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A quanto pare, il nuovo ayatollah Mojtaba Khamenei ha due grandi passioni: i film di Christopher Nolan e le startup tech Lo hanno detto il cognato e la suocera, parenti della moglie Zahra Haddad-Adel, uccisa nello stesso attacco in cui è morto il padre Ali, a diversi media vicini al regime.
Per la prima volta nella storia, e “grazie” agli Stati Uniti, ci sono armi anche nello spazio aperto Non esistono dettagli sul tipo di armi ma la US Space Force ha detto che «possono essere impiegate sia a scopo difensivo che offensivo».
Non contento di stare girando già una dozzina di film contemporaneamente, Luca Guadagnino ha pure disegnato una collezione di arredamento e abbigliamento di 140 pezzi per Zara 65 pezzi tra mobili e oggetti per la casa, a cui si affiancano 75 capi tra abbigliamento e accessori. Realizzati nei ritagli di tempo tra un set e un red carpet, si capisce.
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Secondo una ricerca pubblicata su Lancet, basterebbe una patrimoniale del 3 per cento sulla ricchezza dei miliardari per salvare la vita a 30 milioni di persone Un minuscolo contributo dei 3 mila miliardari che vivono nel nostro mondo, che collettivamente possiedono un patrimonio di 17 mila miliardi.
Bernie Sanders ha proposto una legge per punire chi sviluppa una “super AI” con la stessa pena di chi sviluppa un’arma nucleare illegale Proposta di legge (che difficilmente verrà approvata) a cui ha dato l'esplicativo titolo di Ban Artificial Superintelligence Act.
Sulle Dolomiti quest’anno ci sono davvero tutti, pure Timothée Chalamet Assieme a suo padre Marc, compagno di un'escursione che l'attore ha dettagliatamente raccontato in un post Instagram.
Il governo israeliano vuole revocare la cittadinanza ai registi di NAZA, Yuval Abraham e Rachel Szor, per alto tradimento Vincitori del Premio speciale della giuria a Venezia, i due si sono ritrovati accusati dal Ministro della Cultura Miki Zohar.

La strana storia di come Paddington 2 è diventato il film più bello del mondo

Considerato dal Guardian tra i 100 film migliori del 21esimo secolo, ora su Rotten Tomatoes ha superato anche Quarto potere, sceso al secondo posto.

di Studio
28 Aprile 2021

Per inveire contro il più famoso sito-aggregatore di recensioni cinematografiche basta pochissimo. Basta, per esempio, cercare a quanto ammonta il “Tomatometer” di Rotter Tomatoes per Zabriskie Point (appena al 64 per cento) o per Blade Runner che per fortuna arriva almeno al 90 per cento. Secondo le recensioni e le stime del sito, ora, un nuovo film avrebbe superato tutti gli altri, in particolare Quarto potere di Orson Welles, considerato fino a poco fa da Rotten Tomatoes e non solo il migliore film mai realizzato prima. Ma non è più così. Il titolo adesso appartiene a un sequel del 2017, dedicato alle avventure dell’orsetto con l’impermeabile giallo più noto di Inghilterra e creato da Michael Bond: Paddington 2.

Diretto da Paul King, il film, realizzato proprio in memoria dello scrittore inglese scomparso nello stesso anno, ha attraversato un processo interessante e misterioso, che l’ha trasformato da ottimo prodotto per bambini quale era in una delle migliori opere di sempre (anche il Guardian l’ha inserito negli elenchi delle 100 pellicole più belle realizzate dopo il 2000, e nel 2018 aveva sottolineato il fatto che su Rotten Tomatoes avesse totalizzato il maggior numero di recensioni positive). È difficile capire come sia potuto accadere, soprattutto ora che ha persino battuto il film dei film per eccellenza, anche se non abbiamo una data precisa di quando sia successo. Come ha fatto notare un utente Twitter, nel caso specifico Rotten Tomatoes avrebbe ricondiviso una recensione negativa del film di Welles risalente a 80 anni fa, scritta da Mae Tinée per il Chicago Tribune (potete leggerla qui), così che nel giro di poco tempo il punteggio del Tomatometer sia sceso al 99 per cento, rendendo Paddington 2, che stava in seconda posizione, il più grande film di sempre.

Sarà che nel sequel c’è anche Hugh Grant (lui stesso aveva detto che Paddington 2 fosse uno dei film più emozionanti e ben fatti mai visti), o che il fatto che a un certo punto l’orsetto finisca in prigione ci possa commuovere facilmente, ma di articoli circa la straordinarietà del film ne esistono tantissimi, talmente accorati da convincerci che la seconda avventura dell’orso pupazzino avrebbe potuto meritare almeno cinque nomination e vittorie agli Oscar, come ha scritto IndieWire a novembre del 2018.

Tra i motivi, la sceneggiatura. Paddington, sempre ospite della famiglia Brown, vuole spedire all’amata lontana zia orsa Lucy un bellissimo libro pop-up su Londra, ma quest’ultimo fa gola anche al vanesio attore gigione in disarmo Phoenix Buchanan, Hugh Grant, che riesce a far finire l’orso persino in prigione per accaparrarsi il volume. Una trama semplice, eppure di marmo, come spiega Medium, «Paddington 2 offre pura magia cinematografica, perché è affascinante, commovente, e divertente». Le ha tutte. «La trama non spreca una singola riga di dialogo, nobilita ogni singolo personaggio, non dà niente per scontato. È raro vedere un film con una sceneggiatura così perfetta, con un climax crescente incredibile in grado di recuperare tutti i momenti e le storie aperte all’inizio per richiuderle come in un cerchio verso la fine».

In secondo luogo, il significato politico che il film ha assunto nel corso degli anni. Se nel primo capitolo Paddington era un vero e proprio rifugiato, dovendosela vedere con la diffidenza della comunità nei suoi confronti, nel secondo è diventato il beniamino di Londra, un simbolo popolare, divenuto anche una metafora politica per far comprendere l’inutilità della Brexit in un Paese che da sempre ha una forte connotazione liberale.

Poi, il citazionismo nascosto, considerando che la prima sequenza con l’inseguimento fa un cenno ad Harold Lloyd, le scene nel carcere vittoriano omaggiano Charlie Chaplin, mentre il gran finale con la locomotiva è un meraviglioso tributo a Buster Keaton. Seguono, per IndieWire, la bravura degli attori, la bellezza dei costumi, il fatto che Paddington sia una meraviglia dell’animazione digitale, con immagini in CGI strabilianti, poi certo, la solita retorica del parlare ai piccoli ma soprattutto anche ai grandi, con il valore della gentilezza, la forza delle idee, l’unione, la condivisione.

Adesso ha superato anche Quarto potere, il film di cui siamo tornati a parlare quest’anno grazie a Mank di David Fincher, sulla figura dello sceneggiatore reale dell’opera di Orson Welles e che agli Oscar 2021 ha portato a casa appena due statuette (per fotografia e scenografia). E per quanto Paddington 2 sia bello, la decisione che sia effettivamente il più bello è solo di Rotten Tomatoes, e potremmo ricordare che Quarto potere venne già battuto all’epoca dell’uscita, durante gli Oscar del 1942. Al suo posto venne premiato Com’era verde la mia valle, di cui ad oggi in pochi si ricordano.

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