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11:36 sabato 25 luglio 2026
Se è così difficile vedere un film in IMAX 70mm è perché negli ultimi 50 anni non è stato costruito un solo nuovo proiettore IMAX 70mm E non è stato costruito perché (tra le altre cose) IMAX, l'azienda, ha perso i progetti originali di questi proiettori e ora non sa più come costruirli.
A causa del caldo estremo e della crisi climatica, in Europa c’è una nuova forma di siccità Secondo gli scienziati, questa nuova siccità non è più dovuta alle poche piogge ma alle temperature troppo elevate. E trovare dei rimedi è difficilissimo.
I proprietari di Myspace dicono che Myspace sta per tornare, un’altra volta Lo hanno annunciato Chris DeWolfe e Tim Vanderhook, gli stessi che però avevano annunciato la stessa cosa già nel 2013, con scarsi risultati.
Dei milionari inglesi hanno chiesto al loro governo di essere essere tassati di più «perché possiamo permetterci di pagare molto di più» Lo hanno fatto con una lettera, firmata Patriotic Millionaires, in cui propongono anche una tassa del 2 per cento sui patrimoni oltre i 10 milioni.
La BCE ha lanciato un “referendum” per decidere il design delle nuove banconote euro, e la scelta sostanzialmente è: uomini o uccelli? Preferite Maria Callas o il picchio muraiolo? Leonardo da Vinci o il gruccione? Bertha von Suttner o il martin pescatore? Avete tempo fino al 21 settembre per decidere.
Un contadino tedesco ha costruito un santuario per salvare dal macello i montoni gay che rifiutano di accoppiarsi con le pecore Lui si chiama Michael Stücke e il rifugio Rainbow Wool: dal 2023 a oggi hanno salvato decine e decine di animali.
Una delle candidate al titolo di borsa dell’estate è una falsa Birkin fatta di plastica ma che sembra fatta di gelatina Si chiama Firkin, contrazione di Fake e di Birkin, appunto. Non costa neanche pochissimo: si va dai 30 ai 100 euro.
È in corso un boom delle vendite di cd, ma la maggior parte di chi li compra non possiede un lettore cd E allora perché li compra? Non certo per ascoltare musica ma per collezionare un oggetto. Ed esibirlo sui social, ovviamente.

Perché il New York Times ha deciso di pubblicare le foto dell’attentato di Ankara

20 Dicembre 2016

Ieri il New York Times ha ricevuto molte proteste di lettori contrariati dalla pubblicazione delle foto dell’uccisione dell’ambasciatore russo ad Ankara. Per questo motivo oggi ha pubblicato un’intervista a Phil Corbett, responsabile per gli standard etici del giornale, in cui vengono spiegate le ragioni della scelta.

Corbett innanzitutto dice che nella decisione di pubblicare immagini sono di solito coinvolti gli editor che curano l’articolo, i photo editor e gli editor che si occupano della homepage del sito e quello mobile; se ci si trova davanti a una breaking news o a una foto particolarmente delicata, viene chiesto anche l’intervento di un editor di livello più alto ancora: «In questo caso eravamo tutti d’accordo che la foto dovesse essere pubblicata sulla home. Era in primo luogo una notizia, che chiamava in causa il ruolo della Russia in Siria», spiega Corbett, «inoltre l’immagine mostra molto chiaramente la natura dell’attacco, molto più chiaramente del racconto stesso.  L’attentatore ben vestito, il contesto elegante della galleria, tutti questi elementi della notizia hanno contato nella scelta; e questo è il motivo per cui quell’immagine è toccante, non in modo sensazionalistico o cruento».

La decisione di mettere la foto in home è insomma sembrata a tutti opportuna, mentre un discorso diverso è stato fatto per la pubblicazione del video,a cui il Nyt rimanda con un link, ma senza mostrarlo in home page. Vengono poi fatte delle valutazioni per non prendere troppo di sorpresa il lettore quando clicca su un articolo che magari può contenere all’interno foto particolarmente violente che non vengono mostrate sulla home del sito: quindi il discorso, dice Corbett, è sempre ambivalente, alle volte per il lettore è meglio sapere cosa si troverà a leggere o guardare.

Corbett spiega anche che si sarebbe potuto decidere di tagliare l’immagine senza mostrare il corpo dell’ambasciatore, ma questo avrebbe molto ridotto la sua potenza. In altri casi, il New York Times decide di non procedere alla pubblicazione, per esempio con le immagini che arrivano dalla Siria e in generale con le testimonianze di bombardamenti o attacchi terroristici: «Generalmente quando pubblichiamo un’immagine violenta è perché contiene davvero il significato di una notizia».

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