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16:47 venerdì 13 marzo 2026
I Fugazi hanno pubblicato un album “scartato” che avevano registrato trent’anni fa con Steve Albini È la prima versione dell'album che è poi diventato In on the Kill Taker. Tutti i proventi andranno all'ente benefico fondato da Albini, Letters Charity.
Dopo quasi un millennio, l’Inghilterra si è decisa ad abolire definitivamente i seggi ereditari della Camera dei Lord Ne erano rimasti 92, che il governo laburista ha cancellato. Concedendo ad alcuni Lord, però, di diventare parlamentari a vita.
I protagonisti di The Voice of Hind Rajab, candidato all’Oscar per il Miglior film internazionale, non saranno alla cerimonia perché gli Usa vietano l’ingresso ai cittadini palestinesi Ad annunciarlo sono stati gli attori e le attrici del film, con una dichiarazione congiunta pubblicata sui loro profili social.
È stato annunciato il sequel di KPop Demon Hunters ma i registi hanno già detto che ci sarà molto da aspettare prima di vederlo Maggie Kang e Chris Appelhans hanno messo le mani avanti e avvisato i fan: i tempi di lavorazione saranno lunghi, molto lunghi.
La nuova Guida suprema dell’Iran ha detto di aver scoperto di essere la nuova Guida suprema dell’Iran guardando la tv Lo ha fatto nel suo primo messaggio alla nazione, letto da un annunciatore sui canali della tv di Stato. Per il momento, il nuovo ayatollah ancora non si è fatto vedere in pubblico.
Le persone stanno scrivendo pessime recensioni di un hotel di lusso di Dubai perché ci cadono i missili vicino Le iniziali e autentiche lamentele degli ospiti della struttura sono presto degenerate in una marea di commenti lasciati da troll di tutto il mondo, che infatti sono stati tutti prontamente rimossi.
La sicurezza agli Oscar quest’anno è stata molto rafforzata per paura di un attacco di droni iraniani Secondo l'FBI il rischio è reale, perciò l'Academy è stata costretta a correre ai ripari a poche ore dalla cerimonia.
C’è voluta la minaccia dei droni iraniani perché l’Ue si accorgesse che gran parte dei suoi bunker sono inutilizzabili Italia, Francia e Spagna ne hanno pochi, la Germania ne ha solo per lo 0,5 per cento della popolazione, l'Olanda praticamente non ne ha. Si salva solo la Finlandia.

Perché il New York Times ha deciso di pubblicare le foto dell’attentato di Ankara

20 Dicembre 2016

Ieri il New York Times ha ricevuto molte proteste di lettori contrariati dalla pubblicazione delle foto dell’uccisione dell’ambasciatore russo ad Ankara. Per questo motivo oggi ha pubblicato un’intervista a Phil Corbett, responsabile per gli standard etici del giornale, in cui vengono spiegate le ragioni della scelta.

Corbett innanzitutto dice che nella decisione di pubblicare immagini sono di solito coinvolti gli editor che curano l’articolo, i photo editor e gli editor che si occupano della homepage del sito e quello mobile; se ci si trova davanti a una breaking news o a una foto particolarmente delicata, viene chiesto anche l’intervento di un editor di livello più alto ancora: «In questo caso eravamo tutti d’accordo che la foto dovesse essere pubblicata sulla home. Era in primo luogo una notizia, che chiamava in causa il ruolo della Russia in Siria», spiega Corbett, «inoltre l’immagine mostra molto chiaramente la natura dell’attacco, molto più chiaramente del racconto stesso.  L’attentatore ben vestito, il contesto elegante della galleria, tutti questi elementi della notizia hanno contato nella scelta; e questo è il motivo per cui quell’immagine è toccante, non in modo sensazionalistico o cruento».

La decisione di mettere la foto in home è insomma sembrata a tutti opportuna, mentre un discorso diverso è stato fatto per la pubblicazione del video,a cui il Nyt rimanda con un link, ma senza mostrarlo in home page. Vengono poi fatte delle valutazioni per non prendere troppo di sorpresa il lettore quando clicca su un articolo che magari può contenere all’interno foto particolarmente violente che non vengono mostrate sulla home del sito: quindi il discorso, dice Corbett, è sempre ambivalente, alle volte per il lettore è meglio sapere cosa si troverà a leggere o guardare.

Corbett spiega anche che si sarebbe potuto decidere di tagliare l’immagine senza mostrare il corpo dell’ambasciatore, ma questo avrebbe molto ridotto la sua potenza. In altri casi, il New York Times decide di non procedere alla pubblicazione, per esempio con le immagini che arrivano dalla Siria e in generale con le testimonianze di bombardamenti o attacchi terroristici: «Generalmente quando pubblichiamo un’immagine violenta è perché contiene davvero il significato di una notizia».

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