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16:36 martedì 31 marzo 2026
Dopo i casi di Bergamo e Perugia, anche in Italia si sta iniziando a parlare di Nihilistic Violent Extremism Inventata negli Usa, la definizione identifica crimini commessi da giovani e giovanissimi in cui la violenza non è un mezzo per raggiungere nulla ma il fine stesso dell'azione.
In occasione del 50esimo anniversario, Allegro non troppo, il capolavoro di Bruno Bozzetto, uscirà finalmente in versione restaurata Ma c'è un ma: al momento, questa versione restaurata verrà distribuita, paradossalmente, solo negli Usa e non in Italia.
Un gruppo che si chiama EveryonehatesElon si sta organizzando per rovinare il Met Gala a Jeff Bezos Si tratta dello stesso collettivo che protestò contro l'occupazione veneziana durante il matrimonio del patron di Amazon, e che oggi sta raccogliendo donazioni per organizzarsi in vista dell'evento.
È vero che il Ministro della Difesa Crosetto ha negato agli Usa il permesso di usare la base di Sigonella, ma è vero anche che gli Usa il permesso nemmeno lo avevano chiesto Quando il Comando Usa il permesso lo ha finalmente chiesto era troppo tardi e Crosetto non ha potuto fare altro che negarlo.
La produttrice di La voce di Hind Rajab è riuscita a far fuggire la famiglia di Hind Rajab dalla Striscia di Gaza La madre della bambina, Wissam, e altri otto membri della famiglia sono così riusciti ad arrivare in Grecia e ottenere lo status di rifugiati.
La nuova opera di John Carpenter è un graphic novel horror basato su un incubo che ha fatto Si intitola Cathedral e Carpenter ne comporrà anche la colonna sonora, da ascoltare durante la lettura del fumetto.
Mentre tutti i giornali licenziano, il New York Times ha raggiunto il record di giornalisti assunti: 2300 È una crescita del 50 per cento in dieci anni, che si somma ai 13 milioni di abbonati in tutto il mondo e a un fatturato di quasi un miliardo di dollari.
Il momento più surreale della visita a Roma di Robert Pattinson e Zendaya è stato indubbiamente la foto al Campidoglio con il sindaco Gualtieri Il sindaco è riuscito a rubare la scena anche a due stelle di Hollywood, a conferma del naturale carisma con cui si conduce sempre in tutte le uscite social.

Perché il cervello funziona meglio d’inverno

15 Febbraio 2016

Un assunto comunemente accettato che riguarda i mesi invernali ritiene che questo periodo dell’anno porti un senso di indolenza, e con esso un certo ridimensionamento, viene da dire al risparmio, delle facoltà mentali: d’altronde fa freddo, il tempo è brutto e si dorme mediamente di più: perché il nostro organismo non dovrebbe adeguarsi all’oscurità dei mesi che vanno da dicembre a marzo?

Un paper pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha cercato di fare chiarezza sui veri effetti dell’inverno sulle funzioni cerebrali. Un gruppo di neuroscienziati dell’università di Liegi, in Belgio, ha chiesto a una trentina di uomini e donne di parlare del loro umore, delle loro emozioni e del loro livello di attenzione in diversi periodi dell’anno, monitorando la loro produzione di melatonina e sottoponendoli a più scanner cerebrali.

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Il risultato, come riporta il New York, è che «le sensazioni di prontezza, gli stati emozionali e i livelli di melatonina perlopiù non erano variati col procedere delle stagioni, e i partecipanti avevano fatto segnare risultati ugualmente buoni agli scanner a prescindere dal periodo dell’anno». L’organo del pensiero si adatta all’inverno riducendo il livello di attività cerebrale complessiva registrata dalle strumentazioni, ma questo non significa che la sua efficienza ne risenta: a dirla tutta anzi, come un altro studio dimostrava in relazione al livello di attività di persone esperte a svolgere un determinato lavoro, la “modalità di risparmio energetico” del cervello va intesa come finalizzata a migliorare le sue capacità, affinandole.

Non è la prima volta che quest’evidenza fa la sua comparsa nel mondo accademico: alla fine degli anni Novanta uno studio norvegese analizzò le attività cerebrali di 62 persone in estate e d’inverno (a Tromsø, dove l’esperimento venne condotto, d’estate non c’è oscurità e d’inverno la luce manca del tutto), trovando che le varianti stagionali erano in realtà positive nei mesi più freddi: d’inverno, al buio, i partecipanti allo studio erano risultati più vigili da un punto di vista cognitivo.

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