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Per i vent’anni di High School Musical, Disney ha spezzettato il film in 52 video brevi e lo ha pubblicato tutto su TikTok È la prima volta che un produttore e distributore come Disney "adatta" un film per essere visto su un social.
C’è un sito in cui le AI possono affittare degli esseri umani a cui far fare tutto quello che vogliono Si chiama Rentahuman.ai, lo ha lanciato un signore di nome Liteplo, finora (per fortuna) non ha riscosso alcun successo.
Sono state pubblicate le foto della corona tutta ammaccata che i ladri hanno lasciato cadere durante il furto al Louvre Il museo ha diffuso le immagini del gioiello, danneggiato ma ancora integro, in attesa di lanciare un bando per decidere chi la restaurerà.
In realtà, il litigio tra Ghali, Comitato olimpico e ministero dello Sport va avanti da settimane Le polemiche di questi giorni sono il culmine di bisticci che vanno avanti da quando Ghali è stato scelto per partecipare alla cerimonia d'apertura.
Un articolo fatto con l’AI pubblicato da un’agenzia di viaggi ha portato dei turisti a cercare delle inesistenti terme in uno sperduto paesino in Tasmania All'improvviso, nel minuscolo paesino di Weldborough, 33 abitanti, si sono presentati decine di turisti che chiedevano come raggiungere le terme.
Da oggi Stati Uniti e Russia potranno aggiungere al loro arsenale militare tutte le testate atomiche che vogliono Sono le conseguenze del mancato rinnovo dell'accordo New START, che limitava la proliferazione delle armi nucleari.
Pieter Mulier è il nuovo Direttore creativo di Versace Diventerà ufficialmente Chief Creative Officer l'1 luglio.
La Lofi Girl di YouTube aprirà il suo primo Lofi Café in centro a Parigi Proprio come nel suo canale, diventato famosissimo durante la pandemia e attivo ancora oggi, sarà un posto dove studiare e rilassarsi insieme.

Perché Renzi ha fatto bene a incontrare Berlusconi

"La base non capisce" è il ritornello di quelli che a sinistra pensano che Renzi abbia resuscitato il Cavaliere (che poi sono gli stessi che non sono riusciti a batterlo alle elezioni). Una formula senza futuro.

20 Gennaio 2014

Roma – Si può pensare quello che si crede dell’incontro tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. Si può pensare che sia stato un momento storico, in cui finalmente la sinistra manettara ha messo nel cassetto le manette e ha dimostrato in modo plastico che cambiare il paese senza coinvolgere Silvio Berlusconi è semplicemente impossibile. Si può pensare che sia stato invece un momento terribile, in cui la sinistra disgraziatamente ha perso l’occasione di spingere Berlusconi ancora più lontano dal centro della politica. Si può pensare che quello di Renzi sia stato un capolavoro, e che l’accelerazione sulla riforma elettorale sia un merito del segretario del Pd. E si può pensare anche che l’accelerazione del segretario sia stata invece dettata più dalla voglia di avere una legge elettorale in tempi rapidi per andare a votare a maggio piuttosto che dalla volontà di creare il più ampio consenso possibile attorno alla legge elettorale.

Qui, per quello che conta, si pensa che Matteo Renzi abbia fatto bene a portare Silvio Berlusconi nella sede del Pd e a utilizzare lo spauracchio dell’accordo con il Caimano per costringere Alfano ad accettare l’accelerazione sulla riforma. E a chi dice che Renzi sia stato responsabile della resurrezione di Berlusconi bisognerebbe ricordare che per non far risorgere Berlusconi sarebbe bastato vincere le ultime elezioni, per non regalargli tutti quei parlamentari che si ritrova oggi tra Camera e Senato (e il caso vuole che a criticare Renzi, su questo punto, siano le stesse persone che hanno dato un contributo importante alle ultime elezioni alla resurrezione dei Caimano).

E quindi, certo, ci sono molti modi diversi di commentare e valutare l’incontro di ieri, il Renzusconi. Ed è anche vero che il percorso della legge elettorale è lungo, e che Renzi farebbe bene a ricordare che in questa legislatura chi ha sfidato i gruppi parlamentari del Pd non ha mai avuto grande fortuna (oltre ai 101, noti, andrebbe ricordato che anche quando Bersani propose ai gruppi parlamentari Franco Marini presidente della Repubblica aveva ricevuto un mandato pieno dalla direzione, salvo poi ritrovarsi schiantato in un Parlamento dove la linea “No a Marini”, sostenuta da Renzi, aveva trovato consenso, e dunque il segretario del Pd non potrebbe stupirsi più di tanto se i gruppi parlamentari dovessero giocargli uno scherzo un po’ così).

Tutto questo è vero. Ma se c’è un tratto importante da osservare nell’incontro di ieri riguarda il tentativo, da parte di Renzi, di costruire un nuovo rapporto tra il leader di un partito e la famigerata “base”. Fino a oggi la sinistra si è spesso mossa immaginando cosa avrebbe pensato la propria base del suo operato, e molte scelte e soprattutto non scelte sono state fatte in nome di un principio che tutti avrete sentito dire almeno una volta nella vita: non possiamo fare questo, la base non ce lo perdonerebbe mai. A voler essere sinceri è probabile che gli Stefano Fassina e gli Alfredo D’Attorre abbiano ragione quando sostengono che un tradizionale militante del Pd abbia osservato l’incontro tra Renzi e Berlusconi con lo sguardo perplesso di chi crede che l’incontro sia stato, per tutte le ragioni che abbiamo accennato sopra, una vergogna, un errore madornale.

Renzi questo lo sa, conosce la base del suo partito, che non necessariamente coincide con le persone che hanno partecipato alle primarie, ma ha adottato un principio diverso: non è il partito che deve seguire la base, deve essere il partito ad educare la base e a farle accettare le cose che il partito ritiene giusto fare. E fosse davvero questo lo spirito con cui Renzi ieri ha deciso di portare Berlusconi alla sede del Pd si tratterebbe di una svolta decisamente importante per il futuro della sinistra.

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