Hype ↓
18:19 venerdì 20 febbraio 2026
Il primo film di Joachim Trier si trova su YouTube ed è un video di lui da ragazzo che fa skate con gli amici A 16 anni il regista di The Worst Person in the World e di Sentimental Value era un quasi professionista dello skate.
Abbiamo tutti il cuore spezzato per la storia di Punch, il cucciolo di macaco abbandonato da sua madre e scacciato dal suo branco Lui e il suo orango peluche sono diventati gli animali più famosi e amati di internet, con milioni di persone che negli ultimi giorni hanno condiviso l'hashtag #HangInTherePunch.
La paura di essere sostituiti dall’AI è ufficialmente una malattia e adesso ha anche un nome, “disfunzione da sostituzione dell’AI” I sintomi possono essere ansia, insonnia, paranoia, perdita di identità e possono manifestarsi anche in assenza di altri disturbi psichiatrici.
L’esposto che ha portato all’arresto del principe Andrea lo ha fatto un gruppo di attivisti che vuole abolire la monarchia inglese Il presidente del gruppo, Graham Smith, ha presentato la denuncia il 9 febbraio. Dieci giorni dopo, l'ex principe è stato arrestato.
Si è scoperto che una casetta in mezzo alle montagne vicino a Barcellona è in realtà un’opera di Antoni Gaudì Giusto in tempo per la ricorrenza dei 100 anni dalla morte del grande architetto catalano.
Nel suo nuovo video Lana Del Rey “omaggia” Sylvia Plath con una scena in cui mette la testa nel forno Dandoci un indizio dei rimandi nascosti in Stove, il possibile titolo dell'album che dovrebbe uscire tra poco più di tre mesi.
Anche il Papa ha rifiutato l’invito a unirsi al Board of Peace di Donald Trump La Città del Vaticano ha ricevuto l'invito a unirsi al Board alla fine di gennaio, ma ha già reso note le sue intenzioni di declinare cortesemente.
Stephen Colbert ha detto che il suo editore, la Cbs, gli ha censurato un’intervista a un politico democratico per non far arrabbiare Trump Intervista che poi Colbert ha pubblicato sul canale YouTube del suo programma, aggirando il divieto che gli era stato imposto dalla rete.

Parola di costumista

05 Luglio 2011

Se c’è un’arte in cui ogni cosa è essenziale, quella è il cinema. Ma se è semplice riconoscere che senza cinepresa o senza montaggio è ben difficile fare un film, è molto meno automatico ricordarsi dell’importanza dei costumi di scena: a meno che non si tratti di qualche sperimentazione naturista, gli interpreti devono per forza aver qualcosa addosso. E per quanto, ad esempio per una commedia ambientata nella contemporaneità storica, i capi indossati siano neutrali e ben mimetizzati in un contesto non connotato esteticamente, possiamo star certi che dietro alla realizzazione di ogni abito ci sia un lungo e minuzioso lavoro. Abbiamo chiesto ad un professionista come funziona questo mestiere.

Con alle spalle partecipazioni in progetti in cui il ruolo del costume è tutt’altro che marginale (Le Cronache di Narnia), Rossano Marchi è stato collaboratore di Milena Canonero (pluruipremiata e plurinominata agli Academy Awards, al fianco di Kubrick per2001: Odissea nello spazioArancia MeccanicaBarry Lyndon) sul set di Maria AntoniettaThe life acquatic with Steve Zissou, sviluppando nel contempo grande esperienza nel campo delle opere di costume, come AgoràRome, serie televisiva prodotta da Rai Fiction, BBC e HBO.

«Spesso si ha un’idea romantica di questo lavoro, e si pensa che il costumista si limiti a disegnare bozzetti: in realtà mettiamo mano a tutte le fasi di realizzazione dei costumi, un processo complesso e relativamente lungo, dalle 6 settimane per un film di ambientazione moderna, a oltre il doppio per un film storico». Si parte dalla lettura del copione, a cui segue un incontro con regista e produzione: «Il film è nella testa del regista. È lui che sa meglio di tutti cosa vuole e come lo vuole, e sono le sue indicazioni quelle che bisogna tenere come punto di riferimento.» Momento preliminare ma allo stesso tempo fondamentale è la documentazione degli abiti che si intende riprodurre: se l’epoca in cui si svolge la narrazione è anteriore alla nascita della fotografia, importantissimi sono i testi di “lifestyle” coevo—«l’essenza della ricerca», ma grande rilevanza hanno anche esempi pittorici e figurativi. «Con la nascita della fotografia è diventato chiaramente tutto più semplice, e anche internet è un mezzo molto prezioso per preparare un catalogo di abiti-modello».

Ad esempio, per la realizzazione de Il gioiellino, il film sul crac della Parmalat di Andrea Molaioli uscito questa primavera, «poiché l’esigenza del regista non era quella di una ricostruzione storica, ma solamente fornire una falsariga della vicenda e dei personaggi coinvolti, ho proposto solo una rielaborazione delle persone e della realtà, documentandomi soprattutto con fotografie e articoli di cronaca del tempo.» La parte pratica e più creativa è anche quella che più si appoggia alla tradizione artigianale: a partire dalla stesura dei bozzetti, si procede con la ricerca dei materiali, dai bottoni alle stoffe fino alle acconciature. La lavorazione degli abiti viene poi affiancata da sartorie specializzate (il primato della qualità lo detiene Roma, con Tirelli e GP11), ma più spesso si giova di laboratori temporanei costituiti per l’occasione, dove il costumista può gestire tutti i reparti, da quello del taglio e del cucito fino a quello della tintura e dell’invecchiamento dei tessuti. Non solo gli attori, dunque, ma anche ciò che indossano viene truccato: «il vero trucco, in questo caso, sta nel rendere reale ciò che non lo è». L’ultimo tocco lo si da sul set, ma qui ormai il ruolo del costumista è secondario, anche se è sempre necessaria una sua supervisione; al momento del girato, infatti, i capi devono già essere pronti. Proprio per questo«è fondamentale lavorare sempre in anticipo rispetto alle riprese».

(dal numero 2 di Studio)

Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.