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Sembra proprio che Billie Eilish farà il suo debutto da attrice interpretando la protagonista nel film de La campana di vetro di Sylvia Plath Dopo aver detto di non amare la recitazione, la cantante sembra aver cambiato idea grazie a Sylvia Plath e al personaggio di Esther Greenwood.
L’unico Paese entusiasta della decisione di riammettere la Russia alla Biennale di Venezia è la Russia Quasi tutti Paesi europei si sono espressi contro la decisione della Biennale e in tanti hanno già iniziato a minacciare il boicottaggio.
C2C Festival ha pubblicato il set che Nicolas Jaar ha dedicato a Sergio Ricciardone nella serata finale dell’ultima edizione del festival Un set speciale e segreto che ora, nel giorno dell'anniversario della morte del fondatore, si può ascoltare e scaricare gratuitamente sulla pagina Bandcamp di C2C Festival.
La Spagna ha approvato una legge che garantisce assistenza medica gratuita anche ai migranti senza documenti «L'obiettivo è rispondere a un'ondata di odio ribadendo che la dignità non dipende dal possesso di un visto», ha detto la ministra della Salute Mónica García.
A quasi ottant’anni, Arnold Schwarzenegger tornerà a interpretare Conan il barbaro L'attore ha 78 anni ma è prontissimo a indossare di nuovo i panni del re distruttore, che però nel nuovo film sarà anche re vecchio e stanco.
Il sindacato delle librerie indipendenti francesi ha cacciato Amazon dalla Fiera del libro di Parigi Amazon avrebbe dovuto essere il main sponsor del Festival du Livre de Paris, principale fiera letteraria francese. Il Syndicat de la Librairie Française si è opposto.
A Londra hanno aperto due punti di controllo qualità della droga per prevenire overdose e morti Si trovano a Hackney e Camden, li gestisce l'associazione The Loop, assieme al Comune e alla polizia locale.
Chloë Sevigny e Gillian Anderson hanno sfilato per Miu Miu ricordandoci che gli anni ’90 sono stati bellissimi Lo show, chiamato "Mindful Intimacy", rifletteva sul rapporto tra corpo e abito in un mondo così grande e problematico: un pensiero che, di per sé, è già molto anni '90.

Perchè i ritornelli delle canzoni sono fondamentali

13 Marzo 2014

Di quante canzoni ricordiamo solo il ritornello? Tante, tantissime. A volte non ricordiamo nemmeno il titolo del brano; altre l’abbiamo solo sentito di sfuggita alla radio; in altri casi ancora è una reminiscenza della nostra infanzia, ripescato chissà dove nella memoria. Il ritornello è spesso il cuore di una canzone eppure, a pensarci bene, è una banale ripetizione di una strofa. Una continua ripetizione.

Se nell’arte e nel cinema i ritornelli non sono ammessi, ma soprattutto non sarebbero apprezzati – pensate di guardare la stessa scena quattro, cinque volte di fila e poi, dopo venti minuti, assistere alla medesima ripetizione: spegnereste, probabilmente – la questione è dunque completamente diversa per quanto riguarda la musica: i ritornelli esistono proprio perché vengono apprezzati.

La ragione di questo amore per le ripetizioni canore l’ha spiegata Elizabeth Margulis, direttore del Music Cognition Lab della University of Arkansas, in un saggio pubblicato su Aeon. La sua tesi è semplice: la ripetitività del ritornello incarna quel desiderio inconscio dell’essere umano alla cosiddetta coazione a ripetere.

Margulis cita molti pareri specializzati e interessanti: «Il musicologo David Huron della Ohio State University ritiene che, in oltre il 90% del tempo che le persone passano a sentire musica, ascoltino passaggi che hanno già sentito in passato» scrive. La musicalità, secondo Margulis, sarebbe oltretutto un effetto della ripetizione: «La semplice azione di ripetere rende possibile un nuovo modo di ascoltare e un più diretto confronto con le caratteristiche sensoriali della parola stessa».

La ripetitività, inoltre, avallerebbe indirettamente un concetto chiave nell’atteggiamento di chi ascolta musica, quello che l’ascolto sottointenda un ruolo attivo più che passivo della persona: «La ripetizione cattura un circuito di sequenzialità che fa sembrare la musica qualcosa che si fa attivamente piuttosto che qualcosa che viene percepita» chiosa Margulis nel saggio.

(via)

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