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Zendaya e Tom Holland si sarebbero sposati in segreto ma lo stylist di Zendaya ha spifferato tutto ai giornalisti Lo stylist lo ha rilevato sul red carpet degli Actor Awards, dicendo ai giornalisti colti alla sprovvista dall'annuncio: «Ve lo siete persi».
Scritto con Ottessa Moshfegh, interpretato da Josh O’Connor, Saoirse Ronan e Jessie Buckley: il nuovo film di Alice Rohrwacher è già uno dei più attesi dell’anno Ad aprile la regista inizierà le riprese dell'adattamento di The Three Incestuous Sisters, fiaba gotica scritta e illustrata da Audrey Niffenegger.
Oltre al nuovo disco i Gorillaz hanno fatto uscire un film d’animazione che si può vedere gratis su YouTube Il film si intitola The Mountain, The Moon Cave and The Sad God ed esce nello stesso giorno del loro nuovo disco, The Mountain.
Ai Cèsar, il più importante premio cinematografico francese, il pubblico ha subissato di fischi il video tributo a Brigitte Bardot Pochi applausi, moltissimi fischi e anche un grido, che si è sentito distintamente durante la diretta: «Razzista!».
Una racconto distopico in cui l’AI distrugge l’economia mondiale pubblicato su un blog ha causato una perdita di 200 miliardi sul mercato azionario Secondo alcuni si è trattato di una coincidenza. Secondo altri, il racconto ha mandato nel panico gli investitori e stravolto i mercati per un giorno intero.
Mastro Lindo è andato in pensione dopo 68 anni di onorata carriera nell’industria delle pulizie La multinazionale P&G ha deciso di ritirare il logo e ha dato l'annuncio con una conferenza stampa tenuta dallo stesso Mastro Lindo su Instagram.
Paramount è riuscita a prendersi Warner, ma adesso dovrà pagare quasi tre miliardi di penale a Netflix Che si vanno ad aggiungere ai 77 che spenderà per completare l'acquisizione. Che comunque potrebbe non completarsi, se l'Antitrust non darà il via libera. E in questo caso, Paramount dovrà pagare altri 7 miliardi di multa.
Il ministro della Difesa pakistano ha dichiarato guerra all’Afghanistan con un post su X Per il diritto internazionale, ovviamente, non si può dichiarare guerra a un Paese via social, ma a Khawaja Mohammad Asif sembra non importare.

Raccontare Nora Ephron

In Tutto è ispirazione Jacob Bernstein, figlio della scrittrice, racconta vita, amori e dolori della madre, per cercare di non doverle dire addio.

31 Agosto 2016

Il docufilm Tutto è ispirazione è andato in onda su Sky Arte lo scorso maggio, ed è disponibile su Sky Go.

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Per Jacob Bernstein parlare di sua madre è un “magical thinking”, un modo per non lasciarla andare via, per conversare come piaceva a lei e non ammettere mai che è finita, che lei è morta, ci saranno soltanto i ricordi, i libri, i film, gli aneddoti, i racconti degli altri, ma non più quello sguardo accogliente e severo, insostituibile come ogni sguardo di madre. Bernstein è il figlio maggiore di Nora Ephron, scrittrice, giornalista, sceneggiatrice, regista e punto di riferimento culturale della mia generazione, di quella di mia madre e, ne sono certa, di quella di mia figlia. Gli uomini a volte citano frasi di Nora Ephron senza sapere che stanno parlando di lei: quando suggerisci che è “quella che ha scritto Harry ti presento Sally” ricordano soltanto l’orgasmo finto al ristorante e mettono il muso pensando a quante simulazioni hanno subito a loro insaputa.

Nora Ephron è sempre stata un affare per donne, ma ora che è morta, ora che suo figlio ha deciso di girare un documentario su di lei – Everything is copy, Tutto è ispirazione nella versione italiana in onda su SkyArte – è diventato chiaro che qui non si parla soltanto di colli che crollano o di mariti traditori, non si parla soltanto di donne, si parla di famiglie, di passioni, di una madre e di un figlio, di amore. Jacob scopre così che quel che Nora gli aveva raccontato, quel che lei aveva raccontato a tutto il mondo, non era vero. Non è vero che «everything is copy», tutto è materiale, non frignare e prendi appunti: qualcosa sfugge all’arte di parlare di sé, e sfugge volutamente.

Special Screening Of Columbia Pictures' "Julie & Julia" - Arrivals

Jacob ha riunito parenti e amici per cercare di spiegare perché sua madre decise di tenere nascosta per anni la sua malattia, una disfunzione del sangue che si era trasformata in leucemia. La sua morte è stata «un’imboscata», dice Meryl Streep nel documentario, perché nessuno sapeva, nessuno immaginava, nessuno era pronto. Perché ha taciuto? Ognuno dà la propria interpretazione, e la sintesi è: perché lei parlava soltanto di emozioni che poteva tenere sotto controllo. «Se scivoli su una buccia di banana, tutti ridono. Ma se racconti di essere scivolata su una buccia di banana, la risata è soprattutto la tua», diceva Nora per spiegare che le vittime possono diventare eroine quando riescono a raccontare una storia come piace a loro (bisogna essere brave come lei, anche, ma è un’altra questione). Le bucce di banana, nella vita di Nora Ephron, ci sono state, ma quella che più interessa a suo figlio è il tradimento del padre di Jacob, il divorzio, il libro che Nora ha scritto e il film che ne è stato tratto. Mike Nichols, che di quel film, Affari di cuore, era il regista, ha dato a Jacob il consiglio più importante: «Devi essere sicuro di saper parlare di quel divorzio, questo è il cuore del documentario, e se non ne sei in grado, non ci sarà nessun documentario».

evrEd eccolo lì, Jacob, seduto su un divano assieme al padre, che è Carl Bernstein, quello del Watergate. I due si assomigliano, si parlano in una posa un po’ innaturale, distanti e a disagio: sembra davvero che sia la prima volta che affrontano quel che è accaduto. Quando Jacob aveva due anni e sua madre era incinta di suo fratello Max, Carl iniziò una relazione con un’altra donna, Nora lo scoprì, passò un momento di inferno e poi decise di scrivere un libro su quel tradimento, perché «everything is copy», appunto. Il libro fu un successo, il film ancora di più, Carl Bernstein si oppose ma riuscì soltanto a ottenere che mai, nel film, il suo personaggio risultasse un padre noncurante e assente. Lui non ha mai perdonato lei, lei ne rideva: mi hai tradito e adesso la vittima sei tu?, ma lui ha continuato a non perdonarla.

Jacob ci ha messo due anni a convincere suo padre a comparire nel documentario – suo fratello, il bambino nella pancia, non ha voluto partecipare, così come non ha voluto farlo il terzo e ultimo marito di Nora, Nick Pileggi, l’uomo della sua vita, l’amore grande, quello che le faceva dire: «Il segreto della vita? Sposare un italiano» – e infine ce l’ha fatta. Su quel divano, il padre dice al figlio che ha sempre temuto che Affari di cuore avrebbe avuto ripercussioni sui suoi figli e sul suo rapporto con loro: non voleva che accadesse. Jacob quasi lo interrompe, si mette una mano davanti al viso mentre ammette: «Per un po’ è stato così», ed è la dichiarazione più sincera e tagliente di tutto il documentario, il suo giudizio su quello che è stato, il giudizio di un figlio sulla madre e sul padre, il giudizio su quelle corna pubbliche che hanno cambiato la sua vita. È così che Jacob scopre che «everything is copy» è un messaggio relativo, non assoluto: «Credo che alla fine della sua vita mia madre credesse che non proprio tutto è materiale» – dice Jacob – «che le cose che vuoi custodire non sono materiali, che le persone che ami non sono materiali, che materiale è quel che hai perduto, quel che hai voluto dar via, quel che ti è stato tolto». Jacob è l’erede esatto di sua madre, il divorzio diventa materiale, anche la morte può diventarlo, ma il “magical thinking”, la voglia di trattenere una madre per un pochino, l’amore, quelli, ancora no.

Questo articolo è uscito sul numero 27 di Studio
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