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Dopo che Mamdani ha consigliato ai newyorchesi di leggere Heated Rivalry, i download del libro sono aumentati del 500 per cento Download tutti arrivati dalla rete delle biblioteche pubbliche della città, dove il libro si poteva scaricare gratuitamente.
Ikea ha annunciato che non produrrà più la borsa Frakta (quella blu da 99 centesimi) L'accessorio, passato anche sulle passerelle di Balenciaga e sui campi da tennis, sarà sostituito da un nuovo modello, in fase di progettazione.
Sydney Sweeney rischia una denuncia per atti vandalici per aver coperto la scritta Hollywood con i suoi reggiseni Era tutta una trovata pubblicitaria per lanciare la sua linea di biancheria intima, Syrn. Ma, a quanto pare, la trovata pubblicitaria la porterà in tribunale.
La CDU, il partito di maggioranza in Germania, vuole abolire il diritto di lavorare part time Secondo il partito del cancelliere Merz, la crisi economica tedesca è colpa soprattutto dei troppi lavoratori che decidono di fare part time.
I cittadini di Minneapolis hanno organizzato una festa per il licenziamento di Greg Bovino davanti all’hotel dove alloggiava Cori, canti, balli, musica, festeggiamenti. Fino a quando la polizia non è intervenuta per interrompere violentemente il party improvvisato.
Ad Amsterdam saranno installate lungo i canali delle mini scale per aiutare i gatti che cadono in acqua Centomila euro che il Comune ha deciso di investire nella costruzione di quelle che tecnicamente si chiamano “scale per l’uscita della fauna selvatica”.
Dopo il litigio con il figlio Brooklyn, una canzone di Victoria Beckham di 25 anni fa è arrivata in cima alle classifiche inglesi A 23 anni dal lancio, "Not Such An Innocent Girl" raggiunge la vetta di ben due classifiche inglesi, grazie al pubblico litigio tra Victoria e David da una parte e il figlio Brooklyn dall'altra.
Per la prima volta Pitchfork ha spiegato come assegna e cosa significano i voti che dà agli album È una guida che introduce anche gli abbonamenti al sito, che permetteranno agli utenti di aggiungere il loro voto a quello dei giornalisti.

A fare concorrenza a Netflix c’è solo il sonno

07 Novembre 2017

Funziona come ogni dipendenza, nello stesso identico modo: ancora uno, poi basta. Ancora un bicchierino, l’ultimo. Ancora una sigaretta (l’ultimissima). Ancora un po’ di gelato, poi, da domani, a dieta. Ancora una puntata, l’ultima, e poi basta, si va a dormire. Ma appena la puntata finisce, ecco che comincia automaticamente l’altra, e le nostre dita esitano, tentennano, e così ci ritroviamo immersi nel flusso narrativo, nelle immagini, di nuovo allontanati da noi stessi (che sollievo) e proiettati in un altro mondo. Dice bene il Ceo di Netflix Reed Hastings, quando dichiara che l’unico, pericoloso competitor dell’azienda è il sonno: nient’altro, in effetti, ha la capacità di trascinarci in uno stato di incoscienza tanto perfetto da poter competere con la nostra serie preferita o un nuovo film che non vediamo l’ora di vedere. Netflix è così brava a convincere lo spettatore a rimanere incollato allo schermo, ha spiegato Hastings durante un summit la settimana scorsa, che non teme la competizione con altre opzioni di intrattenimento, quanto con le necessarie funzioni corporee.

Come nota Fast Company, gran parte degli spettatori Netflix hanno ormai oltrepassato la fase del binge-watching: sarebbe ormai più corretto parlare di binge-racing, in cui i fan di una serie competono per completarla nel giorno stesso in cui viene resa disponibile: in questo caso le serie tv, praticamente, smettono di essere serie tv (tradizionalmente caratterizzate da puntate brevi che diventano un appuntamento giornaliero o settimanale) e diventano lunghissimi film, esperienze immersive di diverse ore. Negli ultimi tre anni il numero di spettatori che fruisce delle serie in questo modo è aumentato più di 20 volte: in un recente comunicato stampa la compagnia si è addirittura riferita al fenomeno come a uno sport. Considerando tutto ciò, è evidente come i capi di Netflix non abbiano alcun motivo di preoccuparsi di competitor come Hbo o Amazon, quanto dell’unica cosa che può interrompere il flusso continuo dello sguardo: gli occhi che si chiudono. «È il sonno il nostro competitor più forte, è con lui che stiamo combattendo. E stiamo vincendo!», ha concluso Hastings.

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