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15:35 venerdì 27 marzo 2026
Sta per arrivare un musical di Trainspotting con canzoni scritte da Irvine Welsh La prima è prevista per luglio al Theatre Royal Haymarket di Londra, giusto il tempo di far finire a Welsh tutte le canzoni a cui sta lavorando.
Nella guerra in Iran, per la prima volta nella storia i data center privati sono stati attaccati in quanto obiettivi militari legittimi I Pasdaran hanno iniziato a colpire i data center di Amazon negli Emirati Arabi Uniti e in Bahrein, sostenendo che gli attacchi di Usa e Israele passano anche da quelle strutture.
Per la sorpresa di nessuno, la persona più contenta della decisione del CIO di escludere le donne trans dalle gare olimpiche femminili è J.K. Rowling La decisione del Cio l'ha talmente entusiasmata che si è persino dimenticata di commentare il trailer della nuova serie di Harry Potter.
Gregory Bovino, il famigerato capo dell’operazione anti immigrazione di Minneapolis, è andato in pensione e ha detto che il suo unico rimpianto è non aver espulso più immigrati Dopo la disastrosa operazione nelle Twin Cities, Bovino era stato declassato e rinnegato dall'amministrazione Trump. Ora va in pensione, rivendicando tutto.
In Giappone c’è un nuovo problema di ordine pubblico: il butsukari, cioè persone che all’improvviso e senza motivo spingono a terra il prossimo Le vittime predilette sono donne e bambini. Le cause, al momento, sconosciute. I video sui social che ritraggono le aggressioni, moltissimi.
Le Gallerie dell’Accademia di Venezia permetteranno al pubblico di seguire dal vivo tutto il restauro della “Pala di San Giobbe” di Bellini Lo scopo dell'iniziativa è quello di mantenere visibile l'opera per i due anni necessari al restauro, facendo scoprire al pubblico come funziona questo delicatissimo processo.
Nei bombardamenti sull’Iran è andata distrutta anche la casa-museo di Abbas Kiarostami A dare la notizia è stato il figlio sui social, spiegando che le bombe che hanno colpito Chizar hanno danneggiato anche la casa del regista.
L’Onu ha approvato una risoluzione che condanna la schiavitù come «il più grave crimine contro l’umanità», nonostante il voto contrario degli Usa e di Israele e l’astensione dell’Europa Sia i Paesi che si sono opposti che quelli che si sono astenuti hanno spiegato la decisione dicendo che non è giusto stabilire una "classifica delle atrocità".

Perché Hillary Clinton

È uscito il nuovo numero di Studio, il sedicesimo. Perché quel volto in copertina, perché "la donna più potente della nostra epoca".

18 Settembre 2013

Quando abbiamo deciso di mettere in copertina lo straordinario ritratto di Hillary Clinton scattato da Martin Schoeller – era luglio – e di chiedere a Gianni Riotta, Paola Peduzzi, Filippo Sensi e Giuliano da Empoli (con una gustosa appendice letteraria a tema firmata Gianluigi Ricuperati) di raccontare ai nostri lettori chi è veramente e perché oggi, a 66 anni quasi compiuti, è probabilmente la donna che ha raggiunto il massimo grado di potere e influenza globali, avevamo soprattutto in mente di provare a dare un volto ad alcune questioni sempre più attuali: l’estetica del potere, il ribaltamento della questione femminile e quegli aspetti privati (benedetto gossip) che sono da sempre il condimento che rende così gustoso il racconto dei potenti del mondo (vedasi le mai troppo citate serie tv).

A metà lavorazione del numero, come tutti sappiamo, è esplosa la questione siriana e con essa quella del ruolo degli Stati Uniti e della relativa amministrazione. Di cui la Clinton però, in questo momento, non fa parte. Fine della potenza della cover story, ci siamo anche chiesti? Grandi discussioni. Poi abbiamo letto questo commento di un lettore a un articolo del Washington Post che annunciava un endorsement pubblico di Hillary, concordato con la Casa Bianca, in favore delle decisioni dell’amministrazione Obama: «In qualità di cosa parla ufficialmente Hillary Clinton? Di presidente ombra?».

Il presidente ombra. È lì che abbiamo capito che, nei giorni di Barack Obama e di John Kerry, dei paragoni con le scelte del passato del governo americano e delle previsioni sulle conseguenze future, forse era il momento giusto per raccontare la storia dell’ex first lady per eccellenza, già segretario di Stato e potenziale futuro presidente degli Stati Uniti d’America.

La copertina del nuovo Studio

Il sommario del nuovo Studio

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