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Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

Come Google, Amazon e altri grandi dell’hi-tech hanno scelto i loro nomi

30 Maggio 2014

Siti, social network e aziende di commercio elettronico: ne facciamo un uso – a volte un abuso – quotidiano e li nominiamo senza sapere da dove derivino i loro nomi. Perché Google si chiama proprio così? E Flickr? Oppure Amazon? Il giornale bostoniano The Christian Science Monitor ha ricostruito la scelta, spesso casuale e in alcuni casi dovuta a errori di spelling, alla base della denominazione di alcuni dei domini più popolari su Internet. Abbiamo scelto i più curiosi.

Google. Originariamente i due fondatori Larry Page e Sergey Brin volevano chiamare la loro creatura “BackRub,” massaggio alla schiena. Se non avessero cambiato idea, oggi si parlerebbe di BackRub Car e BackRub Glass. Temendo che il nome avesse connotazioni troppo fisiche, il loro amico  Sean Anderson consigliò a Page e Brin di utilizzare la parola “googolplex”, che serve ad indicare i numeri caratterizzati da un “googol” di zeri (ossia da cento zeri). Page pensò che il termine era troppo lungo e così “googolpex” divenne “googol”. A quel punto Anderson, non proprio un campione di spelling, verificò che in rete non esistesse già un dominio chiamato “Google” e poche ore dopo registrò con questo nome quello dei suoi due amici.

Amazon. In questo caso la storia è ancor più bizzarra. Il fondatore Jeff Bezos, infatti, voleva chiamare l’azienda “Cadabra”, ma la parola lasciò scettico il suo avvocato che invece di “Cadabra” aveva capito “cadaver” (cadavere). Onde evitare che l’assonanza tra le due parole creasse fraintendimenti anche tra i potenziali clienti, Bezos decise di scegliere un’altra parola. E questa parola doveva cominciare con la lettera “a”. Proprio come l’Amazon River, il Rio delle Amazzoni, il fiume lungo quasi settemila chilometri che attraversa sei paesi del Sud America.

Bluetooth. Questo è un termine  ispirato a un antico regnante… dai denti malconci: il product manager Jim Kardach scelse infatti di dedicare il nome della tecnica di telecomunicazione al semileggendario re nordico Aroldo I di Danimarca, che regnò verso la fine del X secolo e cui è tradizionalmente attribuita la conversione al Cristianesimo del popolo danese. Il re era soprannominato “Bluetooth,” dente blu, pare a causa dei numerosi denti guasti.  «Come lui fu in grado di unire la Scandinavia, allo stesso modo noi siamo riusciti a creare un collegamento wireless tra computer e cellulari», ricorda Kardach.

eBay. A differenza di quanto ci si potrebbe aspettare, la “e” di “eBay” non è la prima lettera della parola “electronic”. Il nome della piattaforma deriva piuttosto dalla contrazione in una sola parola di “Echo Bay Technology Group”, che è stato il secondo nome del sito nato in origine come “AuctionWeb”.

Yahoo. La società fu fondata nel 1994 da David Filo e Jerry Yang, che per darle un nome non lavorarono certo di fantasia. In origine la chiamarono infatti “Jerry and David’s Guide to the World Wide Web”, per poi rendersi conto che sarebbe stata più efficace e capace di attirare gli utenti un’unica parola. Scelsero così “Yahoo”, acronimo di “Yet Another Hierarchical Officious Oracle”.

Flickr. Come nel caso di Google, anche per il social network fotografico del gruppo Yahoo è stata tutta una questione di spelling. I fondatori del sito avrebbero voluto chiamarlo “Flicker” (che in inglese vuol dire “sfarfallio”), ma scoprirono che il dominio esisteva già: un membro del team propose di eliminare la “e” e il sito fu registrato con il nome attuale. Ma il “coup de théâtre” di questa storia arriva solo nel 2010, quando Yahoo (già proprietaria di Flickr) acquista anche Flicker: secondo quanto riporta un articolo pubblicato su TechCrunch, Flicker godeva di una media di 3.6 milioni di visitatori annui soprattutto perché la maggior parte degli utenti interessati a Flickr ne sbagliavano lo spelling.

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