E fosse davvero questo lo spirito con cui Renzi ieri ha deciso di portare Berlusconi alla sede del Pd si tratterebbe di una svolta decisamente importante per il futuro della sinistra.

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