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10:57 domenica 11 ottobre 2026
Bad Bunny, Burna Boy, Robyn, Alex Consani, Lana Del Rey, il marito di Lana Del Rey e tutte le moltissime celebrity che interpreteranno i dj delle stazioni radiofoniche di GTA VI Sei di queste stazioni radiofoniche si possono già ascoltare sul sito del videogioco, in attesa del giorno dell'uscita, il 19 novembre.
Il governo israeliano ha preso piuttosto male il Premio Nobel per la Pace a Navanethem Pillay, cioè la presidente della Commissione Onu che per prima ha accusato Israele di aver commesso un genocidio a Gaza Il Ministero degli Esteri israeliano lo ha addirittura definito «la grottesca strumentalizzazione di un premio per legittimare l'odio e il pregiudizio».
Il Pentagono trasmetterà in diretta streaming la fucilazione del terrorista responsabile della strage di Fort Hood L'ultima esecuzione militare negli Stati Uniti risale al 1961. Il Segretario della Guerra Pete Hegseth ha deciso che "l'evento" va diffuso in ogni modo possibile e immaginabile.
La cosa migliore vista su internet questa settimana sono senza dubbio le reaction dei vincitori e delle vincitrici del Nobel alla notizia che avevano vinto il Nobel Pubblicate dagli stessi account social del Premio Nobel. Su tutte, spicca la foto di una esterrefatta Anne Carson.
Questo influencer non esiste ma ha comunque un sacco di follower, guadagna un sacco di soldi e vuole venderti un sacco di criptovalute Si chiama Jean Philanthrope, è comparso dal nulla a metà settembre, tira di boxe contro l'aria vestito sempre elegante e in tre giorni ha fatto milioni di visualizzazioni.
Al Met c'è una mostra dove vengono esposti solo quadri di nuvole Il Metropolitan Museum di New York ricostruisce, con dipinti, disegni e fotografie, come artisti e scienziati hanno rappresentato il cielo tra l'inizio dell'Ottocento e gli anni Venti del Novecento.
Un’artista ha realizzato un film su Luigi Mangione fatto solo di soli post su Luigi Mangione Si chiama «Deny, Defend, Depose», dura trenta minuti e Stanya Kahn ha cominciato a raccoglierne il materiale la mattina stessa dell'omicidio di Brian Thompson, andando avanti per più di un anno.
Abbiamo scoperto che in Avengers: Doomsday c'è anche Sandra Hüller solo grazie a Reddit Marvel non l'ha mai annunciato, ma il profilo di una stuntwoman britannica e un commento su Reddit indicano che l'attrice di «Anatomia di una caduta» è nel cast del prossimo film degli Avengers.

Non solo Istanbul

Com'è che un sit in contro un centro commerciale si è trasformato in rivolta? C'è una "virata islamica" in Turchia? Cose da leggere per capire il contesto.

06 Giugno 2013

Tutto è cominciato da un sit in per protestare contro la costruzione della replica di una caserma militare, e relativo centro commerciale per i turisti (“una Las Vegas in salsa ottomana”, come l’ha definita lo storico Edhem Eldem), al posto di un parco. La polizia ha tentato di sgomberarlo a suon di manganellate, gas lacrimogeni, si è trasformata nella più grande protesta cui la Turchia assisteva da oltre un decennio. Perché c’erano altre questioni in ballo, e da parecchio tempo. Una di queste, ma non l’unica, era la cosiddetta “virata islamica” del governo turco, in mano da oltre dieci anni al partito “islamico moderato” Akp, eletto democraticamente ma che, a detta di alcuni, negli ultimi tempo sta cedendo a tentazioni autoritarie.

Alcuni segnali preoccupanti? Nel 2012 la Turchia è diventata la nazione con il più alto numero di giornalisti in prigione. In questi mesi il governo turco sta studiando misure per ridurre sensibilmente l’accesso all’aborto (secondo gli attivisti pro-choice, la nuova legge di fatto renderebbe l’aborto legale impossibile nelle aree rurali), e per limitare il consumo di alcol in pubblico («se proprio devi bere, almeno fallo a casa», ha detto il primo ministro Recep Tayyip Erdogan).

Ma la contrapposizione tra laici e islamici non è l’unica fonte di tensione. La protesta ha più di un’anima e, tra i manifestanti, c’è anche chi si oppone soprattutto alle politiche neo-liberiste di Erdogan, più che alla sua “virata islamica”. E, in tutto questo, bisogna ricordare che la Turchia non è una dittatura. Che l’Akp è stato votato da circa metà dei cittadini turchi e che, almeno per il momento, gode ancora di un vasto sostegno, anche grazie alla crescita economica che il paese ha conosciuto nell’ultimo decennio. Che, almeno in una fase precedente, il “religioso” Akp su alcuni aspetti è stato più “europeista” e “democratico” dello storico partito rivale, il “laico” Chp.

Insomma, la situazione è estremamente complessa. Per chi volesse capirci qualcosa di più, abbiamo messo a punto questa rassegna stampa, che serve un po’ da recap sugli eventi degli ultimi giorni e un po’ da approfondimento sui temi che hanno portato a questo punto. I primi tre sono articoli già apparsi su Studio, che forse avete già letto, che aiutano a mettere le proteste di oggi in un contesto più ampio. Gli altri quattro sono articoli recenti usciti sulla stampa internazionale, che aiutano a ricostruire la situazione attuale.
 

 

Nell’immagine: Istanbul, piazza Taksim, 5 giugno (foto di Uriel Sinai/Getty Images)

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