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10:46 sabato 27 giugno 2026
CAM Sugar ha svelato delle foto mai viste prima dello studio di Ennio Morricone Sono state mostrate nella conferenza stampa di presentazione del Festival Internazionale delle Colonne Sonore, organizzato da CAM Sugar e Triennale Milano.
C’è un gioco da tavolo in cui la missione è organizzare e compiere un attentato contro Mussolini Si intitola Attento al dvce! ed è un racconto delle «gesta di poche persone, spesso sole e mal organizzate ma colme di rabbia, coraggio e soprattutto di speranza in un mondo nuovo libero dal fascismo».
Si è scoperto che Peter Thiel ha fondato una società segreta in cui le persone più ricche e potenti del mondo si ritrovano per parlare di argomenti piuttosto strani Tra gli incontri organizzati da questo curioso club figurano "Fondiamo una setta" e "Come va la tua vita sessuale?".
Per combattere l’ondata di caldo, i cinema indipendenti di Parigi hanno lanciato il Cine-clim, cioè proiezioni gratuite nelle sale con l’aria condizionata nelle ore più calde della giornata Dalle 13 alle 16, un film gratis, in una sala fresca, con precedenza a under 25, over 65, donne e persone disabili.
L’Alligator Alcatraz di Trump non è durata neanche un anno e non è servita quasi a niente Inaugurata l'1 luglio dello scorso anno, è stata chiusa e sono già iniziati i lavori per smantellarla. Tenerla aperta è costato 1 milione di dollari al giorno.
L’ultimo, ridicolo risultato del sovranismo italiano è Emma, l’AI che dà solo risposte sbagliate e deliranti E stata chiusa cinque giorni dopo il lancio e dopo aver sbagliato a rispondere a letteralmente tutte le domande che le sono state fatte.
C’è un mobile game che ti fa “collezionare” i gatti randagi che incontri per strada come i Pokémon in Pokémon Go Si chiama CatchCat e ha anche un archivio, molto simile a un Pokedex, in cui i gatti vengono classificati con statistiche e punti esperienza.
Quello che sta investendo l’Europa è un evento climatico estremo chiamato omega block Si tratta di un fronte di alta pressione intrappolato tra due di bassa pressione. In sostanza, di una "cupola" di aria calda schiacciata sul continente.

Oprahfication

06 Giugno 2011

Quando una singola donna viene celebrata come il faro che ha guidato milioni di persone attraverso l’oscurità, dovremmo essere tutti felici per lei. Se quella donna è Oprah Winfrey, dovremmo tutti fare un passo indietro.

Preceduta da un’intera stagione a tema this is the end, beautiful friend e da uno show d’addio a metà tra l’adunata nord-coreana e i funerali di Diana Principessa del Popolo, Oprah Winfrey ha chiuso le porte del suo talk show dopo 25 stagioni. (Addio molto parziale, visto che chiude lo show per aprire un canale TV tutto suo, e, si immagina, identico.) Tutti piangono. E nel parapiglia nessuno la ricorda come la produttrice di film dove per far capire che la situazione è brutta si tirano televisori addosso ai neonati.

Un merito bisogna riconoscerglielo, comunque: a differenza della classica narrazione occidentale per signore, dove la morale dichiarata (“non hai bisogno di un uomo per realizzarti”) è sempre contraddetta dall’esito finale (“fatti una famiglia e taci”), Winfrey è stata molto decisa a fare di sé un esempio positivo. Ha un compagno, ma non l’ha mai sposato; ha avuto un bambino a 14 anni, lui è morto, e lei non ci ha riprovato. Per 25 anni, ogni giorno è stato un guardate me: non ho figli né marito, ma ho gli amici, il successo e un pacco di soldi.

I soldi. Già.

C’è stato il decantato – ma reale – effetto Oprah, per cui quasi ogni prodotto venisse presentato nel programma incontrava un successo istantaneo, dai libri alle scarpe. Ma Winfrey ha sempre venduto uno stile di vita su più livelli, che unisce il materialismo e l’arricchirsi dentro, in cui l’importante è aggiustare se stessi. Un gruppo di auto-aiuto in seduta permanente, dove però chi “sbaglia” viene punito duramente. Da un lato è stata lei la campionessa della cosiddetta priv-lit, i manuali di e per donne bianche farciti di meditazione e viaggi esotici; dall’altro ha trasformato se stessa nella chiave per la felicità dei poveri – «ogni persona del pubblico oggi riceverà un’auto nuova in regalo! You get a car! You get a car! You get a car! » – e la telecamera nel suo confessore, raccontando gli abusi subiti durante l’infanzia, gli sbalzi di peso e di mente che l’hanno segnata per anni. Quante lacrime ha versato Oprah Winfrey. Quante cose brutte le sono capitate, quante cose brutte le sono state raccontate dai suoi ospiti.

Si è parlato, non sbagliando, di Oprahfication: il processo per cui tutto va condiviso nei dettagli, non importa quanto doloroso, imbarazzante o inadatto al pubblico consumo, e se questo non accade si sta venendo meno a una scintilla di verità umana irrinunciabile e hanno vinto i Romulani. (In Italia lo vedete nei talent show in stile Amici di Maria, dove i siparietti dedicati alle sfighe dei concorrenti superano ampiamente le esibizioni in termini di minutaggio.) E la persona che l’ha reso possibile è una donna. Una donna che scalda, che butta tutto fuori, che piange sempre, perché Le Donne, si sa, Piangono. Sono troppo emotive per la politica, la scienza, l’economia, il giornalismo. E se non si commuovono entro le linee disegnate per terra, peggio per loro. (Ci credo che Lara Logan ha riflettuto molto prima di raccontare quello che le era successo in Egitto.)

Poi va bene le opere pie, le scuole in Africa, le raccolte fondi. Ma non riesco a immaginare un’eredità più pericolosa di quella che lascia Oprah Winfrey. Diversi personaggi lanciati da lei – come lo psicologo «Dr. Phil», specializzato in… non usare giri di parole, forse? – sono diventati a loro volta dei punti di riferimento pseudo-terapeutici: la formula del suo talk show è stata copiata da tutti, giorno e sera, in tutto il mondo; i televisori continuano a essere tirati addosso ai neonati, l’intrattenimento besos y lagrimas continua a godere ottima salute, e siamo tutti molto più poveri di come eravamo quando siamo arrivati, perché il banco vince sempre.

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