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03:42 giovedì 6 agosto 2026
Per sopperire al taglio dei fondi per la ricerca, un gruppo di scienziati che studia le marmotte ha aperto un canale OnlyFans tutto dedicato alle marmotte OnlyMarms (si chiama proprio così) è gratuito, pubblica «contenuti non censurati di marmotte dalle Montagne Rocciose» e accetta mance per la buona causa della scienza.
Le ondate di caldo potrebbero far aumentare il prezzo del cibo più della guerra in Iran e della crisi nello Stretto di Hormuz Addirittura un punto percentuale di inflazione alimentare in più, un aumento del costo del cibo che nel 2027 rischia di arrivare al 3 per cento.
Il ristorante Trippa ha tolto dal menù i suoi due piatti più celebri perché troppe persone prendevano solo quelli per fotografarli L'ha spiegato lo chef Diego Rossi, per provare a sfuggire alle tendenze dettate da Instagram anche sulla ristorazione.
Il Pentagono ha improvvisamente cambiato il modo in cui conta i morti e i feriti nella guerra in Iran Pare su richiesta diretta dalla Casa Bianca. Risultato: 4 morti "in meno" e circa 600 feriti in più.
Fred Again ha passato 50 ore consecutive in livestream su YouTube per completare il suo nuovo mixtape Lo ha fatto insieme al collettivo LATIN MAFIA, registrato tutto a Città del Messico e intitolato (didascalicamente ma efficacemente) 9 months & 50 hours.
I Massive Attack sono stati banditi a vita da Singapore dopo aver esposto la bandiera della Palestina durante un concerto Prima di essere espulsi hanno subìto perquisizioni e il sequestro dei passaporti. «Un'esperienza surreale», l'ha definita la band.
La crisi climatica sta causando un nuovo tipo di gentrificazione e stavolta la vittima non sarà la città ma la provincia Lo dimostra una ricerca della Universitat Autònoma de Barcelona: aree con più verde, meno popolate e lontane dal centro stanno diventando le più appetibili. E costose.
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.

Nel suo nuovo libro Tom Wolfe attacca Chomsky (e Darwin)

01 Settembre 2016

The Kingdom of Speech è uscito il 30 agosto scorso per Hachette, è l’ultima opera del celebrato autore de Il falò delle vanità e prende di mira Darwin e Chomsky. Il New York Times, recensendolo, l’ha definito «il più audace tra quelli realizzati finora» dall’ottantacinquenne Wolfe, che nella sua lunga carriera non si è mai preoccupato di farsi nemici: «se non litigate con nessuno, non sapete se siete vivi svegliandovi al mattino», aveva detto nel 2004 in un’intervista al quotidiano inglese Guardian. Nel 1975 ha pubblicato Come ottenere il successo in arte (titolo originale The Painted Word), una rappresentazione impietosa dei soloni dell’arte moderna, seguito nel 1981 da Maledetti architetti (From Bauhaus to Our House), incentrato sulle idiosincrasie dei nomi prestigiosi dell’architettura. Prima ancora, nel ’70, aveva ritratto un certo mondo di socialite coniando un’espressione destinata alle migliori fortune in Radical chic: il fascino irresistibile dei rivoluzionari da salotto (Radical Chic & Mau-Mauing the Flak Catchers).

kingCon The Kingdom of Speech, Wolfe prende di mira nientemeno che la teoria dell’evoluzione, da lui considerata meno scientifica rispetto anche a ciò che definisce, prendendo in prestito le parole di alcuni genetisti del passato, «un’ipotesi disordinata, trasandata, acquitrinosa e che fa acqua da tutte le parti». E il secondo grande oggetto polemico del nuovo libro dell’autore è Noam Chomsky, il celebre linguista e teorico delle comunicazioni: Wolfe lo ribattezza «Noam Charisma» e attacca direttamente i suoi lavori, con un atteggiamento definito dal Times di «disprezzo». «Più precisamente», continua la recensione, «copre il signor Chomsky di catrame e piume, prima di mettergli un naso rosso da clown e metterlo in un passeggino lanciato verso un burrone». Wolfe attinge a piene mani dai libri che contestano le principale teorie chomskiane.

Quanto alla teoria evoluzionistica, lo scrittore non vi si scaglia contro usando una prospettiva religiosa, essendo ateo, ma considera, ad esempio, il concetto di Big Bang come una storiella ridicola priva di fondamento scientifico, una sorta di storia della buonanotte che l’uomo si racconta per dare un senso alla propria esistenza. «Trattandosi di un libro di Tom Wolfe», scrive anche il Times, «ci sono molte chiose acide e divertenti delle classi sociali». Sull’ipotesi che Darwin, un nobiluomo inglese facoltoso e con molte conoscenze importanti dei suoi tempi, possa aver “preso in prestito” alcune delle sue teorie dal ben più anonimo Alfred Russel Wallace, in The Kingdom of Speech si legge:

The British Gentleman was not merely rich, powerful, and refined. He was also a slick operator … smooth … smooth … smooth and then some. It was said that a British Gentleman could steal your underwear, your smalls and skivvies and knickers, and leave you staring straight at him asking if he didn’t think it had turned rather chilly all of a sudden.

E poi, altrettanto prevedibilmente, ci sono i ritmi serrati, la prosa “cattiva” e le frequenti iperboli tipici dell’opera di Wolfe. «Più che una dissertazione, The Kingdom of Speech vuol essere una provocazione», scrive il Times. Ma anche questo, d’altra parte, è del tutto à la Tom Wolfe.

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