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03:31 giovedì 10 settembre 2026
Mamdani ha reso pubbliche 170 mila pagine di report, dichiarazioni e indagini sulla qualità dell’aria dopo l’attentato alle Torri Gemelle Quattro amministrazioni comunali diverse hanno tenuto quelle carte fuori dalla portata del pubblico, del Congresso e del consiglio comunale, mentre i funzionari continuavano a definire l'aria sicura e accettabile. Ora sono consultabili online.
Per la prima volta un’AI ha progettato virus mai esistiti in natura e perfettamente replicabili in laboratorio Una scoperta potenzialmente molto utile per la medicina ma con dei lati inquietanti, per via delle possibili applicazioni dei virus come armi biologiche.
Presto potremo ascoltare l’ultimo brano inedito di Gino Paoli: l’avrebbe dovuto cantare con Ornella Vanoni Si chiama "Quando ti rivedrò", farà parte della nuova edizione di Appunti di un lungo viaggio, nel catalogo Sugar, e uscirà il 23 settembre nella notte tra i compleanni di Ornella Vanoni e Gino Paoli.
Il documentario di Paul Thomas Anderson sul concerto di Cameron Winter alla Carnegie Hall arriverà in streaming su Mubi Per il momento non c'è ancora una data d'uscita ufficiale, però. Sappiamo solo che il film lo potremo vedere nel 2027.
Siccome a Sandra Huller piacciono solo i ruoli difficili, nel suo prossimo film interpreterà un maschio, scrittore, morto di cancro al cervello Il film si chiama Arbeit und Struktur ed è ispirato al diario di Wolfgang Herrndorf, morto prematuramente a causa di un tumore al cervello.
In Polonia c’è stato un certo panico per una violazione dello spazio aereo da parte della Russia, ma poi si è scoperto che la colpa era di uno stormo di uccelli Un grosso stormo di uccelli, come hanno confermato gli stessi militari inviati sul luogo per accertarsi del fatti. Non è escluso che fossero uccelli russi.
Sarà un caso, ma le nuove uniformi della Space Force presentate da Trump somigliano molto a quelle di un certo regime di estrema destra che governò la Germania dal ’33 al ’45… La Casa Bianca, in un comunicato ufficiale, ha detto che l'ispirazione sono le divise di Starship Troopers. Ma le divise di Starship Troopers erano ispirate proprio a quelle delle SS.
Jeff Bezos continua a investire miliardi nella moda nella speranza che prima o poi qualcuno lo trovi simpatico Lauren Sánchez e Jeff Bezos continuano a investire milioni in tessuti ecologici e giovani designer. Ma di simpatia, per il momento, ancora nessuna traccia.

Cos’è oggi una casa?

Tra esterno e interno, una piccola rassegna di nuove tendenze dell'abitare, dai bar condominiali agli spazi ibridi.

17 Luglio 2016

Siamo abituati a pensare alla casa come a un concetto eterno, cristallizzato dalle prime civiltà in avanti, ma viviamo in un tempo in cui anche le certezze più consolidate vacillano. Proviamo a mettere insieme fatti diversi, che sembrano però tutti segno di qualcosa: la traccia di un cambiamento possibile nei nostri stili di vita, al cui centro c’è appunto l’abitare, un nuovo modo di abitare. A proposito di questo non è difficile sentire nell’aria che le mutazioni sociali e relazionali stanno influendo non solo sulle scelte principali – affittare, comprare, condividere – ma anche sull’organizzazione degli spazi (le stanze, i mobili, gli oggetti).

In un pezzo uscito a giugno sul New York Times si dava conto di un interessante esperimento nato in seno a WeLive, un complesso residenziale dotato di piccoli appartamenti – affittabili anche per brevi periodi – e spazi comuni a New York, downtown Manhattan. “Bere con i vicini” si intitolava il pezzo che parlava di questo bar comune dove gli abitanti del condominio possono recarsi da soli o con gli amici: ci sono serata a tema – a tema whiskey o caipirinha – altre più frequenti senza tema in cui l’inquilino porta con sé le bottiglie che vuole e ha disposizione gli strumenti del bartender per farsi i cocktail a suo piacimento. Le case perdono il loro status di fortezze mononucleari, di luoghi impermeabili allo stimolo esterno e diventano spazi più piccoli e più transitori, come dei satelliti in grado di comunicare tra loro negli spazi di intersezione. La distinzione tra esterno e interno diventa più fluida e indecifrabile. La casa non è un universo autosufficiente.

Case progetti abitativi

Qualcosa di simile viene descritta dal Guardian in un video intitolato: “Ho cinquecento compagni di appartamento”, che si riferisce a un nuovo progetto londinese, chiamato The Collective. Una specie di casa gigante dove chi affitta ha una camera da letto privata con la possibilità poi di usare spazi in comune. Difficile non riconoscere che ci sia qualcosa di eccitante in un paradigma come questo. I prezzi degli alloggi aumentano, mentre l’idea di famiglia assume forme non più riassumibili esclusivamente nell’idea di appartamento famigliare. E forse si risponde anche a una domanda di essenzialità: a cosa mi servono troppe stanze, troppi elettrodomestici, troppi oggetti? Non è che il co-housing sia un concetto nuovissimo, è che in questi due casi sembra essere maggiormente integrato con la progettazione urbana, sembra essere maggiormente legato ai nuovi modi di usare le grandi città.

Home Economics è il titolo proprio del padiglione britannico alla Biennale di Architettura in corso, che si occupa attraverso il lavoro di professionalità multi-disciplinari di ripensare l’idea di casa per rispondere alla forte crisi immobiliare della Gran Bretagna odierna. Il tema di fondo è che gli spazi non vengono organizzati a seconda della loro funzioni, ma in relazione al tempo, diviso in ore, giorni, mesi, anni e decadi. Stanze che più che essere definite per categorie come camera da letto, bagno, cucina, vengono definite per le loro qualità: luminose o scure, chiuse o aperte, private o pubbliche, morbide o dure. Si può notare tra le altre cose un letto quadrato due metri per dure per «incoraggiare lo spettro di attività che possiamo fare su un materasso e che non è per forza il dormire, un tentativo anche di interrogarsi su quale sia la struttura delle famiglie oggi».

Average House Price In The UK Rises 8% In The Year

Anche il Trend Lab del Salone del Mobile ha di recente prodotto un documento che individua tra le principali tendenze dell’abitare, quelle comprese nella ricerca Living Scapes, la cosiddetta InsideOut Home, l’abitare tra dentro e fuori. Si legge nel documento: «Lo spazio abitativo e quello lavorativo, in molti casi coincidono e molti freelance che lavorano nell’ambito del digitale e della creatività progettano la loro abitazione come un luogo “aperto” in cui, non solo vivere, ma anche lavorare», o anche: «Lo spazio domestico, da spazio privato, è diventato sempre più contaminato dall’esterno prestandosi a diventare il setting di nuove forme di socialità nonché di esperienze e pratiche culturali e di consumo “storicamente” prerogativa degli spazi pubblici». Particolarmente interessante è la parte del documento dove si esplora come questi nuovi paradigmi influiscano sul design dell’oggetto, del mobile, del pezzo. Come il Workbed, che unisce una postazione di lavoro con una di riposo. Una scrivania che si trasforma in un letto che «potrebbe esprimere al meglio tutte le sue qualità e funzionalità negli appartamenti cittadini, spesso di dimensioni ridotte, dei giovani professionisti». Il punto resta questo: in questi anni, dai rapporti professionali a quelli sociali, molto nelle vite di chi vive nelle metropoli d’Occidente è cambiato rispetto al passato e ora, come se il futuro fosse arrivato, sembra di vedere a occhio nudo questi cambiamenti riflettersi anche nell’abitare.

Foto Getty Images.
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