Hype ↓
16:38 domenica 2 agosto 2026
L’unica pasticceria al mondo che ha il permesso dello Studio Ghibli per fare dolcetti di Totoro è quella della cognata di Hayao Miyazaki Si chiama Shiro-Hige’s Cream Puff Factory e ne produce pochissimi alla volta: accaparrarseli è difficile quasi come riuscire a visitare il Ghibli Park.
Uno dei motivi della crisi di Ceuta sarebbe una sentenza della Corte Suprema spagnola che stabilisce che i migranti che arrivano in Spagna a nuoto non possono essere respinti Migliaia di persone sono entrate in una settimana aggirando a nuoto un frangiflutti. Non possono essere respinte perché non hanno aggirato nessuna barriera fisica.
Per festeggiare il 25esimo anniversario di Drukqs, Aphex Twin ha fatto una ristampa del disco in vinile, cd e pure musicassetta Con questa ristampa Aphex Twin raggiunge anche un traguardo personale: ora tutti i suoi album sono disponibili in vinile.
Da un grande problema con gli incendi boschivi derivano grandi problemi con le assicurazioni e i risarcimenti Il 75 per cento dei danni da catastrofe naturale in Europa non è coperto da nessuna polizza assicurativa, e la quota cresce ogni estate. In più, i danni causati dagli incendi non sono comunque coperti da queste polizze.
A Firenze aprirà il primo centro italiano specializzato in prevenzione e cura della dipendenza da social Aprirà subito dopo l'estate e si chiama Discover - Fuori dal guscio, accoglierà ragazzi e ragazze dai 10 ai 25 anni di età.
Finché potremo vedere e rivedere all’infinito quella scena di Drive, di Kavinsky non ci dimenticheremo mai È morto a 50 anni uno dei grandi protagonisti della scena elettronica. Di lui resta tanto ma soprattutto una canzone, Nightcall, pezzo fondamentale di un film indimenticabile.
C’è un motore di ricerca che vuole rendere accessibili liberamente e gratuitamente tutte le opere d’arte conservate in tutti i musei del mondo Su The Last Museum si trovano già 5,8 milioni di opere e l'archivio continua a crescere giorno dopo giorno. L'obiettivo è raccogliere tutta l'arte di tutti i tempi.
Sta per uscire un libro che raccoglie centinaia di schizzi e bozzetti di Yohji Yamamoto ritrovati per caso in un magazzino di Tokyo Si intitola Yohji Yamamoto Drawings, la curatela è di Peter Saville e i disegni sono stati selezionati da Yamamoto in persona.

Riusciranno i Nft a salvare il mercato dell’arte? E soprattutto: cosa sono?

Qual era lo scopo dell'asta di Christie's, chi è l'artista da record e le altre cose da sapere per farsi un'idea.

di Studio
17 Marzo 2021

Il 25 febbraio Christie’s ha messo all’asta un’opera d’arte digitale di un tale che si fa chiamare Beeple, senza stima e con un prezzo di apertura di 100 dollari. “Everydays: The First 5000 Days” (2021) è stata venduta per l’incredibile cifra di 69,3 milioni di dollari, stabilendo un record assoluto per un’opera d’arte digitale e rendendo il misterioso Beeple il terzo artista vivente più costoso mai andato all’asta (dopo Jeff Koons e David Hockney). Il venditore, collezionista con sede a Miami e co-fondatore della Gallery of Crypto Art Pablo Rodriguez-Fraile, aveva acquistato l’opera nell’ottobre 2020 per circa 67.000 dollari. Il suo valore, quindi, è aumentato di oltre 100 volte in un periodo di quattro mesi.

Nei titoli dei giornali si legge che “Everydays: The First 5000 Days” è un Nft. Si parla di “Nft mania”. Ma, esattamente, cosa sono questi Nft? Per semplificare potremmo dire che i Not Fungible Token (gettoni non fungibili) sono il corrispettivo virtuale di un pezzo unico. A differenza dei normali token utilizzati per acquistare beni e servizi che hanno rapporto volatile e dipendente dal mercato e da molti altri fattori (le criptovalute tipo Bitcoin, per capirci) i Nft sono “pezzi” unici e non possono essere scambiati nel classico rapporto 1:1, ovvero non sono reciprocamente intercambiabili. In contrasto con le criptovalute un Nft quindi è un tipo speciale di token crittografico che rappresenta qualcosa di unico.

«Come per tante cose su Internet», scrive Benjamin Sutton su Artsy, «i Nft possono essere spiegati meglio con i gattini». Il sito web CryptoKitties, lanciato alla fine del 2017, nel giro di pochi giorni, ha visto gli utenti spendere più di 1 milione di dollari sul suo marketplace per i gatti virtuali; molti altri milioni sono stati spesi (e raccolti) da allora. L’innovazione chiave di CryptoKitties (e di altri early adopter come CryptoPunks) consisteva nell’utilizzo della blockchain per attribuire gli Nft a tutti i gatti virtuali sul sito, rendendo così ogni felino digitale una risorsa tracciabile con un pubblico prezzo di listino e provenienza. Mentre i beni digitali potevano essere precedentemente replicati all’infinito semplicemente copiandoli e incollandoli, i CryptoKitties esistono in numeri finiti e tracciabili.

Beeple, detail of Everydays: The First 5000 Days, 2021. Courtesy of Christie’s.

Più o meno nello stesso modo, siti come OpenSea, MakersPlace, SuperRare e Foundation consentono ai collezionisti di acquistare e vendere arte, in genere utilizzando la criptovaluta Ether. Nifty Gateway ha introdotto un’ulteriore innovazione nella formula consentendo ai collezionisti di saltare la fase di acquisto di criptovaluta e acquistare opere direttamente con una carta di credito. «È stato durante l’era CryptoPunks e CryptoKitties nel 2017 che l’idea di creare un mercato online per i NFT ha preso piede», ha affermato Griffin Cock Foster, fondatore di Nifty Gateway insieme al fratello gemello Duncan nel 2018. Curiosità: nel 2019 il sito è stato acquistato da un’altra coppia di gemelli, Cameron e Tyler Winklevoss (proprio loro, quelli che si sono fatti fregare l’idea di Facebook da Mark Zuckerberg!).

“Everydays: The First 5000 Days” è un Nft. Viene da pensare che questa mania per i Nft sia l’ovvio risultato della pandemia, che ha suscitato un interesse senza precedenti per le cose digitali: milioni di persone in tutto il mondo hanno trascorso gran parte dell’ultimo anno davanti ai loro computer a causa del Covid-19, i collezionisti, le gallerie e i musei sono stati chiusi, le fiere annullate. La stasi forzata di un mondo, quello dell’arte contemporanea, abituato a circolare e viaggiare moltissimo, coincide con l’andamento del valore delle principali criptovalute tra cui Bitcoin ed Ether che sale a livelli record. E tutto si spiega ancora meglio se sottolineiamo quanto questo tipo di mercato sia “pilotabile” dai suoi stessi agenti.

La gente più avanti del mondo dell’arte ha capito che doveva riuscire a penetrare in questo tipo di mercato. Artisti mainstream hanno iniziato a produrre opere vendibili sul mercato Nft – a Grimes è andata benissimo (manco avesse bisogno di soldi, sta con Elon Musk! A proposito: lui invece ha deciso di non vendere la sua canzone Nft, «In realtà non mi sembra una cosa molto giusta da fare», ha detto) mentre Aphex Twin si è portato a casa “solo” 128mila dollari”. Alla veneranda età di 255 anni la casa d’aste Christie’s ha pensato bene di invogliare i collezionisti che avevano iniziato a comprare e vendere CryptoKitties a fare affari con lei, tanto vecchia quanto furba. Ha funzionato perfettamente, anche perché l’operazione era stata architettata nel dettaglio: Noah Davis, lo specialista di arte contemporanea e del dopoguerra di Christie’s che ha contribuito a organizzare la vendita di Beeple, dice chiaramente l’idea di mettere un Nft all’asta circolava all’interno dell’azienda da mesi. «Dopo un anno che ha costretto il mercato dell’arte a passare al digitale, sentivamo tutti che si trattava di uno sviluppo inevitabile, anche se un po ‘inquietante», ha detto. «Come meccanismo, il potenziale che hanno i Nft di cambiare il modo in cui stabiliamo la proprietà non ha limiti. Sono molto entusiasta di vedere come gli artisti utilizzeranno questa tecnologia per aprire un mondo di nuove opportunità creative e, a mia volta, non vedo l’ora di assistere a come questo possa sconvolgere il mercato dell’arte come lo conosciamo ora».

Visualizza questo post su Instagram

Un post condiviso da beeple (@beeple_crap)

Attenzione però, dicono i detrattori, non tutto è rose e fiori come “loro” vogliono farci credere: certo, i Nft hanno diversi pro come la tracciabilità e la trasparenza della provenienza, inoltre consentono alle piattaforme e soprattutto ai singoli artisti di creare in autonomia i loro diritti contrattuali. Ma hanno anche dei contro: il loro valore, quando cambia, cambia troppo rapidamente e così come sale velocemente, altrettanto velocemente può scendere. C’è poi chi dice che l’opera in questione fa schifo. È vero? Christie’s ha creato una bella pagina di approfondimento, così che ognuno possa valutare da sé. Quel che è certo è che “Everydays – The First 5.000 Days” è un file costituito dal collage di cinquemila immagini dalla risoluzione complessiva pari a 21069×21069 pixel.

L’artista, Mike Winkelmann è un grafico americano. Nel maggio 2007 ha disegnato un’immagine di suo zio Joe, l’ha chiamata Uber Jay (il soprannome di Mike per suo zio) e l’ha condivisa online. Il giorno successivo ha realizzato un’altra immagine e ha pubblicato pure quella. Ha fatto la stessa cosa il giorno dopo, e poi quello dopo ancora, per 13 anni: il risultato è sul suo profilo Instagram da 2 milioni di follower, @beeple_crap (fatevi un giro, è divertentissimo). Negli anni Winkelmann ha collaborato con Apple, Nike, Coca-Cola, Louis Vuitton e gente come Justin Bieber, Katy Perry, Childish Gambino. Non proprio un genio incompreso, insomma.

È chiaro: molte persone importanti volevano che la vendita dell’opera di Beeple avesse un enorme successo. L’acquirente è un tizio che si fa chiamare Metakovan, crypto-investitore e fondatore di Metapurse, uno studio di produzione per Nft e uno dei principali finanziatori della forma d’arte digitale: secondo quanto riferito possiede la più grande collezione conosciuta di Nft al mondo. Ci troviamo, insomma, di fronte a una bella manipolazione del mercato. Non che questo renda il tutto meno interessante, anzi.

Articoli Suggeriti
I supereroi passano, gli amichevoli Spider-Man di quartiere restano

Brand New Day, il nuovo film dell'Uomo Ragno, si avvia a un esordio monstre al botteghino mondiale: 800 milioni di dollari d'incasso. Davanti a queste cifre, è più che lecito chiedersi: ma com'è possibile?

Dracula non deve morire

Dal leggendario "plagio" di Murnau alla serie audio, prodotta da Audible, che verrà presentata durante la prossima Mostra del cinema di Venezia. Sono cento anni che adattiamo, trasformiamo, temiamo e amiamo il vampiro. E il suo fascino non fa che aumentare.