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10:55 mercoledì 8 aprile 2026
Le foto che gli astronauti dell’Artemis II stanno scattando alla Terra e alla Luna sono fatte con l’iPhone Degli iPhone 17 Pro Max, per la precisione. Se siete amanti della fotografia, queste le impostazioni usate dagli astronauti: obbiettivo 2,715mm, apertura f/1.9 e flash disattivato.
Gli Strokes hanno pubblicato il loro nuovo singolo, “Going Shopping”, spedendolo a 100 fan in una musicassetta E assieme alla cassetta, uno slogan che dice tutto: «In the Flesh, it’s Even Sexier». Adesso c'è solo da aspettare l'uscita del nuovo disco, Reality Awaits.
L’anteprima mondiale della nuova stagione di Euphoria sarà al Coachella È la prima volta che al Coachella si tiene una prima di film o di una serie tv. L'appuntamento è per l'ultima notte del festival, per una proiezione sotto le stelle.
Grazie al Diavolo veste Prada 2, Anna Wintour è finita per la prima volta sulla copertina di Vogue assieme alla sua alter ego Miranda Priestly, cioè Meryl Streep Per l'occasione si è fatta intervistare da Greta Gerwig, mentre l'attuale direttrice di Vogue faceva da stenografa.
Dua Lipa sarà la curatrice di uno dei più importanti festival letterari d’Inghilterra, il London Literature Festival Dopo il successo del suo book club, la popstar sarà la guest curator della più longeva fiera del libro di Londra.
La Sydney Opera House ha pubblicato sul suo canale YouTube, integralmente e gratuitamente, il film-concerto di Thom Yorke È un concerto del novembre 2024 che finora si era potuto vedere solo live oppure per tre giorni al cinema nello scorso marzo. Adesso è disponibile per tutti.
L’ultimo post di Trump sulla crisi nello Stretto di Hormuz è così delirante che in molti iniziano a dirsi seriamente preoccupati della sua salute mentale Il Presidente si rivolge ai «crazy bastards» iraniani, minacciandoli di scatenare un «living in Hell» se non «open the fuckin’ Strait»: persino tra i Repubblicani inizia a esserci una certa inquietudine.
Le prevendite per Dune 3 sono andate sold out in poche ore nonostante manchino otto mesi all’uscita del film In una sala IMAX di Londra, dove il biglietto costa quasi 30 euro, tutti i 498 posti sono stati prenotati in appena due minuti.

Un influencer britannico ha speso centinaia di migliaia di euro per assomigliare a Jimin dei BTS

05 Luglio 2021

È probabile che abbiate sentito parlare dei BTS, anzi è praticamente sicuro che abbiate sentito parlare dei BTS – qui vi raccontavamo come il gruppo sudcoreano ha raggiunto il successo stratosferico di oggi – ma magari non avete mai sentito parlare di Oli London, un “influencer” britannico già conosciuto a chi bazzica il fandom K-pop (è stato anche ospite del programma di Dr. Phil). Oli London, infatti, ha una smisurata passione per uno dei membri della band, Park Jimin, al punto che negli ultimi otto anni si è sottoposto a svariate operazioni di chirurgia estetica per “assomigliargli”. Secondo quanto ha dichiarato in un video pubblicato qualche giorno fa sul suo canale YouTube, le operazioni ammonterebbero a più di 108 mila sterline (circa 126 mila euro).

Posto che Oli è libero di fare ciò che vuole della sua faccia, a far discutere in questi giorni sono le sue dichiarazioni. Nel video, infatti, oltre a definirsi non binary e a specificare i suoi pronomi (they, them), il trentenne britannico dice anche, incredibilmente, di identificarsi come Jimin e come coreano. «Finalmente sono coreano! Ho effettuato la transizione. Sono così, così felice di aver completato il mio look. Finalmente sono coreano, ragazzi: ho gli occhi [dei coreani, ndr]», dice ancora, specificando poi più avanti che lui parla il coreano (cosa che in molti gli contestano, visto che nelle apparizioni pubbliche non è mai sembrato molto fluente) e vive in Corea. «So che è una cosa che può confondere, nessuno si è mai identificato come Jimin o come coreano, ma questo già lo sapete… ho davvero sempre lottato con la mia identità», afferma nel suo video prima di aggiungere probabilmente la frase più controversa: «Essere transessuale è uguale a essere “transrazziale” perché sei nato nel corpo sbagliato».

Proprio su questo punto si concentrano le critiche: in moltissimi, tra attivisti ed esperti di questioni di genere, hanno fatto notare come quest’associazione arbitraria tra il percorso di transizione sessuale e quello di “adozione” di un’altra etnia sia quantomeno problematico, oltre che inesistente. Di fatto, oltre a trattare un’etnia come se fosse un accessorio, svaluta le lotte di chi si batte per i diritti delle persone trans, avallando le critiche di quelli che ritengono la transizione sessuale una sorta di capriccio di chi la intraprende o, peggio ancora, il risultato di disturbi mentali. Non è un caso che a incoraggiare Oli London siano stati soprattutto gli estremisti di destra americani, come Ben Shapiro: un caso come questo è la ciliegina sulla torta per loro, che certamente non si preoccupano della salute o del benessere di Oli.

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