Hype ↓
12:45 martedì 17 febbraio 2026
C’è un libro che trascrive parola per parola le leggendarie puntate del Maurizio Costanzo Show con Carmelo Bene contro tutti A trent'anni dalla messa in onda di quelle due puntata del MCS, viene pubblicato «per la prima volta autorizzato, il testo integrale dei dialoghi».
Il documentarista Frederick Wiseman è morto a 96 anni Tra i suoi film più recenti e famosi c'era Ex Libris del 2017, dedicato alla New York Public Library.
L’attore che faceva Buffalo Bill nel Silenzio degli innocenti ha chiesto scusa alle persone trans per la pessima rappresentazione che il film faceva di loro «Ora ne sappiamo tutti di più, e capisco che ci sono battute nella sceneggiatura e nel film che sono infelici», ha detto.
La Cina abolirà i dazi sulle importazioni da tutti i Paesi africani (tranne uno) L’unico Stato escluso dall’accordo è l’Eswatini e ovviamente, come sempre con la Cina, c'entra il riconoscimento di Taiwan.
Per catturare Maduro l’esercito americano avrebbe usato anche l’intelligenza artificiale Claude Lo ha svelato un'inchiesta del Wall Street Journal, che ha citato fonti anonime «vicine al Pentagono».
Yuko Yamaguchi, la donna che ha “disegnato” Hello Kitty negli ultimi 46 anni, ha lasciato il suo ruolo Ringraziandola per il suo lavoro, Sanrio ha dichiarato che Yamaguchi ha «passato il testimone alla prossima generazione».
I protagonisti della nuova campagna di Zegna sono Mads Mikkelsen ma soprattutto i Giardini d’inverno di Pietro Porcinai Né serra né veranda, ma ponte ideale tra i luoghi dell'abitare e il paesaggio. Furono realizzati negli anni '60 e da allora sono rimasti invariati.
Il capo di Instagram ha detto che passare 16 ore al giorno sui social non significa avere una dipendenza dai social Secondo Adam Mosseri, passare tutto questo tempo su Instagram costituisce, nel peggiore dei casi, un «uso problematico» della piattaforma.

Cosa dice Letterman dell’America

Nell’America di Trump, l’assenza della sua intelligenza si fa evidentemente sentire: un po' di citazioni che abbiamo scelto dalla lunga intervista del New York.

di Studio
06 Marzo 2017

Dopo 33 anni di lavoro in tv, ha smesso di essere al centro – o forse sarebbe meglio dire: il centro – dell’intrattenimento americano. Si è fatto crescere una lunghissima barba che gli dà un aspetto al tempo stesso buffo e ieratico, una barba che fa sì che le persone lo scambino spesso per qualcun altro: come quando gli è capitato che una donna a Santa Monica lo prendesse per l’artista Chuck Close, manifestando poi una grande disappunto per il fatto che Letterman non fosse Chuck Close. Dice di avere molto tempo libero. Ma nell’America di Trump, la sua assenza, l’assenza della sua intelligenza satirica, si fa evidentemente sentire (lo si nota nei giudizi sferzanti, divertentissimi su ogni membro di peso dell’amministrazione Trump). Questo è il motivo per cui il New York Magazine ha deciso di intervistarlo e di dedicargli la sua ultima storia di copertina. Abbiamo letto il lungo dialogo realizzato da David Marchese e ne abbiamo ricavato un po’ di citazioni, che ci sembrano interessanti per capire come si rapporta allo scenario trumpiano uno dei volti più noti della cultura americana non più in prima linea.

I capelli di Trump

Non ho mai pensato che tipo di show avrei realizzato il giorno dopo l’elezione di Trump se fosse stato ancora in pista, ma una volta, quando Trump era ancora il “presidente eletto”, mentre correvo per strada, ho pensato: lo chiamo. Lo conosco sin dagli anni Ottanta. Sono uno dei pochi che l’ha intervistato regolarmente. Non mi sentivo accecato dalla luce emanata dalla sua carica. Voglio dire, abbiamo eletto con un uomo con quel taglio di capelli? Perché non indaghiamo su questo? Sembra Al Jardine dei Beach Boys.

Le reazioni al trumpismo

Sono stufo delle persone sconvolte per ogni cosa che Trump dice: “Non posso credere che ha detto questo”. Dobbiamo smetterla di fare così e trovare invece dei modi per proteggerci da lui. Sappiamo che è matto. Quindi dobbiamo prenderci cura di noi stessi. La comicità è uno dei modi in cui possiamo farlo. Alec Baldwin meriterebbe una medaglia presidenziale per la libertà, se non fosse che il presidente che dovrebbe dargliela è proprio Trump.  Non abbiamo più bisogno di conferme sul fatto che c’è qualcosa di sbagliato in Trump. Dobbiamo trovare un modo di ricostruire ciò che è razionale. E i Democratici, maledizione, si rifacciano un po’ di spina dorsale.

March6-19_2017_Letterman.nocrop.w710.h2147483647

Come sono i cambiati i talk show

A un certo punto gli agenti hanno conquistato i talk show. Sono quelli attraverso cui fai arrivare l’ospite, ma ognuno ha sei o sette personaggi, quindi devi essere spaventosamente carino con l’ospite A se vuoi invitare l’ospite B o C. Mi sono reso conto troppo tardi che stavamo diventando strumenti per le carriere di altri, quelli che mediano per decidere di cosa dovrai parlare: “Sono Harrison Ford e non posso parlare di quando ho fatto atterrare un aeroplano su un campo da golf”.

I nuovi Letterman

Le persone mi dicono grandi cose di Seth Meyers, che è bravo e profondo. Ma, voglio dire, riesci a immaginare di non fare oggi battute su Trump? Sembrerebbe bizzarro. Un po’ di persone sono in grado di mettere radici nello Tsunami Trump e Stephen Colbert è uno di questi. Ma non posso dirti molto su questi show perché non li guardo.

La giornata normale di un pensionato

La mia giornata normale ruota attorno a mio moglie e mio figlio. Sono a disposizione dei loro programmi. Ma mi occupo anche di lavoro certi giorni. Faccio questo e quell’altro. Ma per lo più sto seduto sul letto a guardare il pavimento.

Cose che fanno tutti

Adattarsi alla vita normale è ancora dura. Ho problemi nell’usare il telefono per dire. Un giorno avevo bisogno di un paio di lacci e ho pensato: dove diavolo si comprano i lacci? Un mio amico mi ha detto che c’era un posto, il Designer Shoe Warehouses. Così ci sono andato e ho scoperto che era grande quanto il Pentagono. Enorme.  Chi ha bisogno di tutte queste scarpe? È uno di quei posti senza commessi, dove ci sono solo scatole di scarpe. Non trovavo i lacci, ma a un certo punto ho immaginato che dovevano essere alle casse. E infatti c’erano. Li ho trovati dopo un’ora circa. Mi sono messo in fila e a quel punto la cassiera ha urlato con una voce grossa: «Venga avanti il prossimo amante di scarpe, prego». Ho iniziato a tremare.

Orgoglio

Ho avuto questa conversazione con mia moglie che dice: «Trent’anni, pensa a quanta gente hai fatto assumere». Ho pensato: sì, è decisamente abbastanza. Sono stato capace di dare lavoro alle persone. Questo sì che è un traguardo.

Immagini Getty Images
Articoli Suggeriti
Social Media Manager

Leggi anche ↓
Social Media Manager

Ripensare tutto

Le storie, le interviste, i personaggi del nuovo numero di Rivista Studio.

Il surreale identikit di uno degli autori dell’attentato a Darya Dugina diffuso dai servizi segreti russi

La Nasa è riuscita a registrare il rumore emesso da un buco nero

Un algoritmo per salvare il mondo

Come funziona Jigsaw, la divisione (poco conosciuta) di Google che sta cercando di mettere la potenza di calcolo digitale del motore di ricerca al servizio della democrazia, contro disinformazione, manipolazioni elettorali, radicalizzazioni e abusi.