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18:26 martedì 10 marzo 2026
Dal 19 marzo Milano avrà una via dedicata all’anarchico partigiano Giuseppe Pinelli Prenderà il posto dell'attuale via Micene, in zona San Siro, a due passi da dove viveva. Sulla targa ci sarà scritto "Via Giuseppe Pinelli, anarchico partigiano".
L’Iran è riuscito quasi ad azzerare il traffico nello Stretto di Hormuz usando le onde elettromagnetiche contro le navi È il jamming dei sistemi di navigazione che usano il Gps, una tecnica di guerra elettronica sempre più usata ed efficace.
Wikipedia ha modificato le pagine di diverse città della Striscia di Gaza descrivendole come se non esistessero più Dalle modifiche è nata un'accesa polemica, con molti che hanno ricordato come migliaia di persone vivano ancora in quei posti, anche se distrutti.
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Milena Gabanelli è diventata meritatamente virale per aver detto che «Dio non ci ha ordinato di metterci a 90 gradi» davanti agli Usa Lo ha detto durante un collegamento con il TgLa7 di Enrico Mentana, rimasto anche lui piuttosto sorpreso dalla severissima uscita della collega.
L’Unione europea ha scorte di petrolio sufficienti per tre mesi e c’è chi inizia a essere seriamente preoccupato Con il petrolio che ha superato i 100 dollari al barile e lo Stretto di Hormuz chiuso, l'Europa inizia a guardare con una certa inquietudine alle sue riserve energetiche.
Un bambino di 9 nove anni ha presentato la sua collezione couture alla fashion week di Parigi Si chiama Max Alexander, ha quasi 6 milioni di follower su Instagram, Sharon Stone come cliente, e in sogno ha scoperto di essere la reincarnazione di Guccio Gucci.

Per impedire a Netflix di acquisire Warner Bros., Paramount ha chiesto aiuto ad Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi e pure al genero di Trump

Lo studio avrebbe chiesto aiuto a tutti, dal governo USA ai Paesi del Golfo, per lanciare la sua controfferta da 108 miliardi di dollari.

09 Dicembre 2025

Paramount avrebbe chiesto sostegno a Arabia Saudita, Qatar, Emirati Arabi Uniti e persino a Jared Kushner, genero di Donald Trump che partecipa a questa curiosa cordata con il suo fondo d’investimento Affinity Partner, per impedire l’acquisizione di Warner Bros da parte di Netflix. Lo scrive World of Reel, che spiega come l’azienda sia riuscita a mettere assieme la sua ingentissima offerta di acquisto ostile: 108 miliardi di dollari per proporre un’alternativa e rallentare il lavoro del consiglio d’amministrazione di Warner Bros Discovery, già impegnato a finalizzare l’accordo con Netflix. A rendere possibile questa offerta sarebbe il coinvolgimento di fondi sovrani dei Paesi del Golfo e un via libera implicito della Casa Bianca, interessata a mantenere un equilibrio nel panorama degli studios.

Leggi anche: L’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix sta mandando nel panico tutta l’industria dell’intrattenimento

Il ricorso ai fondi sovrani del Golfo conferma l’interesse crescente degli investitori mediorientali per l’intrattenimento statunitense, visto come un altro territorio in cui iniziare a esercitare il proprio soft power dopo. Se l’offerta di acquisto ostile andasse a buon fine, aprirebbe un nuovo capitolo nella relazione tra Hollywood e Paesi del Golfo, con questi ultimi che non si limiterebbero più a partecipazioni da soci di minoranza ma inizierebbero a confrontarsi con le aziende leader del settore. Da parte di Paramount, appena acquisita dalla famiglia Ellison (ovviamente ricchissima ma soprattutto trumpianissima), è evidente la necessità di impedire a tutti i costi l’acquisizione di Warner Bros. da parte di Netflix, perché il risultato sarebbe un concorrente troppo difficile da contrastare sia dal punto di vista della vastità dell’archivio che delle capacità produttive.

Insieme all’offerta di acquisto ostile, Paramount ha lanciato il sito Stronger Hollywood, sul quale il Ceo David Ellison ha annunciato un piano, per la sua futura, eventuale Warner Bros, apertamente contrario a quello di Netflix, che da anni si mostra scettica rispetto alla distribuzione vecchia maniera, quella in cui la sala cinematografica aveva la priorità su tutto il resto. Le parole recenti di Ted Sarandos sul futuro del cinema tradizionale avevano già scatenato le proteste di attori, registi e maestranze di  Hollywood, persone che Paramount sta cercando di portare dalla propria parte assicurando che, se Warner Bros. diventerà sua priorità, distribuirà nelle sale, ogni anno, «un minimo di 30 film». 

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