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07:41 mercoledì 14 ottobre 2026
In Indonesia si sono accorti che l’unico modo per diffondere gli allarmi terremoto in tutto il Paese è usare gli altoparlanti dei minareti In un Paese con centinaia di migliaia di moschee sparse su tutto il territorio, gli altoparlanti usati da muezzin sono l'unica rete di sirene già pronta.
Anthropic ha cambiato le sue linee guida perché vuole che gli utenti la smettano di insultare e maltrattare Claude Da adesso, Claude potrà troncare le conversazioni con utenti che adottano «comportamenti violenti o crudeli, prolungati e immotivati».
La nuova canzone di David Byrne è una canzone contro Elon Musk fatta solo di frasi assurde dette da Elon Musk Si intitola "Let Me Sell You a Dream" e fa parte della colonna sonora di Musk, il documentario di Alex Gibney in uscita negli Stati Uniti il 16 ottobre.
In Argentina c’è un treno che come carburante usa esclusivamente il sole delle Ande Si chiama Tren Solar de la Quebrada, percorre 42 chilometri nella provincia di Jujuy e viene usato anche per i viaggi notturni per vedere le stelle.
L’Ipcc sta subendo fortissime pressioni da parte dei petro-Stati per non pubblicare un importante ricerca sulla crisi climatica Arabia Saudita, Russia, India e Cina vogliono rinviarne la pubblicazione al 2029. I Paesi più poveri e più esposti alla crisi climatica pretendono che sia pubblicato subito.
Sayf ha fatto un bellissimo documentario sul carcere di Chiavari e lo ha reso disponibile gratuitamente sul suo YouTube Si intitola Il cielo in una stanza, dura 20 minuti ed è stato girato durante una visita lunga 12 ore alla casa di reclusione di Chiavari.
Viviamo anche nella linea temporale in cui i Kneecap cantano “Siamo tutti antifascisti” in prima serata sulla tv generalista italiana È successo a Propaganda Live, su La7. DJ Próvaí si è pure spogliato per far vedere il Bella Ciao è scritto sul petto usando un pennarello nero.
Alle Scuderie del Quirinale a Roma ha aperto la più grande mostra monografica su Pontormo mai realizzata L'esposizione resterà aperta fino al 7 febbraio 2027 e riunisce più di 130 opere: 84 di Pontormo e le restanti di altri artisti: da Andrea del Sarto e Leonardo da Vinci a Bill Viola.

Non solo Istanbul

Com'è che un sit in contro un centro commerciale si è trasformato in rivolta? C'è una "virata islamica" in Turchia? Cose da leggere per capire il contesto.

06 Giugno 2013

Tutto è cominciato da un sit in per protestare contro la costruzione della replica di una caserma militare, e relativo centro commerciale per i turisti (“una Las Vegas in salsa ottomana”, come l’ha definita lo storico Edhem Eldem), al posto di un parco. La polizia ha tentato di sgomberarlo a suon di manganellate, gas lacrimogeni, si è trasformata nella più grande protesta cui la Turchia assisteva da oltre un decennio. Perché c’erano altre questioni in ballo, e da parecchio tempo. Una di queste, ma non l’unica, era la cosiddetta “virata islamica” del governo turco, in mano da oltre dieci anni al partito “islamico moderato” Akp, eletto democraticamente ma che, a detta di alcuni, negli ultimi tempo sta cedendo a tentazioni autoritarie.

Alcuni segnali preoccupanti? Nel 2012 la Turchia è diventata la nazione con il più alto numero di giornalisti in prigione. In questi mesi il governo turco sta studiando misure per ridurre sensibilmente l’accesso all’aborto (secondo gli attivisti pro-choice, la nuova legge di fatto renderebbe l’aborto legale impossibile nelle aree rurali), e per limitare il consumo di alcol in pubblico («se proprio devi bere, almeno fallo a casa», ha detto il primo ministro Recep Tayyip Erdogan).

Ma la contrapposizione tra laici e islamici non è l’unica fonte di tensione. La protesta ha più di un’anima e, tra i manifestanti, c’è anche chi si oppone soprattutto alle politiche neo-liberiste di Erdogan, più che alla sua “virata islamica”. E, in tutto questo, bisogna ricordare che la Turchia non è una dittatura. Che l’Akp è stato votato da circa metà dei cittadini turchi e che, almeno per il momento, gode ancora di un vasto sostegno, anche grazie alla crescita economica che il paese ha conosciuto nell’ultimo decennio. Che, almeno in una fase precedente, il “religioso” Akp su alcuni aspetti è stato più “europeista” e “democratico” dello storico partito rivale, il “laico” Chp.

Insomma, la situazione è estremamente complessa. Per chi volesse capirci qualcosa di più, abbiamo messo a punto questa rassegna stampa, che serve un po’ da recap sugli eventi degli ultimi giorni e un po’ da approfondimento sui temi che hanno portato a questo punto. I primi tre sono articoli già apparsi su Studio, che forse avete già letto, che aiutano a mettere le proteste di oggi in un contesto più ampio. Gli altri quattro sono articoli recenti usciti sulla stampa internazionale, che aiutano a ricostruire la situazione attuale.
 

 

Nell’immagine: Istanbul, piazza Taksim, 5 giugno (foto di Uriel Sinai/Getty Images)

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