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01:36 giovedì 2 luglio 2026
Per puro caso è stato ritrovato il diario di un sopravvissuto a Hiroshima, che adesso diventerà un libro e un film Scritto da Kiyoshi Tanimoto, rimasto per decenni negli archivi dell'università di Yale, adesso il diario diventa un libro e un film intitolati Hiroshima, 8:15.
In Messico c’è un vigilantes che dà la caccia ai ladri di biciclette, li cattura e li attacca con lo scotch ai pali stradali È successo a Lagos de Moreno, nello Stato di Jalisco. Il vigilantes è stato ribattezzato da media e cittadini "il Batman messicano".
Al movimento contro i data center si è unita anche Erin Brockovich, quella vera «Combattiamo contro chi possiede tutti i soldi del mondo», ha detto, annunciando la sua discesa in campo contro i data center.
I lefebvriani hanno il vizio di farsi scomunicare dalla Chiesa Cattolica per l’ordinazione di vescovi senza il permesso del Papa Era già successa la stessa identica cosa nel 1988, quando Marcel Lefebvre in persona fu scomunicato da Giovanni Paolo II. Ora, Leone XIV è stato costretto alla stessa decisione.
Tom Verlaine dei Television aveva una collezione di 4 mila vinili e adesso quella collezione è in vendita I vinili del frontman dei Television si potranno acquistare sulla piattaforma Discogs oppure nel negozio di dischi Academy Recors, a Brooklyn.
Quest’anno il Glastonbury non ci sarà perché gli organizzatori vogliono far “riposare” il terreno sul quale si tiene il festival Lo chiamano anno di maggese, ce n'è uno ogni cinque edizioni del festival, serve a far ricrescere l'erba e a far brucare tranquille le mucche.
In Francia hanno approvato una legge che equipara l’ultra fast fashion a sigarette e alcolici Una legge che va a limitare fortemente le attività di colossi come Shein, Temu e AliExpress, imponendo una nuova tassa e il divieto di pubblicità.
L’ondata di caldo è stata una catastrofe per i festival musicali indipendenti, che già se la passavano piuttosto male Solo nello scorso fine settimana ci sono state una mezza dozzina di cancellazioni di concerti e festival annullati. Alcuni rischiano di non tornare più.

Perché nelle opere d’arte non si sorride quasi mai

12 Luglio 2019

Vi siete mai chiesti perché i sorrisi sono così rari nella storia dell’arte? Sull’argomento ha provato a indagare Julia Wolkoff in un lungo articolo per la Cnn, a partire da un interessante saggio di Nicholas Jeeves dal titolo The Serious And The Smirk: The Smile In Portraiture. E se il motivo dell’assenza dei sorrisi nei quadri del passato fosse l’intenzione di nascondere una brutta dentatura? Nel mondo occidentale, a quei tempi, l’igiene dentale era infatti molto scarsa e poco diffusa, anche fra le classi più abbienti.

Eppure, spiega Jeeves, non è questa la spiegazione principale: quando guardiamo un dipinto, infatti, tendiamo a dimenticare le ore di lavoro che sono state necessarie per realizzarlo e, parallelamente, le ore di posa cui si sarà dovuto sottoporre il soggetto. «Un sorriso è un po’ come arrossire», scrive lo studioso. «È più una reazione che un’espressione di per sé, perciò non è facile mantenerla né tantomeno registrarla». Qualora un pittore fosse riuscito nell’impresa di convincere il suo soggetto a sorridere, quel sorriso sarebbe diventato immediatamente il focus dell’intera opera, cosa che non era gradita alla maggior parte degli artisti.

In pochi hanno avuto il coraggio di provare a fissare in un’opera un’emozione umana così sfuggente. Tra questi Antonello da Messina: si pensi ad esempio al suo Ritratto di giovane uomo del 1470, che molti critici considerano un antesignano del sorriso più famoso della storia dell’arte, quello della Gioconda di Leonardo Da Vinci. A partire dal diciassettesimo secolo, poi, si diffuse la convinzione fra i nobili europei che mostrare i denti fosse un’abitudine delle classi inferiori, degli ubriachi e dei teatranti. Ecco perché esistono, in realtà, molti ritratti di popolani che sorridono, soprattutto nelle opere degli artisti fiamminghi, che avevano una predilezione per le scene di vita realistica.

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