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Trump ha fatto rimuovere la bandiera Lgbtq+ dal monumento di Stonewall, il luogo in cui è nato il movimento Lgtbtq+ Il governo ha poi spiegato che le uniche bandiere consentite nei pubblici monumenti sono quelle che «esprimono la posizione ufficiale» del governo.
La pergamena lunga 36 metri sulla quale Jack Kerouac scrisse la prima stesura di Sulla strada andrà all’asta La basa d'asta è fissata a due milioni e mezzo di dollari, per un oggetto diventato quasi leggendario tra gli appassionati di letteratura americana.
Per addestrare la sua intelligenza artificiale, l’azienda Anthropic avrebbe comprato, scansionato e poi distrutto due milioni di libri usati L'azienda avrebbe approfittato di un cavillo legale e sostiene di avere tutto il diritto di usare in questa maniera libri che ha regolarmente acquistato.
Maison Margiela ha reso disponibile il suo intero archivio, per tutti, gratuitamente, su Dropbox L'iniziativa fa parte del progetto MaisonMargiela/folders, che porterà il brand in Cina con 4 mostre, e una sfilata programmata ad aprile.
Su Vanity Fair è uscita la prima intervista mai fatta a Bianca Censori Per la prima volta ha parlato di sé, in occasione della mostra che sta presentando a Seoul (anche se, ovviamente, Ye si è messo in mezzo).
Il governo francese invierà una lettera a tutti i 29enni del Paese per invitarli a fare figli prima che sia troppo tardi È parte di una campagna per contrastare la denatalità e informare su salute riproduttiva e sessuale. Ma in molti l'hanno accolta abbastanza male.
Le compagnie aeree stanno cancellando i voli verso Cuba perché sull’isola non c’è abbastanza carburante per fare rifornimento e ripartire C'entra l'embargo degli Stati Uniti e la crisi in Venezuela, la situazione è talmente grave che già a marzo Cuba potrebbe non avere più benzina.
All’Halftime Show alternativo dei trumpiani c’erano a malapena 200 spettatori Nel frattempo, lo spettacolo di Bad Bunny è diventato il più visto nella storia del Super Bowl, con 135 milioni di spettatori.

The Last Thing He Wanted è forse il peggior adattamento mai realizzato

27 Febbraio 2020

The Last Thing He Wanted, adattamento del romanzo di Joan Didion (in italiano, Il suo ultimo desiderio), è arrivato su Netflix lo scorso venerdì 21 febbraio. Da allora, in Italia, è al primo posto nella top ten dei film più visti sulla piattaforma. Eppure, nonostante «il potenziale visivo e cinematografico dell’opera della Didion emergesse in molte parti del romanzo», secondo The Atlantic potrebbe trattarsi del «peggior adattamento mai realizzato».

Secondo Glenn Kenny del New York Times, il problema del film risiede nell’impossibilità di trasformare le parole della Didion in immagini. «Il grande problema con il film non è tanto la confusione, ma la tensione della regista di dare per forza un senso a tutto. E si percepisce», ha scritto Kenny circa il lavoro di Dee Rees. «Il prestigio di Joan Didion come scrittrice è tale che praticamente chiunque vorrebbe lavorare a un progetto legato al suo nome. Ma c’è anche una buona ragione per cui solo uno dei suoi romanzi è stato in precedenza trasformato in un’opera cinematografica. E The Last Thing He Wanted era totalmente “inadattabile”», scrive l’Atlantic. Il romanzo, ambientato a metà degli anni ’80 durante uno dei periodi più oscuri della storia politica americana (quando, sotto l’amministrazione Reagan, gli Stati Uniti finanziavano illegalmente la guerriglia dei gruppi armati controrivoluzionari nicaraguensi, i contras), offre un perfetto esempio della scrittura di Didion, «in cui la trama è un veicolo per la valutazione negativa e snervante della società: l’idea di un mondo sempre in disordine», continua.

L’interiorità dei suoi romanzi, combinata con la loro struttura sperimentale «tende a sfidare la possibilità di un adattamento, e The Last Thing He Wanted, in particolare, che è un’opera intesa a sfidare la semplice comprensione del lettore, ha fatto sì che il film con Anne Hathaway fosse un miscuglio di elementi disorganizzati così come i personaggi che non vengono mai approfonditi». E infatti Anne Hathaway tiene in piedi la narrazione praticamente da sola, «agendo in modi e prendendo decisioni che sembrano sempre essere totalmente fuori contesto».

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