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Maria Corina Machado ha offerto il suo Premio Nobel a Trump, lui se l’è preso e ha detto che se lo tiene Ma la Fondazione Nobel ha fatto sapere che non vale, non basta avere il Premio Nobel per essere il Premio Nobel.
Kim Gordon ha annunciato che il suo nuovo album si chiamerà Play Me e uscirà a marzo Sarà il terzo album da solista dell'ex-bassista dei Sonic Youth dopo The Collective e No Home Record.
È uscito il trailer di Euphoria 3 e tutti stanno parlando di Sydney Sweeney che fa la onlyfanser Ma ci sono diverse altre novità rispetto alle precedenti due stagioni, tra cui la presenza di Rosalía e Sharon Stone.
L’Ukip vuole usare un nuovo logo elettorale praticamente identico alla croce di ferro della Germania nazista È la seconda volta che il partito di estrema destra guidato dal personal trainer Nick Tenconi cerca di far approvare un simbolo che richiama apertamente l'iconografia del Terzo Reich.

Si è scoperto che Oliver Sacks “ritoccò” alcuni casi clinici per rendere i suoi libri più appassionanti e comprensibili

Un'inchiesta del New Yorker ha rivelato diverse aggiunte e modifiche fatte da Sacks ai veri casi clinici finiti poi nei suoi libri.

10 Dicembre 2025

Oliver Sacks interveniva narrativamente su alcuni dei suoi celebri casi clinici, per renderne la lettura più gradevole e coinvolgente. A rivelarlo è stato il New Yorker, che ha pubblicato un’indagine della giornalista Rachel Aviv condotta analizzando i diari, le lettere e gli appunti d’archivio di Sacks conservati alla New York Public Library. Dal confronto tra questi materiali e i testi dei suoi libri emerge che Sacks aggiungeva dettagli, riorganizzava episodi e inseriva elementi personali per rendere più efficaci le storie che hanno contribuito alla sua fama di divulgatore scientifico. Le “libertà creative” riguardano soprattutto testi come Risvegli e L’uomo che scambiò sua moglie per un cappello, che resero il neurologo più famoso del mondo.

Il nodo centrale, spiegano gli studiosi citati dal New Yorker, riguarda il rapporto tra fedeltà tra gli atti clinici e la ricostruzione degli stessi a fini narrativi e divulgativi. Sacks privilegiava spesso un registro letterario che gli consentiva di raccontare la vita interiore dei suoi pazienti, enfatizzando episodi o dialoghi che rendessero più chiaro il funzionamento dei disturbi neurologici. Questa scelta contribuì enormemente all’efficacia e quindi al successo dei suoi libri, avvicinando un pubblico vastissimo a temi complessi, ma adesso sta sollevando interrogativi sulla rappresentazione della malattia e sulla trasparenza nel racconto medico. Secondo Aviv, Sacks stesso era consapevole di camminare su una linea sottile: voleva proteggere l’identità dei pazienti, ma anche creare storie che “funzionassero” sul piano letterario.

Le nuove analisi alimentano un dibattito che riguarda non solo Sacks ma l’intero genere della “narrativa clinica”. Il fatto che Sacks si inserisse come un personaggio nei suoi stessi racconti, come mostrano gli archivi, era per lui un modo per rendere esplicito il coinvolgimento emotivo del medico, ma questa scelta, che potremmo definire “autoriale”, suscita oggi molti e profondi dubbi etici e deontologici. Alcuni però difendono l’approccio di Sacks, sostenendo che il suo lavoro di medico e di scrittore sia da inserire in un’epoca storica molto diversa, con una sensibilità molto distante da quella attuale, fatto che permetteva alla narrativa clinica di prendersi libertà difficili da contemplare oggi. Per molti studiosi le sue scelte costituiscono un precedente che continua a segnare la scrittura scientifica contemporanea, nonostante i difetti, le imperfezioni e anche gli errori.

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