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23:41 mercoledì 7 ottobre 2026
Due creator hanno lanciato una app per scoprire tutti i posti strani e inquietanti del mondo prima che spariscano per sempre «Siamo gemelli e vi aiutiamo a trovare destinazioni strane e sconosciute», così i creator Bodhi e Kai hanno presentato Deep Spot, «la mappa più figa del pianeta».
Un rarissimo uccello che vive solo sull’Himalaya è stato costretto a cambiare cinguettio perché non riusciva più a farsi sentire dai suoi simili per colpa del rumore causato dai turisti L'uccello si chiama monal, detto anche fagiano himalayano, e i turisti gli stanno rovinando la vita: per colpa loro si è dovuto pure trasferire in alta quota.
La Svezia ha fatto uno spot per invitare tutti gli introversi del mondo a fare le vacanze in Svezia, promettendo che lì nessuno li disturberà mai per nessuna ragione Tanto che l'Agenzia Nazionale del Turismo svedese ha fatto uno spot rivolto esclusivamente a loro.
L’associazione delle biblioteche americane ha stilato una lista dei libri più censurati di questo millennio e dentro ci sono dei titoli piuttosto sorprendenti Accanto alle prevedibili Harper Lee e Maya Angelou ci sono anche graphic novel, libri per bambini, Sarah J. Maas e Gossip Girl.
Il sindaco di Saint-Denis Bally Bagayoko è sceso in piazza con gli studenti francesi e li ha protetti dalle cariche della polizia Ma non è un caso isolato, il suo: vista la violenta repressione, sono tanti gli adulti che stanno proteggendo, con il loro corpo, i manifestanti.
Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.

A gennaio 2026 in tutta la Norvegia sono state acquistate soltanto sette auto a benzina

E 29 auto ibride, 98 diesel, mentre le elettriche sono più di 2000: queste ultime costituiscono il 96 per cento delle auto acquistate in tutto il 2025.

09 Febbraio 2026

I cittadini norvegesi stanno prendendo estremamente sul serio quella che in italiano chiamiamo transizioni ecologica. Lo si capisce leggendo i numeri relativi alle automobili acquistate nel mese di gennaio nel Paese, raccolti e pubblicati dallo Opplysningsrådet for veitrafikken, l’ente che si occupa di monitorare il mercato e il traffico automobilistico. I numeri sono questi: automobili elettriche acquistate a gennaio 2026, più di 2000; automobili diesel acquistate nello stesso periodo di tempo, 98; automobili ibride, 29; automobili a benzina, 7. Come spiega Ajit Niranjan sul Guardian, si tratta di numeri bassi in generale, segnali di una crisi del settore automobilistico che conosciamo bene anche in Italia. Ma ci sono numeri bassi e numeri bassi, e il 7 rientra indubbiamente nella seconda categoria.

La Norvegia conferma così di essere uno dei Paesi al mondo in cui le auto elettriche hanno riscosso e riscuotono maggior successo. Nel 2025, come si legge sempre nell’articolo del Guardian, il 95,9 per cento delle automobili acquistate nel Paese sono state automobili elettriche. Secondo gli analisti e gli esperti del mercato automobilistico, questa percentuale è il risultato di una serie di iniziative politiche e legislative prese dai governi norvegesi negli ultimi anni: la carbon tax è stata aumentato, sono stati concessi generosi sgravi, incentivi e finanziamenti per l’acquisto di una vettura elettrica, senza dimenticare il fatto che in Norvegia non esiste una vera e propria lobby del petrolio. O, almeno, non ne esiste una abbastanza ricca e potente da ostacolare la transizione ecologica.

La segretaria generale dell’Associazione norvegese dei guidatori di auto elettriche (esiste davvero), Christina Bu, ha detto che i numeri del 2025 non vogliono certo dire che il lavoro, cioè la decarbonizzazione del trasporto privato, è compiuto. Anzi, c’è ancora moltissimo da fare: due automobilisti norvegesi su tre guidano ancora una macchina a benzina, ed è a queste persone che si devono rivolgere le prossime iniziative legislative nazionali. Ancora una volta, la ricetta è quella: sgravi, incentivi e finanziamenti per convincere questi automobilisti a liberarsi della loro vecchia macchina a benzina per acquistarne una elettrica o ibrida. Non necessariamente una macchina nuova, tra l’altro: in Norvegia, infatti, registra ottimi numeri anche il mercato dell’auto elettrica usata, in crescita del 22,7 per cento nell’ultimo anno.

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