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23:58 domenica 1 novembre 2026
Curry Barker, il regista di Obsession, ha fatto uscire a sorpresa un nuovo film e l’ha pubblicato gratuitamente sul suo canale YouTube Si intitola Mama Bear, dura sette minuti e, dopo averlo visto, tutti dicono la stessa cosa: non ci si capisce niente.
Quando si è trattato di scappare dalla giustizia, Flavio Bolsonaro si è improvvisamente ricordato delle sue origini venete e soprattutto del passaporto italiano concessogli dal governo Meloni Ha lasciato il Paese passando per Argentina ed Ecuador ed è atterrato a Miami. Nella lista passeggeri risulta cittadino italiano: un riconoscimento ottenuto nel 2023 in tempi piuttosto veloci.
È stato presentato il primo report sulle librerie italiane, in cui si scopre che nell’83 per cento dei Comuni italiani non c’è nemmeno una libreria Il settore vale 1,8 miliardi, conta 4.451 punti vendita ma otto Comuni su dieci non ne hanno neanche uno. I librai chiedono, per l'ennesima volta, una politica nazionale.
Gli studenti serbi hanno festeggiato la vittoria alle elezioni con un gigantesco rave di 24 ore nella piazza simbolo delle proteste La festa in piazza Slavija è durata quasi 24 ore, con decine di migliaia di persone che cantavano «Freed from Regime».
Dopo 100 anni è stata ritrovata la “Bibbia” perduta in cui F.W. Murnau mise tutte le foto e i disegni dal set che raccontano le leggendarie (e misteriosissime) riprese del suo Faust MUBI Editions e la Cinémathèque française pubblicano il diario di scena che per anni si credeva fosse andato perduto, e che oggi mostra come il più riservato dei registi del cinema muto costruiva le sue immagini.
Nel Mediterraneo ci sono così tanti yacht che i miliardari non trovano più posti in cui parcheggiarli Nel mondo ci sono circa 210 mila yacht più lunghi di 12 metri e 160 mila posti barca per ormeggiarli. Per i proprietari è diventata una gara, per i fondi d'investimento uno degli affari più promettenti del momento.
I Calibro 35 hanno fatto un album interamente ispirato ai romanzi di James Ellroy e alla Los Angeles dei noir Nato come colonna sonora del documentario di Francesco Zippel premiato con il Nastro d’Argento, Ellroy vs L.A. è il nuovo disco dei Calibro 35: 12 brani di funk noir ispirati al maestro del crime americano.
In Cina la bolla dell’AI è già scoppiata, anticipando quello che potrebbe succedere anche negli Stati Uniti e in Europa In quattro mesi i titoli cinesi dell'intelligenza artificiale e dei chip hanno perso 480 miliardi di dollari. La bolla è già scoppiata, e quello che succede a Pechino potrebbe anticipare quello che succederà in Occidente.

I numeri di Aranzulla

È uscito il libro del guru italiano del tutorial tecnologico: un successo incredibile partito dalla provincia remota e arrivato a dominare le ricerche su Google.

15 Marzo 2018

Salvatore Aranzulla ha un ego importante. Il suo sito si chiama aranzulla.it. Il suo ultimo libro, da poco pubblicato per Mondadori, si intitola Il metodo Aranzulla. Imparare a creare un business online. Organizza per i suoi seguaci gli “Aranzulla Day”. Lo scorso novembre a Milano ha radunato 500 persone, tutte paganti (dai 100 ai 250 euro a seconda della vicinanza al palco). E il 20 aprile è previsto l’Aranzulla Day di Roma, già sold out. Salvatore Aranzulla è timido, ha l’aria e il fisico da nerd, ma è molto sicuro di sé, parla con tono rassicurante, in stile tutorial. Non fuma, beve poco, è maniaco dell’ordine. Salvatore Aranzulla è soprattutto un ragazzo di 28 anni che ha creato un’azienda di successo con un unico protagonista, se stesso.

Il suo è il ventinovesimo sito più seguito in Italia con oltre 500 mila visite giornaliere e il primo tra quelli che si occupano di tecnologia, con una quota di mercato del 40%. Questo vuol dire che quattro italiani su dieci in cerca di contenuti di high-tech e informatica finiscono su Aranzulla.it. Al momento sulla home page si spiega “Come cambiare suoneria Huawei”, “Come contattare Mediaset Premium”, “Come aprire programmi all’avvio”, “Come creare un database”, “Come recuperare password Libero”, eccetera. In tutto sono circa 8 mila le domande a cui si trova risposta sul suo portale. Non ci sono video, solo testi, mai troppo lunghi, pochissime immagini e pubblicità poco invasiva. «Una video-ricetta va bene, ma non tutto funziona in video», ha spiegato, «un filmato che ti spiega come configurare l’iPhone, tanto per dire, non avrebbe senso. Meglio il contenuto testuale in quel caso, lo leggi e segui le indicazioni in modo facile».

Aranzulla Srl nel 2016 ha fatturato 1,3 milioni di euro e nel bilancio 2017 stima un aumento del 2 per cento. Sostiene che «su Aranzulla.it tramite i nostri consigli riusciamo a generare vendite per 7 milioni di euro». Ai potenziali clienti che lo contattano per una conferenza chiede 2.500 euro e impone due semplici regole: nessun endorsement a nessun prodotto, nessuno sconto. Come ha spiegato a Sette, «con chi vuole negoziare divento matto, e voglio mandarlo al diavolo. Poi chiamo il mio amico Matteo Di Felice, anche lui proprietario di un sito, o mia madre, e mi suggeriscono risposte costruttive. Solo una cosa mi fa arrabbiare di più, ed è la fame». Per gestire il sito ha otto collaboratori esterni che gli fanno da ghostwriter, fedeli a un manuale interno di stile: «L’idea di fondo è che ciò che viene pubblicato sia comprensibile anche da un ragazzino di 12 anni».

Il segreto di Salvatore Aranzulla è tutto qui, nel suo essere il Piero Angela o il maestro Manzi dell’informatica e della tecnologia, il ruolo giusto in un paese come l’Italia in cui la penetrazione dell’uso della rete è ancora molto bassa. Basta guardare l’ultimo rapporto Agcom, da cui emerge che il nostro Paese è penultimo nell’Unione europea nell’utilizzo di Internet, con solo il sessanta per cento della popolazione che usa il web, anche se con differenze sostanziali tra generazioni: se nella fascia più anziana (65-74 anni) solo 33 individui su 100 accedono a internet, nella fascia più giovane (14-34 anni) si arriva al 92 per cento. Per arrivare a un popolo digitalmente arretrato Aranzulla scrive cose semplici, banali ma chiarissime. Anche per questo è diventato oggetto di scherno, bersaglio di haters e di nerd convinti di avere competenze tecniche maggiori di lui e che gli rinfacciano una ricchezza e una fama ingiustificata. Ma i numeri del mercato non mentono: dicono che aranzulla.it sa dare le risposte giuste alle domande giuste. E per farlo utilizza un software specifico, chiamato “Gestione articoli”, che setaccia Google alla ricerca dei quesiti e dubbi informatici più comuni degli italiani, per poi farne articoli-tutorial. Un software sviluppato in più di dieci anni da due programmatori: «Ci investo decine di migliaia di euro l’anno», ha raccontato nel suo ultimo libro.

Oltre a essere un manuale per ottenere successo con un’impresa online, Il metodo Aranzulla è il racconto della nascita e dell’esplosione di un fenomeno, di un mito. La narrazione vuole che Salvatore – classe 1990, di Mirabella Imbaccari, un paese di mille abitanti in provincia di Catania, primo di quattro figli di Giovanni e Maria, infermiere e casalinga – abbia scoperto la sua strada a 10 anni. «Ho portato i miei genitori in un negozio e ho strillato fino a che non mi hanno comprato un computer. Erano i primi modelli, quelli instabili che andavano in crash continuamente». Per risolvere quei problemi, inizia a studiare da autodidatta. «Dopo di me anche i miei amici comprarono il pc e venivano a casa per risolvere i problemi: “Salvo come faccio a installare questo programma?”, “Salvo, come faccio a installare l’antivirus?”. Da qui l’idea, a 12 anni, di raccogliere le risposte che davo ai miei amici in uno spazio web».

Era l’epoca dei modem 56k. «Ricordo che una volta arrivò una bolletta che era pari a un terzo dello stipendio di mio padre e lui mi tagliò il cavo per collegarmi ad internet. Ma io ne avevo altri di riserva e mi collegavo di notte o quando i miei genitori uscivano di casa». La svolta arriva quando decide di mettere i primi banner pubblicitari: «A 18 anni ho ricevuto il primo assegno da Google, in dollari, ed era il doppio dello stipendio di mio padre», ha raccontato a Radio Deejay. Nel 2008 stringe una partnership con Virgilio, all’epoca primo portale in Italia, che ha ospitato il suo sito fino al marzo 2016 (ora è legato al sito del Messaggero). Grazie a quell’accordo si può trasferire a Milano e pagarsi gli studi in Economia aziendale e management alla Bocconi. Il resto è storia.

Adesso ha fatto sapere che intende ritirarsi quando compirà trent’anni. La deadline è il 24 febbraio del 2020: «Voglio andarmene in pensione. Mi fa molto piacere che mi fermino per strada per ringraziarmi, però mi manca la dimensione privata. Naturalmente aranzulla.it continuerà a esistere e funzionare, solo che delegherò la gestione ai miei collaboratori».

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