L'ennesimo dirigente di un'azienda AI che dice che le aziende AI stanno per far succedere qualcosa di grave. Senza che nessuno intervenga per fermarle.
C’è un videogioco in cui vivi le poche gioie e i tanti dolori di un dipendente di una piccola casa editrice indipendente
Si chiama Small Press Tycoon, tutte le cose che si dicono e si vedono nel gioco fanno molto ridere perché, chi lavora nell'editoria indipendente può confermare, sono molto vere.
Tutta quello che state per leggere si potrebbe riassumere con la cara, vecchia massima che descrive la migliore comicità: fa ridere perché è vero. Tutti gli aneddoti tragicomici, tutti i personaggi inverosimili, tutte le situazioni surreali di cui spesso si parla quando si parla dell’editoria indipendente – in Italia come dappertutto, in certe cose il mondo è Paese – fanno ridere perché sono veri. Questa premessa è necessaria per far capire la bellezza di Small Press Tycoon, videogioco indipendente in cui si interpreta il dipendente di una casa editrice indipendente, preoccupato di tre cose soltanto: la hipness, la quality e la popularity dei libri che stampa e distribuisce.
«Stampa pamphlet e zine, organizza reading, scopri nuovi ed entusiasmanti autori, firma accordi di distribuzione e vinci addirittura dei premi! Realizza i tuoi sogni letterari. Tieni travolgenti conferenze per pubblici incantati e vendi la tua mercanzia alle fiere del libro. Scova manoscritti misteriosi nelle profondità delle biblioteche. Naviga il mare tempestoso del mondo letterario e fai tutte le scelte che contano davvero, consapevole che non esistono due case editrici identiche in tutto il mondo». Se in questa descrizione non cogliete neanche un pizzico di sarcasmo, autoironia e autocommiserazione, probabilmente non lavorate nell’editoria indipendente. Buon per voi, verrà sicuramente da dire a chi nell’editoria indipendente ci lavora e sa che questa descrizione fa ridere perché è vera, appunto.
Small Press Tycoon è solo l’ultimo di una trilogia di videogiochi prodotti da uno dei più strani editori (indipendenti, si capisce) del mondo. Si chiama Inpatient Press, fondato nel 2013 da Mitch Anzuoni, ex studente di informatica, poi passato alla scrittura creativa e infine all’editoria con l’obiettivo di «pubblicare quello che gli altri non pubblicano». Gli altri due videogiochi della trilogia di cui Small Press Tycoon fa parte sono Mezzanine, in cui si interpreta il responsabile delle risorse umane di una start-up di inizio anni Duemila, ed Ex Libris, videogioco in cui si passa il tempo a esplorare la leggendaria e misteriosa Abbazia di Theleme, incontrando monaci, viaggiatori e ubriaconi, piano piano imparando le lingue che servono a capire cosa c’è scritto nell’infinità di tomi, pergamene e frammenti che riempiono l’abbazia.
Non contenta di pubblicare videogiochi molto strani, Inpatient Press pubblica anche libri e riviste molto strani. Un esempio che dovrebbe essere sufficiente a capire in che strana impresa si è lanciato Anzuoni: una delle sue più recenti pubblicazioni si intitola Armageddon News, una collezione di volantini e zine realizzate negli anni dall’FBI e rivolte agli studenti delle scuole superiori e delle università, parte di un’operazione il cui scopo era stroncare sul nascere qualsiasi iniziativa politica e organizzazione di movimenti. Strano abbastanza, adesso? Certo che no: Armageddon News e altre pubblicazioni di Inpatient Press (come questa e questa) vengono distribuiti attraverso vecchie macchinette per la vendita dei giornali appositamente recuperate, aggiustate e installate per le vie di New York.