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Una ricerca internazionale ha dimostrato che c’è un sensibile aumento dei tumori in età giovanile In questo aumento c'entrano obesità, alimentazione scorretta, poca attività fisica, alcol, fumo e inquinamento, ma anche l'aumento di prevenzione ed esami specialistici.
C’è una base della RAF in Inghilterra che potrebbe come non potrebbe essere sotto attacco dell’Iran Dalla scorsa settimana stanno succedendo strani fatti attorno alla base di Fairford. Adesso, ad aggiungere stranezza a stranezza, c'è anche un'insolita decisione degli Usa.
A vent’anni dall’uscita ci sarà una nuova edizione di King Kong Theory, il manifesto del femminismo brutto, sporco e cattivo di Virginie Despentes Lo riporta in Italia Fandango, esattamente venti anni dopo la scandalosissima uscita in Francia.
Persino i petrolieri ammettono apertamente che con le scorte di petrolio siamo messi malissimo Lo ha detto Amin Nasser, Ceo di Aramco. Che ha definito le attuali scorte «spaventosamente scarse».
Una ricerca ha dimostrato che più alberi vengono abbattuti e meno colorate diventano le ali delle farfalle Lo studio ha analizzato un pezzo della foresta Amazzonica, provando che quando gli alberi vengono tagliati spariscono per prime le farfalle più colorate e restano quelle marroni.
A Utrecht stanno costruendo un nuovo quartiere in cui non ci sarà spazio per le macchine ma solo per persone, alberi e bici Si chiama Merwede, sarà uno dei più grandi quartieri senza macchine d'Europa e la promessa è quella di offrire case a prezzi accessibili per tutti.
In una maniera molto da Zerocalcare, Zerocalcare ha più o meno annunciato che il suo prossimo libro sta per uscire e parlerà di cultura punk Potrebbe chiamarsi Se ne valeva la pena e potrebbe uscire nei primi mesi del 2027 ma solo «se io sto chiuso a casa come sto a fa' adesso».
Un festival del ginseng in Corea del Sud ha fatto uno spot strepitoso riprendendo il video di Storm di Gener8ion e Yung Lean Al posto della sigaretta fumata da Yung Lean, il vicesindaco di Yeongju tiene in bocca un pezzo di radice di ginseng.

Niente nomi, siamo inglesi. The Bank That Sank

09 Giugno 2011

La notizia è questa: un’Alta Corte britannica ha deciso di mantenere il “gag order”, ossia una disposizione di silenzio stampa, che impedisce ai media del Regno Unito di fare il nome della presunta amante di Lord Fred Godwin, l’ex capo della Royal Bank of Scotland. A qualcuno il nome Godwin suonerà familiare perché il Lord Godwin era a capo della Banca di Scozia ai tempi del suo catastrofico collasso, nel 2008, che si è concluso con le sue dimissioni e il passaggio della banca sotto il controllo statale (forse i lettori più geek potrebbero confonderlo con quel tizio che ha dato il nome alla Legge di Godwin, ma vi possiamo assicurare che non sono la stessa persona).

Ebbene, il collasso della Banca di Scozia (soprannominata, e a ragione, The Bank That Sank) è costato qualche perdita ai contribuenti, ragion per cui molta gente ce l’ha con Lord Godwin. Da tempo circolavano voci su una presunta relazione, che si sarebbe svolta proprio intorno al tempo del grande crack, tra il capo della banca e una sua “collega di alto profilo.” La domanda, che sorge spontanea, è: e a noi cosa importa se Godwin aveva un’amante? Avrà fatto un sacco di danni alla Banca di Scozia, ma con chi va a letto saranno affari suoi… A lungo questa è stata anche la politica delle autorità britanniche, che fine allo scorso mese hanno mantenuto un gag order che impediva ai media di menzionare tout court la presunta relazione di Lord Godwin. Poi però l’ordine è stato annullato, in base alla tesi – discutibilissima – che è diritto dei cittadini sapere che il capo della Banca di Scozia era distratto da un relazione mentre l’istituto di credito stava andando in pezzi, e che peraltro, trattandosi di una relazione con un altro dirigente della stessa banca, questo avrebbe potuto compromettere il buon funzionamento ai vertici dell’istituzione. Tesi discutibilissima, lo ribadiamo, ma se non altro non del tutto campata per aria.

Successivamente però i legali della News Group Newspapers, ovvero l’editore di the News of the World e del Sun, hanno chiesto al tribunale di revocare anche l’ordine che proteggeva l’identità della (presunta) amante. Ma questa volta i giudici britannici hanno deciso che si stava oltrepassando una linea rossa, che tutto sommato non era poi così fondamentale per l’opinione pubblica conoscere il nome della donna. Risultato: il gag order rimane.

Perché ve ne parliamo? Perché il caso offre l’ennesima occasione per ricordare che il confine tra il rispetto della privacy e diritto di informazione è talvolta labile. Ma, più spesso e volentieri, può essere tracciato grazie a un minimo di buon senso.

Ne avevamo scritto in occasione dell’arresto di Dominique Strauss-Khan. In quell’occasione avevamo criticato i difensori del (presunto) diritto alla privacy di DSK, ricordando che – in quel caso, appunto – si trattava di un’accusa gravissima: stupro. Molto diversa invece è la vicenda di Lord Godwin, che non è accusato di avere aggredito nessuno, semmai di avere avuto un’amante (ripetiamo: fatti suoi). Dunque ben venga il gag order della corte inglese. Perché, francamente, guardare sotto le lenzuola degli uomini potenti non ci interessa. Ma riteniamo altrettanto importante, come scriveva l’Economist, tutelare i comuni cittadini davanti al rischio di “una cultura del silenzio” davanti a violenze e molestie.

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