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Meryl Streep interpreterà Joni Mitchell nel biopic sulla cantautrice diretto da Cameron Crowe Potrebbe non essere l'unica interprete, però: secondo le indiscrezioni, nel film, sempre nella parte di Joni Mitchell, ci sarà anche Anya Taylor-Joy.
Dagli Epstein Files è spuntata una inquietante intervista a Epstein che non si sa da chi sia stata fatta, quando e perché A un certo punto l'intervistare chiede a un interdetto Epstein: «Lei è il diavolo in persona?». E lui risponde pure.
Quello che sta succedendo a Piazza Italia non è affatto una novità nel mondo della moda Per il brand di fast fashion è scattato il provvedimento di amministrazione giudiziaria, come già successo in altri celebri casi.
A Milano verrà aperto un nuovo museo dedicato a Gio Ponti Aprirà all’interno dell’ADI Design Museum, in piazza Compasso d'Oro 1, entro la fine del 2026.
L’Onu è in una grave crisi economica perché tantissimi Stati membri sono in ritardo con il pagamento della quota d’iscrizione La situazione è talmente grave che nella sede di Ginevra gli ascensori sono stati spenti e il riscaldamento ridotto al minimo.
A San Francisco hanno organizzato una manifestazione in difesa dei miliardari ma non si capisce se sia un’iniziativa seria o una burla L'obiettivo (pare) è proteggere i miliardari residenti in California da una proposta di patrimoniale del 5 per cento sui patrimoni dal miliardo in su.
In Portogallo il centrodestra sta chiedendo ai suoi elettori di votare per i socialisti al ballottaggio pur di non far vincere l’estrema destra Diversi esponenti del centrodestra hanno annunciato che l'8 febbraio voteranno António José Seguro, perché è l'unico modo di difendere la democrazia portoghese.
In vista dell’uscita del film di Cime tempestose, la Gen Z sta recuperando il libro e lo sta trovando difficilissimo Oppure noioso: qualcuno dice che per arrivare alla fine ha deciso di leggere soltanto i dialoghi, altri consigliano di partire dal capitolo 4.

Niente nomi, siamo inglesi. The Bank That Sank

09 Giugno 2011

La notizia è questa: un’Alta Corte britannica ha deciso di mantenere il “gag order”, ossia una disposizione di silenzio stampa, che impedisce ai media del Regno Unito di fare il nome della presunta amante di Lord Fred Godwin, l’ex capo della Royal Bank of Scotland. A qualcuno il nome Godwin suonerà familiare perché il Lord Godwin era a capo della Banca di Scozia ai tempi del suo catastrofico collasso, nel 2008, che si è concluso con le sue dimissioni e il passaggio della banca sotto il controllo statale (forse i lettori più geek potrebbero confonderlo con quel tizio che ha dato il nome alla Legge di Godwin, ma vi possiamo assicurare che non sono la stessa persona).

Ebbene, il collasso della Banca di Scozia (soprannominata, e a ragione, The Bank That Sank) è costato qualche perdita ai contribuenti, ragion per cui molta gente ce l’ha con Lord Godwin. Da tempo circolavano voci su una presunta relazione, che si sarebbe svolta proprio intorno al tempo del grande crack, tra il capo della banca e una sua “collega di alto profilo.” La domanda, che sorge spontanea, è: e a noi cosa importa se Godwin aveva un’amante? Avrà fatto un sacco di danni alla Banca di Scozia, ma con chi va a letto saranno affari suoi… A lungo questa è stata anche la politica delle autorità britanniche, che fine allo scorso mese hanno mantenuto un gag order che impediva ai media di menzionare tout court la presunta relazione di Lord Godwin. Poi però l’ordine è stato annullato, in base alla tesi – discutibilissima – che è diritto dei cittadini sapere che il capo della Banca di Scozia era distratto da un relazione mentre l’istituto di credito stava andando in pezzi, e che peraltro, trattandosi di una relazione con un altro dirigente della stessa banca, questo avrebbe potuto compromettere il buon funzionamento ai vertici dell’istituzione. Tesi discutibilissima, lo ribadiamo, ma se non altro non del tutto campata per aria.

Successivamente però i legali della News Group Newspapers, ovvero l’editore di the News of the World e del Sun, hanno chiesto al tribunale di revocare anche l’ordine che proteggeva l’identità della (presunta) amante. Ma questa volta i giudici britannici hanno deciso che si stava oltrepassando una linea rossa, che tutto sommato non era poi così fondamentale per l’opinione pubblica conoscere il nome della donna. Risultato: il gag order rimane.

Perché ve ne parliamo? Perché il caso offre l’ennesima occasione per ricordare che il confine tra il rispetto della privacy e diritto di informazione è talvolta labile. Ma, più spesso e volentieri, può essere tracciato grazie a un minimo di buon senso.

Ne avevamo scritto in occasione dell’arresto di Dominique Strauss-Khan. In quell’occasione avevamo criticato i difensori del (presunto) diritto alla privacy di DSK, ricordando che – in quel caso, appunto – si trattava di un’accusa gravissima: stupro. Molto diversa invece è la vicenda di Lord Godwin, che non è accusato di avere aggredito nessuno, semmai di avere avuto un’amante (ripetiamo: fatti suoi). Dunque ben venga il gag order della corte inglese. Perché, francamente, guardare sotto le lenzuola degli uomini potenti non ci interessa. Ma riteniamo altrettanto importante, come scriveva l’Economist, tutelare i comuni cittadini davanti al rischio di “una cultura del silenzio” davanti a violenze e molestie.

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