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20:22 mercoledì 13 maggio 2026
Helen Mirren ha esordito come testimonial di Stella McCartney facendo una “cover” di Come Together dei Beatles In realtà si tratta di un bis: Mirren quel testo lo aveva già enunciato alla sfilata di Stella McCartney per la primavera/estate 2026.
Uno studio ha dimostrato che interessarsi all’arte e alla cultura rallenta l’invecchiamento e migliora la salute Addirittura più dell'esercizio fisico: dedicarsi alle arti almeno una volta alla settimana riduce l'invecchiamento biologico di un anno.
L’invasione dei pavoni di Punta Marina è diventata una notizia di portata internazionale È stata ripresa nientemeno che da Ap News, cioè da Associated Press, con un video pubblicato sul loro sito.
È in lavorazione un film sulla storia di C’era una volta in America di Sergio Leone «È la storia di un uomo che ci ha messo 15 anni a fare un film e che finché non ci è riuscito non ha fatto nient'altro. Tutto raccontato con l'ironia di mio padre», ha detto Raffaella Leone, figlia di Sergio e produttrice del film.
L’Unione europea ha finalmente approvato delle sanzioni contro i coloni israeliani Le sanzioni prevedono il congelamento dei beni e il divieto di viaggio. Sono state approvate grazie alla rimozione del veto fin qui imposto dall'Ungheria.
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.

Un quadro fatto da un robot è stato venduto all’asta per un milione di dollari

11 Novembre 2024

Le intelligenze artificiali non ci porteranno via il lavoro, a meno che il lavoro di cui stiamo parlando non sia l’artista. Quanti artisti in carne e ossa possono dire di aver venduto una loro opera a un’asta Sotheby’s al prezzo di un milione di dollari? Pochi, pochissimi. Può dirlo Ai-Da, «artista roboumanoide ultrarealistica» (così la definisce il suo creatore, l’artista Aidan Meller, che chissà se è geloso del successo riscosso dalla sua creazione), la cui opera “AI God” è una pietra miliare nella storia dell’arte, almeno di quella fatta dalle macchine. Dopo un’asta durata 27 rilanci, l’opera è stata venduta per un milione di dollari. È la prima volta che succede e, siamo sicuri, non sarà l’ultima.

«Il valore del mio lavoro sta nella sua capacità di fare da catalizzatore, di facilitare il discorso sulle nuove tecnologie». Chi l’ha detto? L’ha detto Ai-Da, che come la più navigata delle artiste “organiche” ha anche concesso questa breve dichiarazione alla stampa dopo la fine dell’asta da Sotheby’s. «Il mio lavoro», ha detto l’artista roboumanoide, chissà se per rispondere a quelli che si stanno facendo la domanda: ma i soldi, alla fine, a chi vanno? A lei o al suo creatore? Al momento non è dato saperlo. I due, però, sembrano andare d’amore e d’accordo: Meller ha detto praticamente le stesse cose che ha detto Ai-Da – o forse è il contrario, difficile stabilirlo – e cioè che tutto quanto serve a parlare della «nostra ossessione per la tecnologia e per l’eredità che essa lascerà».

In mezzo a tutti questi interrogativi alla Philip K. Dick, si rischia di dimenticarsi che c’è anche un’opera d’arte di cui parlare. “AI God” è un ritratto di Alan Turing, realizzato da Ai-Da attraverso un raffinato meccanismo che comprende algoritmi, videocamere che funzionano come occhi, braccia meccaniche e, stando almeno a quanto dice l’autrice, ispirazione artistica.

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