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18:32 lunedì 9 marzo 2026
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.
Tutti i teatri dell’opera del mondo stanno massacrando Timothée Chalamet, compresa la Scala di Milano L'attore ha detto che «a nessuno importa del balletto e dell'opera». Il teatro ha risposto con un video piuttosto piccato.
L’Iran ha fatto un altro cortometraggio in stile Lego The Movie per dare tutta la colpa della guerra a Usa e Israele Era già successo nello scorso giugno, durante i precedenti attacchi di Usa e Israele. Anche in quel caso, i protagonisti era Trump, Netanyahu e Satana.
Il video del nuovo singolo di Olivia Rodrigo è un montaggio di video fatti dai bambini di Gaza, del Sudan, dell’Ucraina e dello Yemen Lo ha pubblicato su Instagram per promuover l'uscita del disco di beneficienza Help(2), per il quale ha realizzato una cover di "The Book of Love".
I creator assoldati per fare propaganda a favore di Israele stanno facendo causa a Israele perché non sono stati pagati Diversi enti governativi israeliani avrebbero debiti per milioni con studi di produzione e creator assunti per influenzare l'opinione pubblica.
Polymarket è stata costretta a chiudere la pagina in cui faceva scommettere sull’imminente apocalisse nucleare Si poteva fare una di due scelte: la bomba esploderà entro la fine di marzo? Oppure entro giugno dell'anno prossimo?
Ars Technica ha cancellato un articolo che condannava l’uso dell’AI dopo che si è scoperto che conteneva citazioni inventate dall’AI L'autore del pezzo si è scusato e ha detto che da ora in poi non si fiderà più delle citazioni suggerite da ChatGPT.

Qualcuno ha calcolato il numero di peni nelle opere di Michelangelo

28 Dicembre 2020

Brian VanHooker si è cimentato in una ricerca storica degna di Super Quark. O forse no. Il giornalista, su Mel Magazine si è infatti avventurato nella produzione artistica di Michelangelo alla ricerca di una cifra esatta: quella delle raffigurazioni di organi genitali maschili da parte del Buonarroti. A detta di VanHooker il primo sarebbe da cercare nella prima opera nota di Michelangelo, allora tredicenne, ispirata dalla “Tentazione di San Antonio” di Martin Schongauer, e a cercare bene eccolo lì: il pene, alquanto buffo, di uno dei demoni che assediano il Santo. Il secondo appartiene al “Giovane arciere”, una statua alta poco meno di un metro scolpita quando il Maestro aveva più o meno sedici anni, una delle prime sperimentazioni con i lineamenti umani. Partendo dall’altorilievo raffigurante la battaglia dei centauri, dov’è tra l’altro raffigurato Socrate nudo, passando per la “Battaglia di Cascina” in numeri salgono per via dei personaggi rappresentati. Tra i peni “persi”, ma di cui c’è traccia per via di disegni e documenti, c’è poi quello de “L’Ercole” del 1492, una statua commissionata da Lorenzo de Medici e andata perduta. William E. Wallace, esperto dell’opera di Michelangelo e Professore della Columbia University esperto di rinascimento spiega perché non è raro vedere così tanti nudi nell’opera del Buonarroti: «Il Rinascimento si base sui canoni dell’Antica Grecia e dell’Antica Roma, sopratutto per Michelangelo, dove la nudità non creava nessun tipo di scandalo». 

Nella produzione artistica sono molte le opere a sfondo religioso raffiguranti il Cristo, ma ben poche quelle in cui si vedono i suoi organi genitali: sei volte da adulto e tre da bambino per quanto riguarda la scultura e un paio di volte su tela. Contando gli organi genitali di due Cupido, uno dormiente e uno in piedi, si arriva a 24 peni in totale. Ma proseguendo nell’opera il numero è destinato a salire vertiginosamente. Ne servono altri tre per arrivare a quello più famoso: quello del “David” che tutti conosciamo, anche se ci sarebbero altre versioni andate perdute, tra cui una in bronzo: il che porta il numero complessivo a 31. Qui l’articolo del buon vecchio, e sconosciuto, Brian VanHooker si spinge oltre, ma sopportiamo la blasfemia in attesa del responso finale. Quella che lui definisce una «festa di peni», dove peni è una traduzione benevola, è la Cappella Sistina. Dopo aver passato ore setacciando i 200 metri affrescati da Michelangelo, VanHooker ha trovato 57 peni, il giornalista si è dedicato quindi al Giudizio Universale, nel quale, per suo sommo dispiacere, attualmente ce ne sono solo solo 17, per via delle celebri “braghe” applicate ai personaggi da Daniele da Volterra dopo il Concilio di Trento. Non contento ha analizzato anche la copia pre-censura del 1549 dell’artista Marcello Venusti, rintracciandone altri 19. Il conto arriva ora a 134. Contando la scultura “Il genio della Vittoria”, e alcune figure per la Cappella dei Medici si arriva a 140. Dulcis in fundo “La conversione di Saulo” e “La crocifissione di San Pietro”, entrambi in Vaticano ma poco visibili e restaurati ponendo una pezzuola a coprire le “oscenità”, lui comunque ne conta quattro. Dopo ore e ore di ricerche e sterminate battute per raccontarcelo, Brian VanHooker è arrivato a un verdetto: in 88 anni Michelangelo ha rappresentato 145 peni. 

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