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03:56 mercoledì 13 maggio 2026
È uscito il primo trailer di Tony, “l’antibiopic” che racconta un anno della vita di Anthony Bourdain prima che diventasse Anthony Bourdain Il film, prodotto da A24, è ambientato nell'estate del 1975 a Provincetown (Massachusetts), in un momento che si rivelò formativo per il futuro chef.
La comunità scientifica continua a dire che sta arrivando un evento climatico catastrofico ma nessuno le dà ascolto né fa niente Si chiama El Niño, è un innalzamento della temperatura dell'oceano e potrebbe avere conseguenze apocalittiche in tutto il mondo.
Ci sono Alice Rohrwacher e Josh O’Connor che presentano La chimera in una biblioteca di Stromboli E ha rivelato che all'inizio il film lei avrebbe voluto girarlo proprio a Stromboli, ma fu costretta a ripensarci per questioni di tempi e di logistica.
Amsterdam è la prima capitale del mondo a vietare la pubblicità sia della carne che dei combustibili fossili negli spazi pubblici La misura è entrata in vigore dall'1 maggio. Secondo il Comune, è necessaria per «allineare il paesaggio urbano agli obiettivi ambientali».
Un festival cinematografico in Canada ha iniziato a proiettare film a velocità 1.5x per attirare la Gen Z L'esperimento è iniziato con Amour Apocalypse di Anne Émond, che a velocità x1.5 dura 66 minuti invece di 100. Ben 34 minuti risparmiati.
Alla donna francese ricoverata in condizioni gravissime a causa dell’hantavirus era stato detto che i suoi sintomi erano dovuti all’ansia Nonostante i sintomi e il fatto che fosse letteralmente appena scesa dalla MV Hondius, la diagnosi dei medici è stata questa: stress misto ad ansia.
Jean Michel Jarre ha scritto il libro definitivo sulla storia della musica elettronica Si intitola Machines: A History of Electronic Music e racconta la storia del genere attraverso 80 ritratti. Non di persone, però: di strumenti musicali.
In quasi nessuna delle capitali europee un mese di salario minimo è sufficiente a pagare un mese di affitto L'Italia in questo studio non è menzionata, perché in Italia c'è la crisi abitativa ma il salario minimo no.

Stranger Things e Dahmer hanno salvato Netflix

19 Ottobre 2022

La Grande Disiscrizione non è nemmeno cominciata e forse è già finita. Almeno così pare, stando a quello che ci ha detto Netflix con l’ultimo report sullo stato di salute dell’azienda nell’ultimo trimestre: Netflix ha registrato guadagni migliori del previsto, superiori persino alle sue stesse aspettative. Infatti, il trend di perdita degli abbonati degli ultimi due trimestri è stato invertito e 2,4 milioni di nuovi subscriber si sono aggiunti negli ultimi tre mesi. Sicuramente un numero inferiore rispetto a quello registrato nello stesso trimestre dello scorso anno – 4,4 milioni – ma comunque circa il doppio della cifra prevista. 

A risollevare Netflix ci ha pensato un gruppo piuttosto stravagante: degli adolescenti che combattono i mostri del Sottosopra e un serial killer. Se la piattaforma streaming nello scorso trimestre ha ottenuto risultati così positivi è grazie soprattutto a due titoli: la quarta stagione di Stranger Things e la novità Dahmer, ormai ufficialmente la seconda serie Netflix in lingua inglese più vista di tutti i tempi (proprio dopo Stranger Things 4). Come rivela il Guardian, in una lettera agli azionisti del 18 ottobre, la società ha affermato che: «Dopo un primo semestre difficile, riteniamo di essere sulla buona strada e prevediamo di riprendere a crescere. La chiave è la soddisfazione dei nostri abbonati». Secondo Netflix, il piano aziendale funziona e deve restare invariato: si tratta “semplicemente” di vincere la guerra delle visualizzazioni, di far sì che gli spettatori, tra tutte le piattaforme (ormai tante) e tutti i contenuti (ormai tantissimi) disponibili, scelgano quelli targati con la N rossa. «Quando le nostre serie e i nostri film piacciono agli abbonati, questi ne parlano con i loro amici, e così sempre più persone ci guardano, si uniscono a noi, restano con noi». Per uscire dalla crisi, insomma, basta il passaparola.

La crisi della prima metà del 2022 ha impressionato anche e soprattutto perché Netflix aveva ancora freschi nella memoria i numeri strabilianti registrati nel 2020 e, in generale, per tutto il periodo della pandemia: nei primi sei mesi del 2020, infatti, la piattaforma era arrivata a contare quasi sedici milioni di abbonati. Con la fine delle restrizioni imposte per contenere la diffusione del coronavirus e il ritorno delle attività sociali, molte persone hanno deciso di cancellare il loro abbonamento, cosa che ha avuto come estrema conseguenza la perdita di valore dei titoli azionari di Netflix, calati quest’anno fino al 60 per cento. Per superare queste difficoltà, Netflix ha anche annunciato un piano di abbonamento più economico in cui per la prima volta nella storia della piattaforma saranno inseriti spot pubblicitari. Sempre nella lettera agli azionisti di cui sopra, però, Netflix riconosce che esistono ormai delle oggettive difficoltà nel mercato dello streaming, difficoltà che a quanto pare anche la concorrenza sta affrontando: «I nostri concorrenti stanno investendo molto per far crescere il numero degli abbonati, ma costruire una piattaforma di streaming di successo e di grandi dimensioni è difficile: probabilmente, secondo le ultime stime, tutti sono in perdita».

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