Hype ↓
06:34 domenica 15 marzo 2026
Due episodi di Doctor Who degli anni ’60 che si pensava fossero andati perduti sono stati ritrovati in uno scatolone nella casa di un collezionista Si tratta, tra l'altro, di due puntate molto importanti perché raccontano la storia dei Dalek, i villain più famosi dell'universo di Doctor Who.
Kim Jong-un e sua figlia vestiti uguali che sparano assieme al poligono di tiro sono la più surreale immagine di genitorialità mai vista La giovane Kim Ju Ae, erede designata del Supremo leader, ha mostrato le sue doti balistiche in una splendida giornata padre-figlia al poligono.
Degli scrittori hanno creato un logo da apporre sui libri per far sapere ai lettori che sono scritti da un umano e non dall’AI La Society of Authors chiede a tutti gli editori di appore il logo "Human Authored" sulla quarta di copertina dei libri, per salvare l'editoria dall'AI.
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.

Cos’è oggi una casa?

Tra esterno e interno, una piccola rassegna di nuove tendenze dell'abitare, dai bar condominiali agli spazi ibridi.

17 Luglio 2016

Siamo abituati a pensare alla casa come a un concetto eterno, cristallizzato dalle prime civiltà in avanti, ma viviamo in un tempo in cui anche le certezze più consolidate vacillano. Proviamo a mettere insieme fatti diversi, che sembrano però tutti segno di qualcosa: la traccia di un cambiamento possibile nei nostri stili di vita, al cui centro c’è appunto l’abitare, un nuovo modo di abitare. A proposito di questo non è difficile sentire nell’aria che le mutazioni sociali e relazionali stanno influendo non solo sulle scelte principali – affittare, comprare, condividere – ma anche sull’organizzazione degli spazi (le stanze, i mobili, gli oggetti).

In un pezzo uscito a giugno sul New York Times si dava conto di un interessante esperimento nato in seno a WeLive, un complesso residenziale dotato di piccoli appartamenti – affittabili anche per brevi periodi – e spazi comuni a New York, downtown Manhattan. “Bere con i vicini” si intitolava il pezzo che parlava di questo bar comune dove gli abitanti del condominio possono recarsi da soli o con gli amici: ci sono serata a tema – a tema whiskey o caipirinha – altre più frequenti senza tema in cui l’inquilino porta con sé le bottiglie che vuole e ha disposizione gli strumenti del bartender per farsi i cocktail a suo piacimento. Le case perdono il loro status di fortezze mononucleari, di luoghi impermeabili allo stimolo esterno e diventano spazi più piccoli e più transitori, come dei satelliti in grado di comunicare tra loro negli spazi di intersezione. La distinzione tra esterno e interno diventa più fluida e indecifrabile. La casa non è un universo autosufficiente.

Case progetti abitativi

Qualcosa di simile viene descritta dal Guardian in un video intitolato: “Ho cinquecento compagni di appartamento”, che si riferisce a un nuovo progetto londinese, chiamato The Collective. Una specie di casa gigante dove chi affitta ha una camera da letto privata con la possibilità poi di usare spazi in comune. Difficile non riconoscere che ci sia qualcosa di eccitante in un paradigma come questo. I prezzi degli alloggi aumentano, mentre l’idea di famiglia assume forme non più riassumibili esclusivamente nell’idea di appartamento famigliare. E forse si risponde anche a una domanda di essenzialità: a cosa mi servono troppe stanze, troppi elettrodomestici, troppi oggetti? Non è che il co-housing sia un concetto nuovissimo, è che in questi due casi sembra essere maggiormente integrato con la progettazione urbana, sembra essere maggiormente legato ai nuovi modi di usare le grandi città.

Home Economics è il titolo proprio del padiglione britannico alla Biennale di Architettura in corso, che si occupa attraverso il lavoro di professionalità multi-disciplinari di ripensare l’idea di casa per rispondere alla forte crisi immobiliare della Gran Bretagna odierna. Il tema di fondo è che gli spazi non vengono organizzati a seconda della loro funzioni, ma in relazione al tempo, diviso in ore, giorni, mesi, anni e decadi. Stanze che più che essere definite per categorie come camera da letto, bagno, cucina, vengono definite per le loro qualità: luminose o scure, chiuse o aperte, private o pubbliche, morbide o dure. Si può notare tra le altre cose un letto quadrato due metri per dure per «incoraggiare lo spettro di attività che possiamo fare su un materasso e che non è per forza il dormire, un tentativo anche di interrogarsi su quale sia la struttura delle famiglie oggi».

Average House Price In The UK Rises 8% In The Year

Anche il Trend Lab del Salone del Mobile ha di recente prodotto un documento che individua tra le principali tendenze dell’abitare, quelle comprese nella ricerca Living Scapes, la cosiddetta InsideOut Home, l’abitare tra dentro e fuori. Si legge nel documento: «Lo spazio abitativo e quello lavorativo, in molti casi coincidono e molti freelance che lavorano nell’ambito del digitale e della creatività progettano la loro abitazione come un luogo “aperto” in cui, non solo vivere, ma anche lavorare», o anche: «Lo spazio domestico, da spazio privato, è diventato sempre più contaminato dall’esterno prestandosi a diventare il setting di nuove forme di socialità nonché di esperienze e pratiche culturali e di consumo “storicamente” prerogativa degli spazi pubblici». Particolarmente interessante è la parte del documento dove si esplora come questi nuovi paradigmi influiscano sul design dell’oggetto, del mobile, del pezzo. Come il Workbed, che unisce una postazione di lavoro con una di riposo. Una scrivania che si trasforma in un letto che «potrebbe esprimere al meglio tutte le sue qualità e funzionalità negli appartamenti cittadini, spesso di dimensioni ridotte, dei giovani professionisti». Il punto resta questo: in questi anni, dai rapporti professionali a quelli sociali, molto nelle vite di chi vive nelle metropoli d’Occidente è cambiato rispetto al passato e ora, come se il futuro fosse arrivato, sembra di vedere a occhio nudo questi cambiamenti riflettersi anche nell’abitare.

Foto Getty Images.
Articoli Suggeriti
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Leggi anche ↓
Durante i festeggiamenti per il 30esimo anniversario della serie è stato annunciato un nuovo anime di Evangelion

Nuova serie di cui non si sa assolutamente niente, ma questo non ha impedito alla macchina dell'hype di entrare in funzione.

Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero