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22:51 venerdì 17 aprile 2026
Il biopic su Kate Moss è in realtà la storia del ritratto che Lucien Freud fece a Kate Moss S'intitola Moss & Freud e racconta la tormentata realizzazione del celebre ritratto Naked Portrait.
Torneremo a usare i contanti, per colpa delle guerre in Medio Oriente Ma non è luddismo monetario: in un panorama segnato da minacce di blackout, attacchi informatici e tensioni internazionali, la scorta di contante domestico viene oggi promossa come il solo bunker finanziario.
Il Segretario della Guerra Pete Hegseth si rifiuta di ammettere di aver citato Pulp Fiction in una preghiera per i soldati americani in Iran, nonostante la sua preghiera fosse identica al monologo “Ezechiele 25:17” di Pulp Fiction E nonostante il fatto che tutti si siano accorti subito che stava citando il monologo "Ezechiele 25:17" di Pulp Fiction. Anche perché l'unica altra spiegazione possibile è che Hegseth non conosca i versetti della Bibbia che cita.
La coppia formata da Cameron Winter e Olivia Rodrigo è un enigma che nemmeno i social riescono a risolvere Cosa unisce la principessa del pop gen alpha con il cantante dei Geese? In attesa di capire se facciano davvero coppia, internet non sembra farsene una ragione.
Lana Del Rey ha fatto una canzone per 007 ma non tutti hanno capito che si tratta del videogioco e non del film Molti sono ancora confusi da "First Light": la canzone più bondiana di Lana Del Rey, che sembra la intro di un film di 007 ma un film non ce l'ha.
Le persone che si sono accaparrate i biglietti per le prime proiezioni di Dune 3 li stanno rivendendo su eBay a migliaia di dollari Su eBay si trovano biglietti per gli spettacoli in IMAX venduti al 1500 per cento del prezzo originale.
Il libro fotografico con le ragazze che imbracciano armi che compare in The Drama esiste davvero (più o meno) Si intitola Chicks with Guns, lo ha fatto la fotografa Lindsay McCrum ed è uscito nel 2011. Ed è molto, molto simile a quello che si vede nel film.
La prima canzone dei Massive Attack dopo quasi dieci anni è un pezzo contro la guerra fatto assieme a Tom Waits Si chiama Boots on the ground e parla di disordini che stanno avvenendo negli Usa, mescolando liriche belliche a immagini grottesche.

Non è possibile esaurire il catalogo di Netflix, dice Netflix

23 Aprile 2020

Su Twitter l’abbiamo letto almeno una decina di volte, “ho finito Netflix, cosa faccio?”, in relazione al tempo passato davanti alla tv in quarantena, ma non ci abbiamo creduto davvero. Ricordiamo infatti che esiste pur sempre la sezione “drammi romantici indiani”, in cui si alternano rielaborazioni bollywoodiane di Romeo e Giulietta (è il caso di Dilwale), e struggenti avventure familiari (Kabhi Khushi Kabhie Gham per esempio dura “solo” 3 ore e 29 minuti). A confermare un simile pensiero ci ha pensato Ted Sarandos, Chief Content Officer della piattaforma di streaming, che durante una videoconferenza con la società ha ricordato «il nostro programma per tutto il 2020 è già pronto, con numerosi nuovi titoli che devono ancora uscire, e quello del 2021 l’abbiamo quasi terminato». Per questo pensare di riuscire a finire davvero Netflix è praticamente impossibile.

Come ricorda The Verge infatti, mentre Disney, Warner Bros., Sony, Universal, Paramount e altre gigantesche case di produzione continuano a cercare di salvare parte dell’anno – anche spostando alcuni titoli sulle piattaforme digitali, a causa della chiusura delle sale cinematografiche per il Coronavirus – «Netflix non ha mai avuto tanto successo, assicurando ai suoi utenti di avere numerosi nuovi contenuti pronti per essere condivisi sulla piattaforma, in misura maggiore rispetto al 2019». Ma com’è possibile? In che modo Netflix può avere così tanti titoli da superare case di produzione e reti tradizionali? Come ha dichiarato Sarandos, si tratta di una strategia che gioca d’anticipo (per capire, rispetto a quando una serie arriva sulla piattaforma, la sua nuova stagione è già in corso d’opera, venendo spesso rinnovata ancora prima del debutto), tanto che ci sarebbero oltre 200 progetti in via di elaborazione da remoto, e quasi conclusi – così come la quarta stagione di The Crown, in fase di completamento. Una situazione favorevole, quella di Netflix, che potrebbe andare avanti per tutto il 2021, quando, mentre numerosi colossi cinematografici potrebbero continuare a spostare su piattaforme digitali le nuove uscite (anche qualora i cinema dovessero riaprire tra qualche mese, riapriranno, l’affluenza potrebbe essere notevolmente ridotta), Netflix, continua The Verge, «continuerà a fare quello che gli riesce meglio: offrire contenuti su contenuti da guardare, comodamente, sul nostro divano».

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