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10:44 mercoledì 8 luglio 2026
Pur di girare l’Odissea tutto in IMAX, Christopher Nolan si è dovuto inventare una nuova, stranissima, grossissima macchina da presa La cinepresa IMAX è troppo rumorosa e non si può usare per le inquadrature ravvicinate. Almeno, così è stato fino ad adesso, fino all'Odissea di Nolan.
La mattina in passerella a Parigi, la sera sul red carpet a Londra: la rocambolesca storia dell’abito Schiaparelli indossato da Zendaya all’anteprima dell’Odissea La velocità della moda ha raggiunto nuovi livelli: persino gli abiti couture passano immediatamente dalla passerella alle celebrity. A patto di avere Law Roach come stylist.
Il luddismo è talmente tornato di moda che a New York gli hanno dedicato anche un nuovo festival, il Summer of Ludd Ovviamente il festival non aveva né sito né social, quindi per sapere cosa succedeva bisognava chiamare un numero telefonico pubblicato su un volantino.
C’è una lista di tutte le organizzazioni, iniziative e progetti musicali che devolvono i loro incassi in beneficenza a Gaza L'ha fatta Crack Magazine e si intitola "In solidarity with Gaza: A guide to the music and resources that support the humanitarian effort".
Si è sciolto A23, il più grande iceberg del mondo, ed è una buona notizia (anche se non sembra) Era grande quasi 4 mila km quadrati e pesava mille miliardi di tonnellate. Il suo scioglimento farà bene all'oceano, dicono gli scienziati.
Un pantalone di Zara è diventato famosissimo per la sua capacità di far inciampare e cadere le persone Soprannominato "The deadly Zara trousers", a causa della sua fattura ha causato migliaia di infortuni diventando il trend più divertente degli ultimi tempi.
Ford aveva licenziato centinaia di ingegneri per sostituirli con l’AI, ma poi ha scoperto che l’AI non è capace di fare il loro lavoro ed è stata costretta a riassumere gli ingegneri I dirigenti hanno ammesso di aver sopravvalutato l'AI e sottovalutato l'intuito e l'esperienza degli ingegneri.
I membri del nuovo governo di Gaza non possono entrare a Gaza perché Netanyahu glielo vieta Sono 13 palestinesi riuniti nel Comitato Nazionale per l'Amministrazione di Gaza che da gennaio sono bloccati al Cairo su ordine del Primo ministro israeliano.

La felicità sta nella ricerca del nuovo, secondo le neuroscienze

16 Maggio 2016

Il desiderio di scoperta è innato nell’essere umano: il neuroscienziato americano Jaak Panksepp, nel suo libro Affective Neuroscience, sostiene che la ricerca non sia “solo” uno dei sette istinti fondamentali del cervello umano (gli altri sono collera, paura, cura materna, panico/dolore, piacere e gioco) ma il principale, quello che guida tutte le altre attività cerebrali.

Panksepp si serve di studi che dimostrano come il raggiungimento di obiettivi importanti nella vita privata o lavorativa non sia di per se una condizione bastante alla felicità duratura: studi sul tema dimostrano che anche un evento raro e generalmente associato alla contentezza come la vittoria della lotteria non produce cambiamenti sui livelli di felicità a lungo termine di un essere umano. È per questo, argomenta l’autore dell’opera, che ogni mammifero è dotato di una volontà di ricerca collegata ai centri produttori di dopamina, il neurotrasmettitore che integra le sensazioni di piacere e appagamento: quando si permette ad alcune cavie di laboratorio di accedere a una leva che gli dà una scossa elettrica, si noterà che lo continueranno a fare a ripetizione, nonostante non trovino di per se soddisfacente l’atto. È il bisogno di cercare a fare la differenza.

La tesi esposta dal neuroscienziato è riassumibile in: l’importante non è tanto il raggiungimento di nuovi obiettivi quanto la ricerca dei suddetti, di per se l’unica vera condizione necessaria alla pienezza del vivere. D’altronde, come aggiunge Evan Thompson, professore alla University of British Columbia, si tratta anche dell’assunto alla base della filosofia, delle arti e delle scienze: «Non credo che nessuno scienziato pensi che un giorno la scienza arriverà a un punto finale. La scienza è porre interrogativi, nuovi modi di guardare alle cose, nuovi strumenti».

Immagine: Sanjay Kanojia/AFP/Getty Images
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