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Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.
Si è scoperto che una casetta in mezzo alle montagne vicino a Barcellona è in realtà un’opera di Antoni Gaudì Giusto in tempo per la ricorrenza dei 100 anni dalla morte del grande architetto catalano.
Nel suo nuovo video Lana Del Rey “omaggia” Sylvia Plath con una scena in cui mette la testa nel forno Dandoci un indizio dei rimandi nascosti in Stove, il possibile titolo dell'album che dovrebbe uscire tra poco più di tre mesi.
Anche il Papa ha rifiutato l’invito a unirsi al Board of Peace di Donald Trump La Città del Vaticano ha ricevuto l'invito a unirsi al Board alla fine di gennaio, ma ha già reso note le sue intenzioni di declinare cortesemente.
Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.

Perchè i ritornelli delle canzoni sono fondamentali

13 Marzo 2014

Di quante canzoni ricordiamo solo il ritornello? Tante, tantissime. A volte non ricordiamo nemmeno il titolo del brano; altre l’abbiamo solo sentito di sfuggita alla radio; in altri casi ancora è una reminiscenza della nostra infanzia, ripescato chissà dove nella memoria. Il ritornello è spesso il cuore di una canzone eppure, a pensarci bene, è una banale ripetizione di una strofa. Una continua ripetizione.

Se nell’arte e nel cinema i ritornelli non sono ammessi, ma soprattutto non sarebbero apprezzati – pensate di guardare la stessa scena quattro, cinque volte di fila e poi, dopo venti minuti, assistere alla medesima ripetizione: spegnereste, probabilmente – la questione è dunque completamente diversa per quanto riguarda la musica: i ritornelli esistono proprio perché vengono apprezzati.

La ragione di questo amore per le ripetizioni canore l’ha spiegata Elizabeth Margulis, direttore del Music Cognition Lab della University of Arkansas, in un saggio pubblicato su Aeon. La sua tesi è semplice: la ripetitività del ritornello incarna quel desiderio inconscio dell’essere umano alla cosiddetta coazione a ripetere.

Margulis cita molti pareri specializzati e interessanti: «Il musicologo David Huron della Ohio State University ritiene che, in oltre il 90% del tempo che le persone passano a sentire musica, ascoltino passaggi che hanno già sentito in passato» scrive. La musicalità, secondo Margulis, sarebbe oltretutto un effetto della ripetizione: «La semplice azione di ripetere rende possibile un nuovo modo di ascoltare e un più diretto confronto con le caratteristiche sensoriali della parola stessa».

La ripetitività, inoltre, avallerebbe indirettamente un concetto chiave nell’atteggiamento di chi ascolta musica, quello che l’ascolto sottointenda un ruolo attivo più che passivo della persona: «La ripetizione cattura un circuito di sequenzialità che fa sembrare la musica qualcosa che si fa attivamente piuttosto che qualcosa che viene percepita» chiosa Margulis nel saggio.

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