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Four Tet ha pubblicato su YouTube un set di 4 ore e mezza 58 tracce condensate in 4 ore e 24 minuti. Nel video ci sono inediti, remix, canzoni dal suo repertorio fantasma e numerose collaborazioni.
A Gaza non si possono più far volare gli aquiloni perché Israele li considera una minaccia terroristica Lo ha annunciato il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, secondo il quale «Un aquilone viene trattato come un drone, con o senza esplosivi».
Ci sono così tanti video dell’inondazione in Nepal generati con l’AI che il governo nepalese ha intimato alle piattaforme di rimuoverli tutti immediatamente E ha pure creato una task force di polizia esclusivamente dedicata alla caccia di questi contenuti e alla denuncia delle persone che li creano e diffondono.
Ib Kamara lascia Off White ed è l’ennesima brutta notizia per lo streetwear Sono previste però special capsule firmate da lui con dieci collaboratori esterni, tra cui il musicista Kid Cudi e lo stilista Raul Lopez.
Il governo serbo concederà a Ratko Mladic, il boia di Srebrenica, il funerale di Stato perché «era pur sempre un generale» «Il generale Mladic è un generale, e ci sono dei protocolli da seguire», questo si è limitato a dire il Ministro della Giustizia serbo, Nenad Vujic.
La ragione per cui le aziende AI stanno addestrando le AI usando solo libri vecchi e che i libri vecchi sono gli unici che sicuramente non sono stati scritti con l’AI Cause giudiziarie e inchieste giornalistiche hanno rivelato che questa è una pratica ormai diffusissima. Anche perché le AI non possono più essere addestrate con contenuti presenti su internet, perché troppi contenuti presenti su internet sono ormai fatti con l'AI.
Le operazioni di soccorso al confine tra Nepal e Tibet stanno diventando impossibili a causa della piena di un lago che si è formato dopo la frana che ha causato l’inondazione Operazioni che erano già difficili per via dalle infrastrutture distrutte e dalle linee di comunicazione danneggiate.
Dopo 25 anni di attesa, il regista di Donnie Darko ha finalmente pronto il sequel, solo che non è un film ma un romanzo epistolare di 800 pagine sui viaggi nel tempo Richard Kelly, regista, sceneggiatore e adesso anche scrittore, ha già detto che questo è solo il primo passo nell'esplorazione dell'universo di Donnie Darko.

Perché il cervello funziona meglio d’inverno

15 Febbraio 2016

Un assunto comunemente accettato che riguarda i mesi invernali ritiene che questo periodo dell’anno porti un senso di indolenza, e con esso un certo ridimensionamento, viene da dire al risparmio, delle facoltà mentali: d’altronde fa freddo, il tempo è brutto e si dorme mediamente di più: perché il nostro organismo non dovrebbe adeguarsi all’oscurità dei mesi che vanno da dicembre a marzo?

Un paper pubblicato sulla rivista Proceedings of the National Academy of Sciences ha cercato di fare chiarezza sui veri effetti dell’inverno sulle funzioni cerebrali. Un gruppo di neuroscienziati dell’università di Liegi, in Belgio, ha chiesto a una trentina di uomini e donne di parlare del loro umore, delle loro emozioni e del loro livello di attenzione in diversi periodi dell’anno, monitorando la loro produzione di melatonina e sottoponendoli a più scanner cerebrali.

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Il risultato, come riporta il New York, è che «le sensazioni di prontezza, gli stati emozionali e i livelli di melatonina perlopiù non erano variati col procedere delle stagioni, e i partecipanti avevano fatto segnare risultati ugualmente buoni agli scanner a prescindere dal periodo dell’anno». L’organo del pensiero si adatta all’inverno riducendo il livello di attività cerebrale complessiva registrata dalle strumentazioni, ma questo non significa che la sua efficienza ne risenta: a dirla tutta anzi, come un altro studio dimostrava in relazione al livello di attività di persone esperte a svolgere un determinato lavoro, la “modalità di risparmio energetico” del cervello va intesa come finalizzata a migliorare le sue capacità, affinandole.

Non è la prima volta che quest’evidenza fa la sua comparsa nel mondo accademico: alla fine degli anni Novanta uno studio norvegese analizzò le attività cerebrali di 62 persone in estate e d’inverno (a Tromsø, dove l’esperimento venne condotto, d’estate non c’è oscurità e d’inverno la luce manca del tutto), trovando che le varianti stagionali erano in realtà positive nei mesi più freddi: d’inverno, al buio, i partecipanti allo studio erano risultati più vigili da un punto di vista cognitivo.

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