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I detenuti di Bollate hanno fatto un album trap e rap interamente scritto, registrato e prodotto all’interno del carcere Si chiama 30 OP, è composto da 13 brani e ed è ora disponibile su tutte le piattaforme musicali.
C’è una mostra dei fashion artists Viktor&Rolf in 10 Corso Como chiamata Spectrum Dal 25 settembre al 22 novembre 2026, la Galleria di 10 Corso Como presenta «Spectrum», la prima personale italiana dedicata a Viktor&Rolf.
Sofia Coppola sta festeggiando i venti anni di Marie Antoinette con una mostra alla Reggia di Versailles Gli spazi del Petit Trianon ospitano costumi, accessori, moodboard, sceneggiature annotate, fotografie, schizzi preparatori, elementi di scenografia e anche alcune sequenze del film proiettate negli stessi ambienti in cui furono girate.
Il fatto che sempre più biblioteche permettano di prendere in prestito gli ebook sta portando a un calo delle vendite delle librerie Una ricerca sostiene che il prestito digitale fa diminuire gli acquisti soprattutto nelle prime settimane dopo l'uscita, quelle in cui si decide il destino commerciale di un libro.
El Niño ha causato delle piogge così intense da far sbocciare migliaia e migliaia di fiori nel deserto di Atacama, uno dei luoghi più aridi del mondo È un fenomeno chiamato "deserto fiorito": 15 ettari di deserto improvvisamente coperti di fiori bianchi, viola e gialli.
Dopo aver riportato al cinema le streghe, i lupi mannari e i vampiri, Robert Eggers farà la stesa cosa con Romeo e Giulietta E siccome gli piacciono gli adattamenti infedeli, il film non si intitolerà Romeo e Giulietta e potrebbe non essere ambientato a Verona.
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Non si capisce bene perché ma Nicki Minaj è andata alle Nazioni Unite a parlare dei cristiani perseguitati in Nigeria

Sembra che a volerla lì sia stato Trump in persona, dopo che in più occasioni Minaj gli ha espresso pubblico supporto sui social.

19 Novembre 2025

Con il suo discorso di ieri contro le discriminazioni religiose, la rapper Nicki Minaj è entrata nella lunga lista di celebrità che hanno tenuto un discorso all’assemblea delle Nazioni Unite. Minaj ha preso la parola per rappresentare gli Stati Uniti durante un panel dedicato alle discriminazioni e le violenze contro la comunità cristiana consumatesi negli scorsi mesi in Nigeria. Quella cristiana è la seconda religione più professata nel paese a lieve prevalenza musulmana. 

Vestita di nero, con un outfit sobrio adatto alla cornice diplomatica, Minaj è stata voluta come relatrice dallo stesso presidente Donald Trump. Una simpatia ricambiata: da tempo la star ne elogia la politica via social e anche in questa occasione lo ha ringraziato, in apertura del suo intervento. Il rappresentante statunitense che ne ha introdotto il discorso ha spiegato che il nome di Minaj era perfetto per centrare l’obiettivo di avere «non una celebrità, ma una testimone capace di raggiungere un altro segmento di pubblico che forse non segue queste questioni», come riportato da Vulture.

Minaj si è dunque espressa contro la violenza religiosa con un discorso conciso e diretto, con qualche occasionale concessione a una colloquialità abbastanza inedita per le Nazioni Unite, come quando ha rimarcato che: «Nessun gruppo dovrebbe mai essere perseguitato per praticare la propria religione, come ho dichiarato di recente sui social». Rispetto ad altre celebrità che l’hanno preceduta – come ad esempio l’attrice e attivista Emma Watson – la cantante è apparsa meno a suo agio con gli usi e costumi di questo impegno dalla forte connotazione politica.

Minaj non ha comunque fatto mancare il suo supporto a Trump, che nelle scorse settimane aveva evocato possibili azioni militari in Nigeria se la violenza contro cristiani non fosse stata fermata, anche se gli analisti hanno rilevato che quello che sta succedendo ne Paese non si spiega solo con la discriminazione religiosa ma coinvolge anche complesse questioni etniche e settarie, come spiegato anche da APNews.

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